Fatti Nostri

E se viaggiassimo tutti come lumache in città?

Siete favorevoli o contrari al traffico lento nell'insieme dei quartieri cittadini?
Prisca Dindo
25.01.2023 00:01

In Italia l’annuncio da parte del sindaco  Beppe Sala che Milano sarà città 30 dal 2024 ha fatto scoppiare un vespaio di polemiche. Nel giro di poche ore dalla comunicazione, i sostenitori della rivoluzione viaria sono diventati bersagli di minacce e offese sui social. La rabbia è montata ad un punto tale da spingere il povero Beppe Sala a tirare i remi in barca, almeno in parte.  

Tuttavia in Europa le città che rallentano sono già tante. Parigi, Bruxelles, Zurigo ma anche Bilbao e Helsinki.  Neppure sulle strade delle città ticinesi Il limite di velocità di 30 chilometri orari in città non è più un tabù. Proprio in questi giorni il municipio di Locarno ha annunciato in pompa magna di essere la prima città del Cantone ad aver introdotto in tutti i suoi quartieri il traffico lento. «Si tratta di un cambiamento significativo nell’approccio alla gestione dello spazio pubblico, condiviso da tutti gli utenti, pedoni ciclisti e automobilisti, volto a rendere più sicuro, vivibile e attrattivo il nostro territorio» ha commentato il municipale locarnese Nicola Pini.

Prima di Natale l’Ucs, l’Unione delle città svizzere, era scesa in campo affinché la zona 30 diventasse obbligatoria in tutti i centri urbani del Paese, come deciso a Locarno. «Il problema del rumore cresce di pari passo con la densità urbana – spiegava l’associazione - e l'esperienza dimostra che l'aumento dell'uso degli spazi pubblici è meglio accettato se il rumore non cresce».

All’appello si è accodata di recente anche l’Ata, l’associazione traffico ed ambiente, secondo la quale la misura offrirebbe un’infinità di vantaggi: meno  rumore, più sicurezza, meno consumo energetico ed emissioni, migliore fluidità del traffico.

Per i sostenitori della misura, quello dei 30 all’ora non è solo un limite di velocità, ma è un modo diverso di vivere la città, di concepire lo spazio urbano per renderlo più vivibile e sicuro.

Insomma, una vera panacea per tutti i mali, che è però indigesta ad una fetta di automobilisti, i quali temono che nel mirino ci sia in realtà la libertà individuale. «Con la zona 30, volete solo fare una guerra senza se e senza ma a chi possiede e utilizza l'auto» dicono molti di loro.

«Tutti noi – sia ben chiaro – abbiamo a cuore che l’aria sia possibilmente pulita, che l’inquinamento venga ridotto ai minimi termini, che automobilisti, motociclisti e soprattutto pedoni possano circolare in sicurezza, ed è incontestabile che negli ultimi anni la sensibilità riguardo al clima, all’ambiente e alla prudenza sia nettamente aumentata» ha scritto di recente anche Paride Pelli nel suo editoriale. «Ma non è rallentando ulteriormente il traffico che la viabilità dei centri urbani, soprattutto quella legata al trasporto pubblico, potrà migliorare» ha puntualizzato il direttore del Corriere del Ticino.

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Voi la pensate così

Meno paura sulle strade

C’è meno rumore, i pedoni sono meno spaventati quando attraversano la strada e si inquina molto meno.

Nada Fasana-Imperiali, WhatsApp

È solo uno specchio per le allodole

Considerati semafori, traffico e rotonde, di fatto sono rarissimi i casi in cui concretamente si vada davvero a 50 km/h in città.

La misura, che potrebbe comunque avere senso in alcune zone, per esempio vicino alle scuole, se generalizzata è solo uno specchietto per le allodole e una facile misura di propaganda per lasciare intendere di avere un sindaco «green e sostenibile», ma di fatto fa inquinare di più (le auto consumano di più a 30 che a 50) e aggrava il problema del traffico. Ci vorrebbe un approccio scientifico e non solo di «immagine» su questi temi. In quanto al «vivere diversamente la città»: se uno vuole stare nel verde e senza auto, c’è la campagna o la montagna… Grazie mille e cordiali saluti.

Alfonso Rivolta, WhatsApp

Non sono le zone 30 a rallentare il traffico!

