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L'editoriale

Il gioielliere «sceriffo» spacca l'Italia

Il gioielliere piemontese, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori dopo averli inseguiti fuori dal negozio, si è costituito nel carcere di Bollate — Il caso continua a dividere l'Italia e ad alimentare lo scontro politico sulla legittima difesa e sull'ipotesi di una grazia
Osvaldo Migotto
18.07.2026 06:00

Mario Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per avere ucciso due rapinatori nell'aprile del 2021 a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, è giunto ieri pomeriggio nel carcere milanese di Bollate per consegnarsi. Ai cronisti ha detto di essersi pentito del suo gesto (dopo la rapina aveva inseguito a piedi i tre rapinatori in fuga uccidendone due con la pistola e ferendo il terzo) ma ha sottolineato che per capire il suo gesto occorrerebbe trovarsi  nella sua situazione. In passato il gioiellere aveva già dovuto fare i conti con dei rapinatori, da lì i suoi timori e il desiderio di difendere se stesso e la sua attività professionale.

La vicenda divide da tempo l'opinione pubblica italiana. Da un lato vi è chi dipinge Roggero come un eroe che dopo aver subito un  nuovo assalto in negozio ha inseguito i delinquenti per dar loro una lezione o, come ha detto a più riprese il condannato, per proteggere la moglie e la figlia che si trovavano nella gioielleria al momento dell'agressione. Dall'altro lato vi è chi invece pretende il rispetto della legge che, nel caso specifico, stabilisce che la legittima difesa sarebbe stata giustificata nel caso in cui Roggero, sentendosi minacciato, avesse sparato ai rapinatori all'interno della sua oreficeria. Inseguendo i delinquenti in strada e aprendo il fuoco contro di loro, il commerciante si è invece messo dalla parte del torto.

Sul caso, a seguito della forte solidarietà riscossa nel Paese da Roggero e dalla sua famiglia (messa in difficoltà economiche dal risarcimento chiesto e ottenuto dalle famiglie dei rapinatori) ci si è buttato da tempo anche il mondo politico. La condanna definitiva dello sfortunato gioiellere ha riacceso le polveri, con i partiti di governo schierati a fianco del condannato e i partiti dell'opposizione solidali con i magistrati che hanno pronunciato la condanna definitiva dell'anziano imputato. La vicenda sta creando tensioni anche tra le istituzioni, dopo che il ministro della Giustizia Nordio ha avviato le procedure per una richiesta di amnistia e il presidente Mattarella lo ha richiamato, ricordandogli che la Costituzione attribuisce solo al Capo dello Stato il potere di concedere le amnistie.

Un provvedimento usato con parsimonia da Mattarella che ultimamente ha però favorito due personaggi non proprio dalla condotta esemplare, e ieri lo ha sottolineato  lo stesso Roggero, affermando, poco prima di entrare in carcere, di attendersi la grazia dal presidente, visto che «ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone e  ha graziato la Minetti» (l'ex consigliera regionale della Lombardia condannata a 1 anno e un mese per peculato e a due anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione). Intanto tra i sostenitori dello «sceriffo» che ha affrontato i rapinatori è già partita la raccolta di firme per chiedere la grazia a Sergio Mattarella.

La diffusa  solidarietà  nei confronti del gioielliere piemontese, notano alcuni analisti, deriva dal fatto che in Italia troppo spesso i «cattivi» la fanno franca, o perché il reato va in prescrizione o per altri motivi. Mentre chi si trova a gestire un'attività commerciale deve non di rado fare i conti con delinquenti comuni o, peggio, con la criminalità organizzata. Roggero, per molti italiani, è dunque visto come il padre di famiglia che già vittima in passato  di azioni criminali decide di difendersi da solo. Nei momenti concitati che ha vissuto in quel giorno di aprile del 2021, come ha lui stesso affermato, non aveva la lucidità per rendersi conto delle conseguenze del suo gesto.

Ora una parte del mondo politico italiano cavalca lo sdegno che si è levato nel Paese per la durezza della condanna che terrebbe il gioielliere in cella fino agli 86 anni, salvo sconti di pena. Vannacci, leader dell'estrema destra italiana, ha lanciato lo slogan «siamo tutti Mario Roggero». Salvini, condottiero della Lega, pensa di candidare il gioiellere, mentre la premier Meloni vuole abolire il risarcimento danni per chi delinque. La sinistra si dice a difesa della legge, ma in un clima di campagna elettorale infuocata ta non sembra, nel caso specifico, la carta vincente.