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Ventisei Cantoni

Francese, Berna resiste

Il cantone che ospita il Governo e l’Assemblea federale (ed è bilingue) non sembra intenzionato a seguire le orme di Zurigo, San Gallo e Appenzello esterno dove i parlamenti spingono per lo spostamento dell’insegnamento della seconda lingua nazionale dal primario al secondario
Moreno Bernasconi
14.07.2026 06:00

L’insegnamento precoce del francese non verrà rimesso in discussione a Berna. Il cantone che ospita il Governo e l’Assemblea federale (ed è bilingue) non sembra intenzionato a seguire le orme di Zurigo, San Gallo e Appenzello esterno dove i parlamenti spingono per lo spostamento dell’insegnamento della seconda lingua nazionale dal primario al secondario. Alcune settimane fa il partito dei Verdi liberali bernesi si è infatti deciso a ritirare la propria mozione volta alla cancellazione del «frühfranzösisch» dalle scuole elementari, che attualmente prevedono il francese in terza e l’inglese in quinta.

Il portavoce del gruppo verde liberale in Gran Consiglio Michael Ritter ha spiegato le ragioni del ritiro dell’atto parlamentare: «Al di fuori del gruppo verde liberale la mozione avrebbe ottenuto solo qualche sparuto sostegno e avrebbe suscitato la reazione della deputazione francofona del Gran Consiglio bernese (composta di ben 17 membri). Abbiamo constatato - ha aggiunto Ritter - che la discussione avrebbe assunto una netta connotazione politico-istituzionale in un Cantone bilingue come Berna». Che il partito verde liberale bernese se ne sia accorto solo dopo aver lanciato la propria mozione la dice lunga sulla consapevolezza dell’intesa confederale della plurilingue Svizzera. Il PVL aveva infatti sottolineato nella sua proposta aspetti puramente statistici sulle ridotte competenze acquisite dagli alunni delle scuole primarie cui viene oggi impartito un insegnamento precoce della seconda lingua cantonale. Risultati deludenti «che non giustificano l’investimento di importanti mezzi finanziari». Ora Michael Ritter afferma che «in futuro continueremo la discussione sul francese precoce, ma focalizzandola sulla qualità dell’insegnamento». Alla buonora! In realtà il Consiglio di Stato bernese aveva subito bocciato la mozione del PVL in una presa di posizione dai toni molto decisi. «Il bilinguismo e l’apprendimento precoce della lingua e della cultura tedesca e francese sono parte integrante dell’identità del Canton Berna. Come cantone bilingue – rincara il Governo – Berna svolge una particolare ed essenziale funzione di ponte fra la Svizzera tedesca e la Svizzera francese». Nella propria presa di posizione, l’esecutivo del Canton Berna contesta l’affermazione che la maggioranza degli alunni bernesi sia sovraccaricato e sopraffatto proprio a causa dell’insegnamento precoce di più lingue. Fa notare inoltre che nel 2009 il Canton Berna ha aderito all’Accordo intercantonale per l’armonizzazione della scuola obbligatoria , accordo che comporta l’obbligo dell’insegnamento di una seconda lingua al più tardi entro la terza elementare. Ricorda all’indirizzo dei promotori della mozione e del Parlamento cantonale che intende continuare a promuovere a tutti i livelli e con appropriate misure l’insegnamento della lingua francese, non solo precoce, ma durante tutto l’iter formativo.

Il dibattito sul francese a Berna si era acutizzato lo scorso anno, quando la responsabile scolastica della città Ursina Anderegg aveva preannunciato la chiusura del progetto Classes bilingues. Una decisione che aveva sollevato un polverone e sulla quale è intervenuto anche il Governo cantonale. Viste la ripartizione delle competenze, il Consiglio di Stato bernese ha precisato che non può porre il veto a una simile decisione della responsabile scolastica cittadina in forza dell’autonomia del Comune. Ma ha sottolineato che il Cantone avrebbe continuato a mettere a disposizione fondi pubblici per il finanziamento del bilinguismo anche a livello scolastico. Il Parlamento cantonale non si è tuttavia dato per vinto. Alla fine dello scorso anno ha approvato una mozione che chiede al Governo di creare le basi giuridiche e finanziarie per permettere a tutti i Comuni bernesi di introdurre delle classi bilingui. Il plurilinguismo sembra un eterno tormentone che trascinano nostalgici del passato. In realtà esso afferma valori e principi di una società complessa e multiculturale che riguardano il futuro di un mondo sempre più diversificato e interconnesso.