Bisogna scegliere

Asia è arrivata al porto comunale affannata dopo aver pedalato da via Nassa con la sua bicicletta elettrica rosa. Durante la traversata del golfo sul battellino mi ha confidato che per tornare in forma fisica deve perdere un paio di chili e che rimedierà senza troppa fatica con delle iniezioni dimagranti. Sono trendy, social, tutti ne parlano, tutti le vogliono, vip e meno vip. Ma allora perché lamentarsi del continuo aumento dei costi della salute, e quindi dei premi di cassa malati, se poi si ricorre a queste siringate con la complicità del sistema sanitario? Benché la mia amica microinfluencer del lago e content creator mi abbia zittito dicendomi che non capisco nulla, le ho suggerito di tentare altre vie per tenere il peso sotto controllo. Perché non provare con dei clisteri come facevano le giovani atlete della Nazionale italiana di ginnastica ritmica vessate dalla loro dirigenza? Qui si era davvero andati un po’ oltre, ma diciamo che, senza abusare, con simile metodo dimagrante dei poveri qualche risultato potrebbe ottenerlo la mia amica. Arrivati a Caprino l’ho invitata a pranzo in una cantina dove fornisco il Barbera fatto col mulo. Sapevo che il menu le sarebbe piaciuto: polenta e maggioritario. Asia va matta per le discussioni di ingegneria elettorale, anche se su TikTok non tirano. Subito dopo il voto popolare del 28 settembre scorso a favore delle due iniziative per salvare il potere d’acquisto dei ticinesi eroso dai premi di cassa malati, essendo chiaro che ne sarebbe venuta una grande rogna per la loro applicazione, dimostrata dal recente messaggio governativo nato morto, la mia amica sui social aveva già decretato che è tempo di passare al maggioritario, mentre, di fronte a un Consiglio di Stato rintronato che aveva sottovalutato la sacrosanta incazzatura popolare, l’allora capogruppo dell’UDC Sergio Morisoli sentenziava che è ora di mandare tutti a casa. Sono in molti a pensarla così non per nequizia ma per fattuale debolezza politica (stanchezza direbbe lo Spez stellato), proprio mentre in Governo si sono già imbullonati alle loro poltrone perché il sistema è fatto apposta per perpetuare se stesso. Il 28 settembre ha in fondo presentato il conto complessivo di una politica sempre meno credibile, da decenni incapace di riforme non solo in campo sanitario (e non è che a Berna, su questo fronte, stiano meglio, perché i maneggi delle diverse lobby miliardarie impediscono di uscire dal pantano della fallimentare LAMal che condiziona le scelte cantonali). Non ha dunque senso fare le prediche sui populismi e sulle loro contraddizioni ignorando le loro palesi origini. È il sistema che ha bisogno di una scrollata. Un’Amalia Mirante ultimamente in gran spolvero mediatico propone di passare dal proporzionale al maggioritario per l’elezione del Consiglio di Stato. È un vecchio tema. Visto dove siamo finiti, l’idea non è affatto peregrina per chiarire chi sta dove, con chi e per fare cosa, ma senza illudersi che possa risolvere miracolosamente tutte le magagne, tanto più in una democrazia fondata sui diritti popolari. Alla fine è soprattutto la qualità del personale politico a essere determinante, con il maggioritario che imporrebbe di trovare dei veri leader con capacità e carisma che però al momento non si vedono. Come al solito, Asia ha dato la sua disponibilità, ma prima vuole perdere un paio di chili, adesso un po’ incerta sul metodo. In democrazia si può scegliere: punturina o clistere?


