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Il commento

Tra padre e figlio un tè di traverso

I sostenitori di Harry negano che lui stia complottando per ritrovare un ruolo nell’istituzione monarchica, e sia invece mosso dal semplice desiderio di vedere più spesso il padre e magari riportare anche i suoi bambini in Inghilterra
Antonio Caprarica
02.10.2025 06:00

L’ha rifatto, ci è ricascato. A Roma, nel colorito linguaggio popolaresco, di uno così si dice che «non tiene un cecio in bocca». Anche gli inglesi ricorrono alla metafora dei legumi: «Spill the beans», letteralmente «versare i fagioli», si dice quando qualcuno non sa tenere il segreto. È precisamente il guaio del principe Harry, che per questa ragione si è ficcato nei guai in passato e continua a finirci oggi. Ci aveva messo un anno e mezzo per ottenere di nuovo udienza dal padre, dopo che Carlo aveva tagliato i ponti per il fondato timore che le sue confidenze finissero, per sventatezza o calcolo del secondogenito, sulle prime dei tabloid. Finalmente era riuscito a farsi ricevere agli inizi di settembre e per vederlo Sua Maestà si era addirittura scomodato a tornare per un giorno a Londra. A condizione, naturalmente, che i contenuti dell’incontro rimanessero strettamente riservati. Il riserbo è durato appena una settimana, poi sui tabloid sono apparse le versioni più svariate dell’incontro. Di certo poco gradite al re e in generale a Palazzo, tanto più che il duca di Sussex ha fatto capire che la fuga di notizie sarebbe, nientemeno, una manovra dei collaboratori del sovrano per «sabotare» la riconciliazione tra padre e figlio. Quest’ultima insinuazione ha rattristato Carlo ancor più dell’ormai risaputa loquacità del cadetto. Il re si è sentito offeso, assicurano le fonti di Buckingham Palace, proprio perché i suoi aiuti di fiducia si sono dati al contrario un gran da fare, dietro le scene, per far funzionare «la relazione privata». Ma è proprio in quest’aggettivo - privata - che sta la chiave di tutto e anche della nuova querelle tra il duca autoesiliato e la Corte.

Il monarca e il figliol prodigo si sono visti 50 minuti per un tè a Clarence House, dove Carlo risiede durante il lungo restauro di Buckingham. Era fin troppo chiaro che per lui l’incontro doveva essere una specie di test a cui sottoporre il duca ribelle, che con le sue indiscrezioni ha provocato fin troppi guai alla famiglia. Per citare una fonte vicina al re, se fosse venuto fuori qualche dettaglio della chiacchierata, o qualche commento di troppo da assistenti di Harry, allora «si sarebbe tornati alla casella uno». In poche parole, tutta la fatica per favorire la riconciliazione sarebbe andata sprecata. Manco a dirlo, una settimana dopo il famoso tè il tabloid più diffuso ha riportato che nel futuro prossimo Harry avrebbe preso parte a un maggior numero di impegni pubblici in Gran Bretagna, tornando sull’isola anche quattro o cinque volte l’anno. Non basta. Si riferiva anche di un intenso lavorio sotto traccia per far incontrare più frequentemente padre e figlio nei prossimi mesi, con il progetto di farli addirittura partecipare assieme a qualche evento ufficiale. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza reale. Perché significava in sostanza concedere quello che il duca ha sempre preteso, ovvero di stare «mezzo dentro e mezzo fuori» della famiglia reale, mescolando affari privati e ruolo pubblico. Un’ipotesi severamente respinta dalla scomparsa regina Elisabetta e che il successore non intende certamente riconsiderare. Tanto più che l’erede William non gliela farebbe mai passare. A questo punto la reazione del Palazzo si è fatta decisamente puntuta. Con una battuta beffarda un cortigiano di altissimo rango ha rimesso ognuno al suo posto: «Chiunque ci sia dietro queste voci, sembra che abbia scambiato un breve tè e una fetta di torta per il Trattato di Versailles».

Insomma, pare più difficile mettere pace tra i Windsor che tra Francia e Germania. In contemporanea, un altro resoconto su un giornale concorrente forniva invece una versione molto più tetra dell’incontro, riferendo di un Harry sorpreso dalla «formalità» della riunione, assai impacciata e molto più simile a un’udienza con un visitatore straniero che a un affare di famiglia. A questo punto è entrata in campo la contraerea dei Sussex, negando qualsiasi autenticità dei giudizi attribuiti al duca e anzi addebitandoli direttamente a personaggi oscuri impegnati a «sabotare ogni riconciliazione tra padre e figlio». Questo rimpallo di accuse ha molto irritato e amareggiato Carlo. Ma è al tempo stesso un indicatore preciso del livello di sospettosità che prevale ormai tra i due campi. I sostenitori di Harry negano che lui stia complottando per ritrovare un ruolo nell’istituzione monarchica, e sia invece mosso dal semplice desiderio di vedere più spesso il padre e magari riportare anche i suoi bambini in Inghilterra. A Buckingham Palace giurano che tutti sarebbero felici di rivedere in giro il cadetto di nuovo in buoni rapporti con il padre. Sarà, ma per ora nel tè della pace più che la classica aggiunta di latte pare abbiano versato arsenico.