«Di pancia» l’automobilista ha l’impressione che con le zone 30 viene rallentato in maniera inaccettabile. Facciamo un semplice calcolo: premesso che sugli assi principali di transito è più che probabile che si trovi una soluzione di compromesso per mantenere il limite a 50 (anche per non rallentare il trasporto pubblico), di solito non si percorre più di 1 km su tali strade residenziali: in tal caso il tempo di percorrenza con il limite di 30 aumenta di meno di 1 minuto! A rallentare il traffico in ambito urbano non sono le zone 30 ma i vari incroci con semafori, rotonde ecc. E qualche semaforo potrebbe anche risultare superfluo laddove viene introdotta una zona 30! Durante le ore notturne è provato che il 30 generalizzato all’interno delle località permette di migliorare la qualità di vita senza pregiudicare gli automobilisti. Anzi, lasciando durante le ore notturne i semafori meno critici in «arancione lampeggiante», si diminuirebbero ulteriormente le emissioni foniche legate a arresti e ripartenze, inoltre il tempo «perso » a causa del limite di 30 verrebbe ampiamente compensato. Attualmente la situazione è insoddisfacente: ad esempio ho vissuto per diversi anni in una strada sprovvista di marciapiede e con scarsa visibilità: nella parte alta il limite era di 30, in quella bassa (maggiormente frequentata da pedoni, tra cui bambini che si recavano all’asilo!) era di 50. Nonostante una petizione firmata da parecchi abitanti del quartiere, la Città di Lugano non ha mosso un dito!

Sebastiano Pollock, [email protected]

Più facile imporre divieti che agire concretamente

Personalmente ritengo che nei quartieri residenziali con strade strette o senza marciapiedi le zone 30 km/h ci vogliano, ma nelle altre strade non hanno senso. Oggi le auto diventano sempre meno inquinanti mentre si fa poco nei confronti di aziende o di maggiori sovvenzioni a favore di impianti fotovoltaici o per l’ acquisto di veicoli ibridi che nelle città possono circolare in modalità elettrica. Ma è più semplice posare un cartello con ulteriori limitazioni o divieti che fare atti concreti.

Gabriele Quadri, WhatsApp

Attenti a troppe regole…

Le istituzioni autorizzate a questo proposito dovrebbero analizzare bene la situazione della vita sociale. Perché un’applicazione di una regola sbagliata influisce negativamente sulla vita delle persone (può causare il caos). Se l’obiettivo è ridurre le emissioni di anidride carbonica, è necessario incoraggiare le persone a utilizzare veicoli elettrici.

E bisognerebbe fare studi su questo tema per più bicicletta in città.

Berkant Coskun, WhatsApp

Zona 30 non solo nelle grandi città

Sono favorevole al limite di velocità a 30 km orari, ma non bisognerebbe pensare solo alle città. Io abito in un «piccolo» paese in Valle di Muggio, di preciso a Caneggio. La strada cantonale che passa davanti al negozio di alimentari dove oltretutto c’è la fermata del bus è un lungo rettilineo dove le auto e le moto si divertono a sfrecciare a velocità assurde senza rendersi conto della presenza di bambini che devono attraversare la strada per recarsi alla fermata e delle persone anziane che vanno a fare la spesa.

Le strisce pedonali da anni sono state tolte e per noi pedoni la sicurezza è diventata una parola surreale. Forse sarebbe ora di intervenire con un limite in modo da evitare pericoli.

Cinzia Pagani Introzzi, WhatsApp

Ma ci sono ancora in giro i maranza?!

Ma a quanto volete andare in città ? Ci sono ancora i maranza con la musica a palla e le gasate da pilotini , ma si stanno estinguendo per fortuna!

Saul Dibenedetto, @corrieredelticino

Viva il monopattino

Mobilità a 30 km/h? Da oltre un anno con il monopattino: divertimento, sostenibilità e libertà (dalle varie multe).

Pierre de Magistri

Gentile Pierre, l’uso dei monopattini nelle città meriterebbe una puntata di «Fatti nostri» a sé. Pensi che ad aprile i parigini decideranno se vietarlo ai turisti...

Traffico troppo rumoroso? Ma per favore...

A parte il fatto che la questione climatico/ ambientale trova eccessivo spazio mediatico da parte degli urlatori talebani senza un serio supporto scientifico condiviso, la motivazione del rumore del traffico è un’autentica presa in giro. Infatti con l’aumento esponenziale delle (alcuni dicono troppo) silenziosissime auto elettriche, specialmente nelle città, il rumore tende naturalmente a diminuire senza interventi vessatori. E poi come la mettiamo con la questione dei trasporti pubblici? E i veicoli d’intervento d’emergenza? Mah! Qui stiamo solo dando ascolto a chi urla più forte.

