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Il commento

Basta foglie di fico

Negli ultimi anni il compromesso dei Cantoni sull'insegnamento delle lingue si è rivelato un alibi che ha permesso alla Svizzera tedesca di privilegiare l'inglese a scapito delle lingue nazionali - Questa deriva è incompatibile con un Paese che ha tre lingue ufficiali ed è ora che la Confederazione intervenga
Moreno Bernasconi
14.04.2026 06:00

Nei giorni scorsi, il Parlamento del Canton Turgovia ha deciso di eliminare l’insegnamento del francese alle scuole primarie. A dire il vero, già nel 2017 il Gran Consiglio turgoviese era lì lì per fare il salto della quaglia, e solo a causa delle forti pressioni del Consiglio di Stato e delle Autorità federali ha votato - in seconda lettura e a strettissima maggioranza - il mantenimento del francese. Stavolta, il voto del Gran Consiglio è stato netto: 71 voti a 48 contro l’insegnamento del francese alle elementari. I promotori della mozione (Centro e Evangelici) hanno fatto breccia affermando che il progetto del francese precoce è costato milioni e ha prodotto risultati modesti. Lo dimostrano - hanno affermato - le competenze solo superficiali acquisite dagli alunni rispetto agli obiettivi del Piano di studi. Piuttosto che sovraccaricare gli allievi con una seconda lingua (oltre all’inglese) senza ottenere risultati sufficienti - hanno rincarato - meglio concentrarsi sull’insegnamento di matematica e tedesco. Insomma, l’inglese precoce non si tocca mentre il francese è «quantité négligeable». Con questi stessi argomenti, nel marzo dello scorso anno Appenzello esterno ha bocciato il francese precoce e altrettanto hanno fatto a settembre il Canton Zurigo e il Canton San Gallo. E Appenzello interno non ha mai insegnato il francese a livello primario. Con la decisione di Turgovia, praticamente tutta la Svizzera orientale sabòta il compromesso elaborato vent’anni fa dalla Conferenza dei Direttori della pubblica istruzione sull’insegnamento delle lingue alle scuole elementari nell’ambito del progetto HarmoS. Quell’idea di mettere tutti d’accordo con un modello che impone due lingue straniere alle elementari (l’inglese e una lingua nazionale), ma lascia liberi i Cantoni di decidere quale insegnare in terza e quale in quinta, è stata disattesa. Parlando fuori dei denti, vien da dire che per i Cantoni svizzero tedeschi il modello HarmoS altro non è stato che un compromesso di facciata, una foglia di fico che di fatto ha nascosto la volontà di privilegiare l’inglese a scapito delle lingue nazionali. Se le cose stanno così (e la marcia compatta della grande maggioranza dei Cantoni della Svizzera tedesca lo conferma), allora bisogna dire forte e chiaro che questa deriva è semplicemente incompatibile con un Paese che ha tre lingue ufficiali: che in una Svizzera istituzionalmente multilingue, l’insegnamento efficace di una seconda lingua nazionale dalle elementari alla fine della scuola dell’obbligo è prioritario e imprescindibile. L’autunno scorso, senza parafrasi, la consigliera federale Baume Schneider ha ricordato ai Cantoni svizzero tedeschi che in Romandia alle elementari si impara il tedesco. Punto e basta. Il Consiglio federale ha quindi incaricato il Dipartimento federale dell’interno di preparare una modifica della Legge sulle lingue che impone ai Cantoni l’insegnamento di una seconda lingua nazionale a partire dalle elementari. C’è da augurarsi che stavolta si passi davvero dalle belle intenzioni ai fatti. Anche perché il principio di sussidiarietà su cui poggia il federalismo svizzero (occorre ricordarlo a chi denuncia l’ingerenza di Berna sulle competenze scolastiche cantonali) si basa su un concetto che funziona in due sensi: il livello superiore non interviene se quello inferiore è in grado di assumersi efficacemente un compito istituzionale; ma viceversa, se il livello inferiore non riesce efficacemente ad assumersi questo compito… la Confederazione interviene. E oggi - visto che i Cantoni svizzero-tedeschi fanno orecchio da mercante - non resta che intervenire. I ponti fra le lingue e le culture diverse dei cittadini che compongono la Confederazione elvetica sono altrettanto importanti dei ponti e delle strade nazionali costruite per unire i diversi territori di questo Paese. Lo sono a maggior ragione in un momento storico in cui il fossato che separa Svizzera tedesca e Svizzera francese è sempre più grande.