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Il commento

Il lunedì del disordine mondiale

La guerra di Putin contro l’Ucraina continua a infuriare – La guerra di Trump contro l’Iran continua a fallire – E le provocazioni russe, sabotaggi, incursioni di droni, violazioni dello spazio aereo e altre forme di guerra ibrida, si moltiplicano in Europa
Alan Friedman
21.09.2026 06:00

Benvenuti a un altro lunedì mattina nel Nuovo Disordine Mondiale. La guerra di Putin contro l’Ucraina continua a infuriare. La guerra di Trump contro l’Iran continua a fallire. E le provocazioni russe, sabotaggi, incursioni di droni, violazioni dello spazio aereo e altre forme di guerra ibrida, si moltiplicano in Europa. Che mondo capovolto. Che mondo confuso. Che mondo pericoloso. Da quasi un anno, su queste pagine, sostengo che la politica estera caotica di Donald Trump avrebbe contribuito a creare un Nuovo Disordine Mondiale e ad accelerare la fine dell’impero americano. Oggi quel disordine non è più una previsione. È davanti ai nostri occhi. Putin continua la sua guerra di aggressione mentre aumenta la pressione sull’Europa. Berlino ha attribuito a Mosca un attacco con un drone carico di esplosivo all’aeroporto di Lipsia. Droni russi hanno violato gli spazi aerei di Moldavia e Romania. Donald Tusk avverte del rischio di nuovi attacchi ibridi contro i Paesi che sostengono Kiev. Macron parla apertamente di una minaccia russa crescente. La linea fra guerra e pace è diventata pericolosamente sottile. Poi c’è l’Iran. Trump aveva promesso forza, rapidità e vittoria. Invece la crisi dello Stretto di Hormuz continua a scuotere l’economia mondiale. Energia più cara, inflazione che risale, tassi d’interesse sotto pressione negli USA e nell’UE, Borse sempre più volatili. Le guerre lontane non sono più lontane: arrivano alla pompa di benzina, nelle bollette, sui mutui e nei nostri portafogli. E poi il Canada. Trump è furioso perché Ursula von der Leyen ha proposto che possa diventare il primo «membro associato» dell’Unione europea. È ancora un’idea tutta da definire, ma il segnale politico è chiarissimo. Mark Carney vuole avvicinare Ottawa all’Europa e ridurre la dipendenza da un’America sempre più imprevedibile. Trump risponde minacciando nuovi dazi. Viene quasi da chiedersi se il leader del mondo libero non sieda ormai a Ottawa anziché a Washington. Anzi, Carney è un grande statista. Quanto alla Groenlandia, Trump va sui social e proclama vittoria e parla di controllo americano. Washington potrà rafforzare la propria posizione strategica nell’Artico, ma Danimarca e Groenlandia mantengono sovranità e autodeterminazione. Non è proprio la conquista promessa da Trump. È l’accordo del 1951, sempre in vigore, rivestito.

E la Svizzera? Osserva tutto questo dal cuore geografico dell’Europa, pur restando fuori dall’UE e dalla NATO. Proprio per questo dovrebbe seguire attentamente anche l’esperimento canadese. Se Bruxelles inventasse davvero una nuova forma di associazione, con una profonda cooperazione settoriale senza adesione all’UE, Berna avrebbe buone ragioni per studiarla. C’è poi una curiosa coincidenza di calendario. Il 27 settembre gli svizzeri voteranno sull’iniziativa che vuole iscrivere nella Costituzione una neutralità molto più rigida. Se passasse, la Svizzera non potrebbe più adottare sanzioni contro Stati belligeranti, salvo quelle decise dall’ONU, e secondo il Consiglio federale dovrebbe presumibilmente revocare quelle oggi in vigore contro la Russia. Non sorprende che a Mosca si guardi con interesse a questa votazione. Saranno, naturalmente, gli svizzeri a decidere. Ah, e se tutto questo non bastasse per il vostro lunedì mattina, un ultimo aggiornamento sui rapporti fra la famiglia Trump e la Russia. Umar Kremlev, potente uomo d’affari russo vicino a Putin e presidente dell’International Boxing Association, ha speso centinaia di migliaia di dollari per finanziare due serate dei festeggiamenti alle Bahamas per il matrimonio di Donald Trump Jr. e Bettina Anderson. Tra le spese, anche l’affitto di un’isola privata. I pagamenti sono passati attraverso IB Challenger, società di Dubai collegata all’IBA. Don Junior ha appena sposato Bettina Anderson, figlia del banchiere di Palm Beach Harry Loy Anderson Jr., che ebbe rapporti bancari documentati con Jeffrey Epstein. La vicenda Kremlev ha suscitato parecchie domande a Washington. Trump padre dice di non conoscere il russo e ha raccontato che il figlio gli avrebbe detto che restituirà i soldi. The sting in the tale? Bettina Trump ha definito Kremlev «il nostro caro amico Umar» e ha descritto le due serate da lui offerte come «un regalo di nozze straordinariamente generoso da parte di un amico», per il quale la coppia si è detta immensamente grata.

Altro che un Rolex.