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Pensieri dal battellino

Macchine e uomini

Questa settimana è arrivata la conferma che FFS Cargo taglierà a Chiasso: la politica non rimarrà comunque con le mani in mano – L'AI saprebbe fare di meglio?
Bruno Costantini
23.05.2026 06:00

Asia spera che finalmente il tempo si stabilizzi sul bello estivo perché è stufa di prendere freddo sul battellino durante le traversate del golfo e perché non c’è l’ambiente adatto per fare video di ceresiano glamour con bella gente. Consegnando il Barbera fatto col mulo, ci è capitato di fermarci in qualche grotto privato a scaldarci davanti al camino acceso. Bello, quasi un clima e dei profumi d’altri tempi, eppure la mia amica microinfluencer del lago e content creator non ha mostrato grande entusiasmo. Sono tutte cose che possiamo ricreare con l’intelligenza artificiale senza bisogno di affumicarci davanti al camino, ha borbottato. Invece è proprio l’odore del fumo a fare la differenza, come ha spiegato mercoledì il redattore responsabile di Azione Carlo Silini commentando gli sviluppi delle nuove tecnologie nel giornalismo: l’intelligenza artificiale «può riassumere tutto quello che è stato scritto su un incendio, ma non sta davanti alle fiamme, non parla con chi ha perso casa, non sente l’odore del fumo. Non può cogliere quella parte di realtà non misurabile, che spesso è la notizia».

Manco a farlo apposta, lo stesso giorno sullo stesso tema, riferito al mondo del lavoro e all’economia sempre più digitalizzata, è intervenuto anche il caporedattore del CdT Generoso Chiaradonna per il quale «non si può frenare il progresso tecnologico, se è tale. Lo si deve però governare a beneficio di tutti con trasparenza, formazione e regole chiare per le big tech». Ho costretto Asia a leggere le riflessioni delle due capaci penne e siccome l’ho vista sbuffare, perché faticava a seguire il testo sullo schermo del cellulare (non ha ancora il Trump smartphone in oro), per punizione la interrogherò sulla prima enciclica di papa Leone XIV, che sarà presentata lunedì, dedicata alla «custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale». Però nemmeno della persona umana, cui si vorrebbe attribuire la capacità di discernere tra il bene e il male, ci si può fidare. È azzeccato quanto ha recentemente scritto Massimo Gramellini sul Corriere della Sera: «Preoccupati dai rischi dell’intelligenza artificiale, si finisce per sottovalutare quelli connessi alla cretineria naturale», specificando che «il cretino naturale non è una persona, ma una categoria dello spirito». Alla fine non si sa più dove stiano i rischi peggiori. È in fondo anche il senso di quanto scritto ieri su questo giornale da Tito Tettamanti: «I robot, dice chi non ama troppo la fatica del lavoro oggi poco in auge, ci sostituiranno e per pigrizia perché non rinunciare anche alla fatica di pensare?».

Intanto oggi la mia amica andrà in piazza della Riforma per vedere all’opera il giudice umanoide, una macchina dotata di intelligenza artificiale che, assieme a giurati umani, dovrà valutare le automobili d’epoca che sfileranno al concorso di Lugano Elegance. Qui sì che c’è glamour per Instagram e TikTok che porta un po’ di ottimismo in un Ticino pieno di paturnie e problemi irrisolti. Questa settimana, per dirne una, è arrivata la conferma che FFS Cargo taglierà a Chiasso. La politica non rimarrà comunque con le mani in mano. Il direttore del DFE Christian Vitta si è infatti detto preoccupato. Ricorda il direttore del DSS Raffaele De Rosa quando a ogni aumento dei premi di cassa malati deplora. Gesti forti. L’intelligenza artificiale saprebbe fare di meglio? Attendo una risposta da Asia quando avrà valutato il comportamento del giudice umanoide.