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Il commento

Giorgia Meloni e Fedez: quando la politica è pop, anzi pulp

L'ospitata della presidente del Consiglio, a suo modo, è un evento mediatico se non una rivoluzione: ma a chi gioverà di più l'operazione di posizionamento?
Marcello Pelizzari
19.03.2026 12:00

Diciamolo subito: Giorgia Meloni ospite di Fedez e Mr. Marra, nel salotto di Pulp Podcast, è un evento mediatico. Una mezza rivoluzione, da un lato, pensando alla capacità della destra americana, ad esempio, di usare i cosiddetti nuovi media a proprio vantaggio. Una furbata, dall’altro, se pensiamo invece al timing di questa mossa e al referendum sulla Giustizia. Detto in altri termini, siamo di fronte a una precisa operazione di posizionamento. 

Meloni, sul piano puramente politico, persegue un obiettivo chiaro. E cerca di centrarlo (anche) parlando a chi, di norma, non guarda i talk show di Rete4 o i telegiornali ingessati. Della serie: meglio, molto meglio prestarsi al gioco di Fedez, a suo tempo critico nei confronti di Meloni, per accaparrarsi il voto fluido e giovane, spiegando la separazione delle carriere con un linguaggio più social-friendly

Sul piano comunicativo, è interessante notare sia la citata disponibilità di Meloni ad accettare uno scontro apparentemente impari o quantomeno asimmetrico con un predicatore 2.0 come Fedez – ribadiamo apparentemente – sia, in parallelo, l’istituzionalizzazione di uno spazio ai tempi riservato a movimenti e parole di rottura. Meloni, a maggior ragione, può ricamare sull’immagine e sulla narrazione di premier del popolo. E del popolino, verrebbe da dire. Fedez, invece, può legittimamente considerarsi «uno che conta», al pari di testate come Repubblica o Corsera, perché inseritosi di prepotenza nel discorso politico e, addirittura, in qualità di nuovo centro gravitazionale. Con buona pace della televisione generalista. 

Meloni, nello specifico, ha intuito l’importanza di occupare uno spazio che le opposizioni faticano ancora a considerare. Facendo passare, di riflesso, un messaggio chiave: l’apertura al dialogo, anche alle critiche se vogliamo, al netto del contesto come detto istituzionale di Pulp Podcast. Fedez, invece, desideroso di ricostruirsi un’immagine e di posizionarsi «un po’ più a destra», in queste ore sta godendo perché ha fatto arrabbiare parecchi mammasantissima del giornalismo classico e perché, appunto, è tornato al centro del discorso. Non per una canzone, non per un gossip, non per un dissing estivo con accenni nemmeno troppo velati a Chiara Ferragni. Ma per aver intervistato Giorgia Meloni. 

A chi gioverà di più tutto ciò è difficile a dirsi, ora. Di sicuro, alto e basso non sono mai stati così vicini nella comunicazione politica. Le opposizioni, in ogni caso, sono avvisate. Donald Trump, nel 2024, vinse sfruttando anche il matrimonio di una parte dell’universo podcast con il movimento MAGA. Bypassando i media tradizionali e rivolgendosi direttamente alla pancia del Paese. Con il risultato, doppio, di allontanare molti, anzi moltissimi dall’informazione verificata e di aumentare la propria audience surfando l’onda dell’algoritmo. 

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