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L'editoriale

Bellinzona, l'autunno è un pungolo al cuore

La stagione alle porte è alquanto insidiosa sul fronte politico, con dei temi in grado di creare delle spaccature sia interne al consesso sia tra quest’ultimo ed il Legislativo e la maggioranza della popolazione
Alan Del Don
12.08.2026 06:00

Umberto Saba ci aveva avvisati: state attenti all’autunno, perché dietro i colori caldi e le temperature gradevoli si cela un pungolo d’angoscia, a tal punto da far male al cuore. Il noce di fronte a Palazzo Civico a Bellinzona non ha le foglie simili ad un rubino, ma ciò non deve affatto rasserenare il Municipio. La stagione alle porte è alquanto insidiosa sul fronte politico, con dei temi in grado di creare delle spaccature sia interne al consesso sia tra quest’ultimo ed il Legislativo e la maggioranza della popolazione. La votazione del 27 settembre sul referendum contro il credito di oltre 19 milioni di franchi per la valorizzazione della Fortezza sarà il primo, importantissimo, banco di prova. In gioco ci sono anni di lavoro e, soprattutto, un’offerta museale, culturale e turistica degna del marchio UNESCO di cui si fregiano da oltre 25 anni i tre manieri. Sarà una campagna corta ed intensa, come non avrebbero voluto i promotori della raccolta firme, vale a dire Il Noce dell’ex sindaco Brenno Martignoni Polti ed altri schieramenti. Chiedono che si torni alla vecchia denominazione (quindi Castelgrande, Montebello e Sasso Corbaro); che non si debba pagare per accedere alla corte interna del fortilizio principale e alla galleria della Murata; e che la gestione resti in mani pubbliche, non affidandola ad una fondazione.

Ben 3.738 cittadini hanno sottoscritto le loro richieste, portando alle urne l’unico progetto strategico che l’Esecutivo turrito credeva di avere oramai in cassaforte. Blindato. Pronto per essere concretizzato sull’arco di un lustro. Altre firme, oltre 3.000, caratterizzano il secondo argomento che tornerà presto sui banchi del plenum. È l’iniziativa del PS e del fronte progressista per più asili nido. Qualora il messaggio municipale dovesse essere respinto (come era stato il caso di una precedente mozione, presentata sempre dai socialisti) allora ad esprimersi sarebbero gli aventi diritto di voto. Entro 5-6 anni la popolazione della Bellinzona aggregata raggiungerà quota 50.000 abitanti; le famiglie che la scelgono sono viepiù numerose. E di pari passo cresce la necessità di disporre di strutture per l’infanzia e per il doposcuola. Ma le finanze costantemente in equilibrio precario invitano alla prudenza, ad individuare delle priorità di intervento. A meno che non si aumenti il moltiplicatore d’imposta, stabile al 93% dal 2018. Un ritocco all’insù pare inevitabile alla luce dell’implementazione delle due iniziative sulle casse malati approvate dai ticinesi quasi un anno fa, che avrà conseguenze milionarie per i forzieri capitolini. A Palazzo Civico c’è chi, come il PLR, vorrebbe invece abbassarlo appena le condizioni socioeconomiche lo consentiranno. Scommettiamo che la discussione sul Preventivo 2027 partorirà un topolino?

Infine l’autunno riaccenderà il dibattito attorno alla futura caserma dei pompieri. La soluzione individuata dall’Esecutivo - all’ex LATI di Sant’Antonino - ha fatto storcere il naso un po’ a tutti. Tant’è che il messaggio (acquisto del terreno per 14 milioni, altri 20 per il restyling), che avrebbe dovuto passare al vaglio del Consiglio comunale prima dell’estate, è slittato a dopo le ferie. «Troppe le fiamme della tua gloria, o sole». Anche stavolta Saba c’aveva azzeccato. Il silenzio assordante calato sul tema si trasformerà a breve, siamo facili profeti, in un frastuono ordinario. E, chissà, magari nel secondo referendum della legislatura.