|
Care lettrici, cari lettori, buongiorno! in apertura cdt.ch proponiamo l’editoriale di Gianni Righinetti, che da oggi raccoglie il testimone da Paride Pelli quale direttore responsabile del giornale. Nell’articolo racconta qualcosa di sé, ma soprattutto della squadra e della rotta che intende imprimere alla sua direzione. «Non prometto un giornale senza difficoltà, ma impegno nell’affrontare le trasformazioni con lucidità e nel continuare a porci domande. Il Corriere ha 135 anni di storia e molta autorevolezza, che non significa distanza. Con la mia squadra dovrò custodirla e scriverne il prossimo capitolo: un Corriere del Ticino con radici forti e sguardo aperto». Parliamo poi dei costi sanitari in Ticino. Dal secondo trimestre del 2025, l’evoluzione della spesa si è mantenuta al di sotto della media nazionale. Ma questo rallentamento è destinato a durare nel tempo? E, concretamente, quanto hanno inciso le moratorie introdotte dal Cantone sul contenimento della spesa? Francesco Pellegrinelli ne parla con il coordinatore del DSS, Paolo Bianchi. Ci soffermiamo poi sull’Università della Svizzera italiana. Una modifica dello statuto, appoggiata dal Municipio di Lugano e ora sottoposta al Consiglio comunale, prevede che il patrimonio immobiliare dell’USI torni in mano al Comune nel caso in cui la Fondazione per le Facoltà di Lugano (FFL) dovesse, per qualche motivo, cessare di esistere. Ma perché proprio ora? La Città, scrive Federico Storni, vorrebbe vendere alla FFL l’edificio principale del Campus Ovest dell’USI, quello storico. Con lo statuto modificato, avrebbe così la certezza che, qualora un domani qualcosa dovesse andare storto, il destino dell’immobile sarebbe comunque garantito. Su ticinonews.ch si torna a parlare degli emolumenti dei membri del CdA di AIL. Nei primi sei mesi del 2026 il presidente ha percepito una somma compresa tra gli 80 e i 90 mila franchi, mentre per il vicepresidente si parla di una cifra tra i 70 e gli 80 mila franchi. Cifre che il consigliere nazionale Bruno Storni definisce «semplicemente esagerate». «Trovo che queste aziende, che sono comunque pubbliche e fanno un servizio pubblico, non dovrebbero agire come un'azienda privata o che genera utili per gli azionisti», commenta Storni, secondo cui sarebbe necessaria una maggiore trasparenza sugli emolumenti dei vertici. Per ora è tutto. Buona lettura delle notizie di oggi e continuate a seguirci per rimanere costantemente aggiornati su tutte le notizie e gli approfondimenti della giornata.
|