Lorenzo Pedrioli, [email protected]

Le zone 30 sono necessarie

Non sono d’accordo a vittimizzare gli automobilisti facendo passare il 30 come una restrizione. In realtà, il 30 all’ora migliorerà notevolmente il traffico e renderà la vita agli automobilisti più gradevole, e farà anche guadagnare tempo (il contrario delle lumache ), dato che permetterà un traffico più fluido e farà aumentare le persone che usano biciclette (aumento sicurezza) come mostrato da studi in molte località dove è stato adottato.

Vasco Lenti, [email protected]

In pochi rispettano i limiti di velocità

Sono per i 30 all’ora nelle zone di paese. Vicino alle scuole, ai parchi giochi. Le auto sono più silenziose e quindi comportano più rischi per bambini ed anziani. Io abito a Tremona vicino al parco giochi: la velocità è 50 ma sono pochi quelli del paese che la rispettano.

Sono tratti di strada dove un volta c’erano pochi passaggi. Oggi come oggi il traffico è aumentato tanto quindi anche la velocità.

Luigi Perucchi, @corrieredelticino

Sì al 30 all’ora vicino alle scuole, ma non ovunque

Il 30 km/h generalizzato mi vede decisamente contrario, mentre in determinate zone è stato una grande conquista. Mi spiego meglio. Questo benedetto/maledetto 30, che pochissimo piacque quando fu introdotto, è oggi per fortuna una realtà consolidata ed irrinunciabile.

Le strade di quartiere presentano spesso molti dossi artificiali che già di loro limitano la velocità, sono frequentate da bambini con le loro biciclettine e monopattini, per cui il 30 ci sta tutto e potrebbe anche diventare un 20-25.

Medesimo discorso nei pressi delle scuole, case anziani ed altre situazioni delicate.

Generalizzarlo in tutta la città mi sembra invece, usando un eufemismo, eccessivamente discriminante (la parola giusta e diretta sarebbe «follia») nei confronti della categoria degli automobilisti, già non poco bersagliata, talvolta a sproposito (multe radar eccessive, tasse sul carburante esose eccetera).

Manuele Morelli, @corrieredelticino

Facciamo due calcoli…

Ho fatto una prova con la mia auto. A 50 km/h si trova in 6. marcia a 1.200 giri. A 30 km/h è in 4. marcia sempre a 1.200 giri. Ora, visto che è il regime motore che crea inquinamento, le emissioni sono identiche. Tuttavia per percorrere un tratto a 30 ci si impiega quasi il doppio. Quindi a 30 km/h la mia auto inquina di più. Per quanto riguarda la sicurezza, non mi risulta che attualmente si faccia strage di pedoni. Inoltre, ci sarebbe il rischio di creare loro un falsa sicurezza, con un rischio accresciuto.

Rossano Guggiari, @corrieredelticino

Basta criminalizzare gli automobilisti

Quando prendo 40 fr. di multa per avere superato il limite di velocità alle 5 di mattina andando al lavoro non mi sento un criminale, ma un imbecille per avere dato fiducia a chi legiferando ci trasforma tutti, presto o tardi, in trasgressori o criminali e magari in seguito in disoccupati e assistiti.

Imbecille perché ho anche pagato la faccina luminosa che sullo stesso tratto stradale, la sera al rientro dal lavoro, mi sorride perché transito a 10km/h dopo ore di colonna.

Imbecille perché nelle zone a 30 km/h come a Locarno ecc. è meglio spingere la macchina, perché il guidarla è troppo pericoloso, se vai come prima.

Tuttavia ora c’è il vantaggio che, se dei rapinatori in fuga incappano in un radar, almeno possiamo sperare in una condanna non ridicola. Insomma, io pensavo che i sopravvissuti della generazione delle moto senza casco, delle macchine senza cinture, con pochi freni che sfrecciavano a 60 km/h nei paesi e senza investire i bambini che attraversavano le strade aiutati da pattugliatori della loro età, fossero quelli furbi e intelligenti.

Evidentemente mi sbagliavo! Considerando quanto abbiamo pagato per disseminare le stesse strade di allora di ostacoli, per percorrerle a bordo di vetture con sistemi di sicurezza stratosferici, ma alla velocità dell’asino come nel medioevo.

Con la sola differenza che prima guidavamo l’asino, mentre ora sembra essere «l’asino » a guidare.

Andrea Genola, WhastApp