I limiti superati

Bocciata da popolo e Cantoni l’iniziativa per limitare a 10 milioni gli abitanti in Svizzera, saremo sopraffatti da cani e porci stranieri che affolleranno e distruggeranno il nostro territorio come temono gli iniziativisti democentristi? Asia è rimasta scossa dal linguaggio usato per la domanda che abbiamo sentito in un grotto in riva al Ceresio dove abbiamo fatto tappa con il battellino per i rifornimenti di Barbera fatto col mulo e gazzosa, ideale per dei «mèz e mèz» che non diano stordimenti alcolici in queste giornate di gran calura. Non sono un buonista radical chic come la mia amica microinfluencer del lago e content creator ma pure a me dà fastidio leggere e sentire cose ben oltre i limiti della decenza e delle legittime opinioni politiche che ognuno può avere e difendere di fronte a fenomeni che hanno anche palesi conseguenze negative. Uno che ha sbroccato di brutto è l’ex granconsigliere Eros N. Mellini che, forse credendosi il generale Vannacci, sul sito di riferimento dell’UDC ticinese, ilpaese.ch, alla viglia del voto del 14 giugno ha scritto che la politica dell’integrazione è fallita «più o meno dagli anni ’80 quando, passate le ondate di profughi che scappavano per evitare persecuzioni dal regime del loro Paese - autentici e legittimati richiedenti l’asilo, quindi - si cominciò a spalancare le porte a cani e porci (senza offesa per questi animali che, al contrario della maggior parte degli odierni asilanti, sono invece molto utili)». C’est le ton qui fait la musique. Se l’aprile prossimo l’UDC entrasse in Consiglio di Stato dovremmo attenderci la proposta di leggi mellinissime per separare utili e inutili? Speriamo che, in quell’evenienza, i deputati in Gran Consiglio siano nella condizione di poter esercitare il loro ruolo, oggi minacciato da una questione di parcheggi. Infatti, a turbare i parlamentari è la trasformazione dell’area di posteggio oggi da loro utilizzata vicino a Palazzo delle Orsoline in un parco a disposizione della cittadinanza di Bellinzona. Deputate e deputati avranno comunque sempre un parcheggio gratuitamente a loro riservato non molto distante, circa 10 minuti a piedi. Eppure lo sforzo sembra eccessivo e ben 56 eletti dal popolo, con una mozione interpartitica, hanno gridato il loro indignato no perché quei 10 minuti sono «una percorrenza non trascurabile, soprattutto in caso di sedute serali, condizioni meteorologiche sfavorevoli o abbigliamento formale, comprese calzature non adatte a lunghi spostamenti a piedi». Ammettendo che qualche piccolo disagio in più possa esserci, di fronte alle vere difficoltà che deve affrontare una buona parte della popolazione ticinese è accettabile questa lagnanza? Persino Asia, molto sensibile ai problemi di abbigliamento, make-up e capelli - da battellino, da bici elettrica rosa, da aperitivo con la cremina locale, da workshop e kick-off meeting, da selfie diurno e notturno -, ha sibilato parole irriferibili indirizzate alla classe politica che ci rappresenta in Gran Consiglio e che ha un’altissima considerazione di sé, avendo l’ardire di sostenere che un «posteggio nelle immediate vicinanze della sede parlamentare non rappresenta una comodità superflua, bensì uno strumento pratico per poter adempiere correttamente al mandato ricevuto dagli elettori». Insomma, avete capito: la soluzione dei problemi del Ticino e dei ticinesi passa dal parcheggio dei già onorevoli. Anche qui siamo oltre i limiti della decenza. Prendere nota per l’11 aprile 2027.


