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Buongiorno, e ben ritrovati con Sette su Sette, la newsletter del Gruppo Corriere del Ticino che vi offre un'informazione a 360 gradi. In apertura su CdT.ch si torna sul caso Zali. Faccia a faccia tra i vertici di via Monte Boglia e il «ministro» finito al centro della bufera. Il consigliere di Stato comunicherà pubblicamente «nei prossimi giorni» la propria posizione. I democentristi sembrano intenzionati a tirare dritto. Anche in Svizzera si riaccendono i fari sulle cosiddette «droghe dello stupro». Un fenomeno complesso, caratterizzato spesso dalla paura di chi ha subìto violenza a denunciare quanto accaduto e dalle difficoltà dei medici e degli analisti a trovare le tracce delle sostanze stupefacenti ingerite dalle vittime. Premesse che complicano anche il lavoro degli investigatori. Il femminicidio al centro dell’editoriale di Gianni Righinetti, vicedirettore del Corriere del Ticino. «Tre donne uccise in Ticino in pochi mesi. Diciassette in Svizzera dall’inizio dell’anno. Sono numeri che pronunciamo, scriviamo, mettiamo nei titoli. Poi arriva un’altra notizia, la vita riprende la sua corsa e quelle cifre rischiano di finire nel grande deposito della memoria corta. Ma tre donne uccise in quanto donne non sono una statistica, bensì vite interrotte e famiglie devastate. E possono significare finanche figli orfani. Nessuna sentenza, nessun minuto di silenzio e nessun mazzo di fiori riusciranno mai a colmare questo vuoto. E allora diciamolo senza giri di parole: non basta dirsi solo "scossi"». Ticinonews.ch affronta invece il tema della canicola in Ticino. Con il meteorologo Stefano Zanini si è infatti analizzata l'estate in corso. Nel frattempo, a mezzogiorno di oggi, entra in vigore l'allerta di grado 4 (pericolo forte) valida per almeno una settimana. Per il momento è tutto. Ma, come sempre, vi invitiamo a rimanere con noi e con i nostri media per nuovi, interessanti approfondimenti e per tutti gli aggiornamenti più importanti, sia nazionali che internazionali
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