L'Ambrì tra scelte condivisibili e metodi discutibili

Uno sguardo oltre il vetro: grigiore, nevischio, alberi spogli. Un’occhiata all’agenda: derby di hockey, domani, ore 19.45. No, decisamente non siamo in luglio. Eppure Lars Weibel, che diventerà ufficialmente direttore sportivo dell’Ambrì Piotta solo fra cinque mesi, è già operativo. Ed è logico che sia così, per un club che ha deciso di fare tabula rasa del suo recente passato.
Weibel, attuale direttore delle nazionali, lo aveva lasciato intendere una dozzina di giorni fa alla Gottardo Arena, nella sua conferenza stampa di presentazione: «Gli impegni con la federazione mi occupano al 100%, ma dopo le 22, nel mio tempo libero, posso fare ciò che voglio. E potrò pensare all’HCAP». Forse è per questo – per una questione di orari – che la nomina di Jussi Tapola alla guida dei leventinesi è stata annunciata alle 23.34 di ieri, scombussolando le redazioni sportive – ancora impegnate a raccontare la bella prestazione dei biancoblù a Friburgo – e impedendo ai tifosi di prendere sonno. Stiamo scherzando, ovviamente. Non serve infatti frequentare la stanza dei bottoni per capire che il destino di Eric Landry e René Matte fosse già segnato da tempo, indipendentemente dai (buoni) risultati delle ultime due partite. La decisione del loro allontanamento, insomma, era già stata presa da una decina di giorni. Una volta trovato l’accordo fino a fine stagione con il coach finlandese, primo nome sulla lista di Weibel, il club è passato ai fatti.
Il cambio di rotta è stato comunicato ai due tecnici québécois e alla squadra negli spogliatoi della BCF Arena. Poi, insieme al pullman, è partito il comunicato stampa, nel quale è stato scritto di rivolgersi al direttore sportivo ad interim per ulteriori informazioni. Ancora una volta, Alessandro Benin si è così ritrovato a spiegare scelte fatte e avallate da altri, alimentando un senso di «non detto», un sentimento di confusione, goffaggine e superficialità comunicativa che da ottobre sta accompagnando le sorti dell’Ambrì. Anche stavolta, infatti, non è la decisione in sé a spiazzare. L’esonero di Landry e Matte è giustificato dalla classifica, così come lo era la separazione da Luca Cereda. I problemi, in casa leventinese, sono di nuovo i tempi e i modi. Perché aspettare la doppia trasferta in Romandia, con il rischio – come è poi successo – che la squadra disputasse due ottime partite, creando uno strano cortocircuito? Perché, a quel punto, non aspettare il giorno successivo e convocare una seria conferenza stampa per presentare il nuovo allenatore, risparmiando un imbarazzante viaggio di ritorno in Ticino ai due ex allenatori? Se questo è il metodo con cui il nuovo HCAP intende gestire le crisi, la comunicazione interna ed esterna, le persone, i media e di riflesso i tifosi, c’è poco da stare allegri. Non resta che augurare buon lavoro a Tapola, che con la sua esperienza e il suo hockey difensivo e organizzato, potrà riportare ordine e disciplina. Per il gioco «veloce» voluto da Lars Weibel ci sarà tempo. Almeno fino a luglio.


