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Il commento

L'albero della cuccagna

Nel 2025 sono stati erogati ben 48,6 miliardi di franchi in sovvenzioni dalla Confederazione
Tito Tettamanti
Tito Tettamanti
06.03.2026 06:00

Nei primi decenni dello scorso secolo nelle sagre di paese veniva costruito l’albero della cuccagna. Un alto palo con alla cima abbondanti cibarie e regali che toccavano a chi riusciva ad arrivarci. Non facile per impegno, fatica, abilità. Quell’albero della cuccagna è scomparso, anche perché fuori tempo, ormai impegno, capacità di faticare e simili non sono più di moda. Ma vi è un vastissimo (e più facilmente accessibile) albero della cuccagna confederale costituito dalle sovvenzioni che la Confederazione distribuisce.

Nel 2025 sono stati erogati ben 48,6 miliardi di franchi (per chi non avesse realizzato, lo ripeto in lettere: quarantotto miliardi e seicento milioni), cifra sbalorditiva che è aumentata negli anni costantemente e aumenterà ancora. Siamo venuti a saperlo grazie ad uno studio dell’IWP Institut für Schweizer Wirtschaftspolitik dell’Università di Lucerna che ci precisa che sono ben 20.641 i beneficiari di questa cuccagna di miliardi, ma forse qualcuno è stato perso nella conta.

Mi perdonino gli autori dello studio se mi permetto di rammentare loro che manca un costo, che non hanno potuto aggiungere perché difficilmente cifrabile. L’istruzione, l’analisi ed i rapporti per il giudizio su 20.641 incarti, dimenticando quelli per le richieste rifiutate, e le pratiche per il pagamento ci permettono di affermare che se aggiunte porterebbero il costo totale sicuramente verso i 50 miliardi. Abbastanza singolare il fatto che figurino negli esborsi per sovvenzioni i 118.910 franchi pagati alla Ernst & Young che viene rimunerata per aver aiutato l’amministrazione federale nel giudicare richieste di sovvenzione complesse. Vale a dire la nostra preparata e ben remunerata Amministrazione federale ha dovuto chiedere aiuto non essendo all’altezza di giudicare delle istanze. Ma in tal caso non è meglio rinviare l’istanza al mittente con richiesta di precisazioni? Si sovvenzionano le pratiche per attribuire le sovvenzioni.

Vi sarebbe da chiedersi se a Regie federali ed a certi settori della socialità questo ricorso alle sovvenzioni non serva a dare l’illusione di costi base più contenuti. Ma questo è ormai un vecchio dibattito.

Nella lettura dell’articolato rapporto dell’IWP ci si imbatte anche in sovvenzioni che lasciano perplessi. La Hoffmann-La Roche, una società che fa una cifra d’affari di quasi 63 miliardi di franchi, con un reddito annuo di 6 miliardi, che capitalizza in borsa 60 miliardi e paga annualmente miliardi in imposte, a ricevuto una sovvenzione di 506.950 franchi. Proprio necessario?

Mi sono sincerato su chi fosse il Kleinwort Hambros Trust che ha ricevuto la somma di ben 17.574.300 franchi. Nome inglese illustre nel passato, oggi ha uffici a Jersey, Guernsey e Londra ed è di proprietà dell’Union Bancaire Privée di Ginevra. Mi sfugge la razionalità di dare sovvenzioni ad una attività straniera che opera da quanto appare nel criticato campo offshore.

Il Centro Protestante di vacanze riceve 147.783 franchi. Nulla da obiettare, ma ci si può chiedere se nelle altre religioni praticate in Svizzera nessuno va in vacanza. La Milchjugend, che raggruppa giovani lesbiche, omosessuali, bi, trans e asessuati, riceve 132.337 franchi. Ognuno ha diritto alla propria opinione e alle proprie inclinazioni sessuali ma compete alla Confederazione di sostenerne alcune piuttosto che altre?

Mi sono premurato di capire chi fossero le «Girls on Ice» che hanno ricevuto 52.000 franchi per passeggiare sui ghiacciai. Due volte all’anno organizzano escursioni, una in Germania ed una in Francia. Sicuramente istruttivo, ma vi sono certamente anche altre iniziative nel campo pure meritorie e non sussidiate.

L’impressione alla lettura di queste numerosissime e disparate sovvenzioni è della mancanza di un criterio, di regole che determinino la possibilità o meno di accedere ai fondi federali. Non credo ci siano precise indicazioni e linee direttrici, necessaria premessa alfine di evitare favoritismi o comunque ingiusti squilibri nella destinazione dei fondi.

Il lavoro dell’IWP dell’Università di Lucerna è utilissimo e ben fatto e gli autori formulano anche proposte per mettere un po’ di ordine, tipo un registro pubblico dei beneficiari, un controllo di revisione da parte dell’Amministrazione federale delle finanze (AFF).

Purtroppo gli autori dello studio verranno delusi. Non succederà niente. I singoli Dipartimenti non rinunceranno a qualche zona d’ombra che fa comodo ai diretti collaboratori. La burocrazia non ama gli eccessivi controlli che tolgono autonomia, e a qualche burocrate è gradita la possibilità di qualche più o meno piccola sovvenzione ad iniziative che non è difficile pensare corrispondano ai suoi orientamenti ideologici. Ma i Partiti?

I Partiti non rinunciano certo a poter partecipare e influire sulla distribuzione di sovvenzioni. Convincere gli elettori a proposito di politiche, basandosi su riflessioni culturali, campagne relative agli indirizzi coerenti con i propri ideali è diventato oggi estremamente difficile ed impegnativo, fuori moda, ottenere voti con sovvenzioni è molto più facile.

Tutti riuniti quindi attorno all’albero della cuccagna di facile accesso. Ma i soldi? Quelli ci sono, li ha lo Stato. Purtroppo non è vero, perché sono i nostri e cominciano a scarseggiare.