Manipolare e pensare

Scusate se torno sull’argomento scuola, proprio quando la scuola è finita, ma è importante. Lo sapevate che una ragazza che concluda la maturità con lo studio delle lingue classiche del latino e del greco antico, ha più di ogni altro l’opportunità di riuscire in ogni percorso di studi universitari? Lo dice un’inchiesta del 2020 della «Neue Zürcher Zeitung».
Ciononostante molti ragazzi e molti genitori e purtroppo anche molti politici pensano che si tratti di lingue morte e che vadano pertanto definitivamente seppellite, tanto che ce ne facciamo all’epoca di Internet e della IA? Meglio studiare materie pratiche e discipline scientifiche, senza curarsi degli effetti di impoverimento generati dalla diminuzione o soppressione degli studi umanistici, che in primo luogo sollecitano lo spirito critico.
Lo spirito critico è invece utilissimo per evitare la manipolazione. «Manipolazione» è anche il titolo dell’ultimo saggio, appena uscito da Raffaello Cortina editore, di Cass Sunstein, economista e filosofo e professore all’Harvard Law School.
La manipolazione è una forma di controllo e di gestione esterna delle nostre azioni. La manipolazione usa i trucchetti delle moderne psicologia ed economia per portarci ad agire, ledendo la nostra autonomia di scelta, nel modo desiderato dal manipolatore: farci acquistare determinate cose, guardare certi programmi, votare in un certo modo e molto molto altro. La manipolazione è una forma di sorveglianza e controllo a cui è necessario opporsi per non diventare marionette in mano ad abili burattinai. Non fa parte della manipolazione - sostiene Sunstein - il cosiddetto «nudge», la spinta gentile che ci porta ad agire sì secondo la volontà di chi la compie, ma con sistemi non costrittivi. Un esempio: collocare sugli scaffali della mensa i cibi sani ad altezza d’occhio e quelli malsani, unti e dolciastri, negli scaffali in alto o in basso, per invogliarci a mangiare frutta e verdura e cereali. Il nudge è una forma di paternalismo gentile a mio avviso non priva di ambiguità, anche se Sunstein sostiene che non è manipolatoria.
Ora, che cosa c’entra tutto questo con le lingue antiche, la filosofia e la letteratura? C’entra, c’entra. Perché lo studio di queste discipline accanto a quello delle materie scientifiche sollecita lo spirito critico: è una via regia per comprendere gli errori del passato, per sviluppare l’intelligenza e la creatività naturali, per comprendere l’importanza della cultura e della democrazia. E anche per seguire percorsi di studio e lavoro che aprono tutte le porte. Cosa che auguriamo alla studentessa ticinese, Emma Torrani, che ha ricevuto il premio Platis per il greco antico del Liceo Lugano 1. Auguri!


