I due volti della politica ticinese

Il nostro Cantone non manca di notizie di cronaca con variegati commenti. Ora fanno tre anni che un nostro consigliere di Stato stava rientrando dopo cena, dopo aver gustato l’ultimo bicchiere di Merlot. Per sua sfortuna uno straniero di passaggio va a sbattere contro di lui. Nulla di grave, solo qualche danno materiale con l’altro autista che, riconosciuta la propria responsabilità, riparte. Sul luogo dell’incidente arriva la Polizia che attiva la presa del sangue al consigliere, che è anche il superiore quale capo del Dipartimento, con qualche confusione a proposito degli strumenti usati, della tempestività con relative pause.
Grave interrogativo: i poliziotti hanno trattato con troppo rispetto (il rispetto è dovuto) il loro superiore? Lancinante l’interrogativo, criticamente aggressive le altre forze politiche e nasce una serie di procedure e penso processi di anni, con sproporzionati dispendi di mezzi e di tempi.
Durante lo stesso quadriennio abbiamo perso un buon giudice, fatto grave tenendo conto delle critiche generalizzate alla nostra Magistratura, anche per la scarsità di (buoni?) giudici.
Preso da crisi tardoadolescenziale il giudice in questione inviò - se ben ricordo - la foto di un fallo monumentale a delle collaboratrici, senza alcun arrière pensée, e pensando di essere spiritoso. Nell’ambito della vicenda due giudici di diverso sesso travestiti inversamente da uomo e da donna, si recano a festeggiare in un locale notturno affetti da tarda goliardia.
La discutibile spiritosaggine del Giudice è venuta alla luce in seguito alla denuncia del presidente di un Partito avverso. Sfortunatamente però il denunciante ha dichiarato di aver agito avendo ricevuto una lettera anonima, che è risultato non essere anonima. Il povero presidente è di conseguenza soggetto ad una procedura penale in corso e che prenderà del tempo ai magistrati.
Il co-presidente di un altro partito, appassionato motociclista, non ha saputo resistere all’ebrezza di smanettare su un pezzo di strada vuoto ed ha superato di poco i 100 km all’ora. Apriti cielo! Dagli altri partiti, ma anche da qualche voce del suo, l’amletica domanda: può essere un simile motociclista alla testa di un Partito e ricoprire cariche pubbliche? Se così non fosse dovremmo riesumare il passato di molti illustri politici - anche presidenti - mettendoli alla gogna, compreso un attuale consigliere federale che viaggiava a suo tempo a 170 km all’ora e oggi ha perso molto in velocità.
Molti anni fa Clay Regazzoni mi ha chiesto di rappresentarlo e difenderlo perché accusato di essere transitato in una stretta strada di un Comune rurale forse a 100 km all’ora. Ho cercato di perorare la sua causa invocando i talenti, sostenendo che un Clay Regazzoni, campione di Formula 1, al volante circolando a 100 km all’ora era molto meno pericoloso di me, noto per la mia inattitudine quale autista, a 40 km all’ora. La tesi dei talenti è ovviamente di destra ed elitaria ed i giudici non l’hanno accettata.
Bizzarra nel nostro Cantone è la macroscopica differenza di sensibilità tra cittadini e partiti politici da un lato e dentro le mura del Consiglio di Stato dall’altro.
Nel nostro Governo per anni è stato tollerato un consigliere di una inaccettabile arroganza e bullismo antifemminista senza che si abbia avuto sentore di qualche decisa presa di posizione, contestazione o riserva da parte di uno o più colleghi.
Questo consigliere dava tra l’altro ordini scritti ad un alto papavero di un altro Dipartimento di assumere una sua raccomandata licenziando semmai qualche frontaliero per farle posto, ricevendo risposte cortesi ed ossequienti. Inviava copia dell’arrogante missiva al collega capo del Dipartimento competente che oggi si scusa dicendoci che allora non se ne era accorto, non aveva sensibilizzato la gravità dell’intervento. Sarà, ma è peccato.
Diversi altri casi sono stati resi noti e molti altri sicuramente non li conosciamo neppure. Ricordiamo tra l’altro l’assurda pretesa che un quotidiano non riferisse di un processo pubblico nel quale era coinvolto lui, personaggio pubblico. Lascia perplesso il tono del colloquio telefonico con una donna in rapporti confidenziali con lui. Il tono e gli argomenti rammenterebbero una «pièce» volgare e scadente che purtroppo si trasforma in tragedia con l’annegamento dalle origini oscure della donna.
Riassumendo questi fatti appare una preoccupante scollatura tra le (ultra) sensibilità da parte del Paese e dei partiti pronti a crocifiggere per umane debolezze senza conseguenze, e quella dei suoi governanti. O forse più che di sensibilità di quest’ultimi dovremmo parlare di silenzi e distrazioni opportuni ad un ambiente dove la volontà del quieto vivere può avvicinarsi all’omertà.
Comunque, rallegriamoci se i problemi all’origine di reazioni indignate nella politica cantonale quali quelle menzionate assorbono così intensamente i nostri politici e l’opinione pubblica vuol dire che il Cantone non ha fortunatamente altri gravi problemi di cui occuparsi…


