Banksy non è nessuno: siamo io e te

La Reuters è come il ragazzino dispettoso che distrugge la magia: Babbo Natale non esiste. Non riesco a capire il senso dell’inchiesta che ha svelato l’identità di Banksy. I giornalisti avrebbero potuto concentrarsi sugli Epstein Files o su qualche potente della terra beccato con le mani nella marmellata, ma questa è retorica.
Al di là dei suoi capolavori di street art, la forza dell’artista era proprio il suo poter apparire e sparire nei luoghi più inaspettati. Una libertà assoluta, tra l’altro su tematiche di un certo spessore. Sempre, o quasi, dalla parte giusta della Storia. Una sorta di incantesimo purificatore su questo mondo marcio. Un tocco di magia in mezzo alla realtà. Perché nell’era del bombardamento informativo e dei freddi calcoli dell’IA c’è troppa realtà. E spesso non è quella che avremmo sognato.
C’è un numero di Dampir (fumetto della Sergio Bonelli Editore, se amate i vampiri recuperatelo) nel quale su un muro di Praga il viso di John Lennon compare tutte le notti. Durante il giorno viene cancellato dagli addetti alle pulizie della città. Ma con il calare delle tenebre, il chitarrista e cantante dei Beatles torna al suo posto. Non è dato sapere se sia l’opera di un graffittaro o, appunto, una magia. È questo il bello. Una storiella affascinante, che una ventina di anni fa mi ha spinto a visitare la Capitale ceca, scoprendo che quel murale di Lennon esiste davvero. Banksy è l’autore di Imagine che riappare ogni notte. L’artista che rimane giovane per sempre, perché non ha un corpo e non ha età. Perché deve essere così e basta. Banksy siamo tutti e non è nessuno. Siamo io e te, dalla parte giusta della Storia.


