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L'editoriale

Ricchezza, non sempre la statistica fotografa la verità

Secondo una recente analisi, gli svizzeri sono i più ricchi al mondo con un patrimonio netto medio pro capite di 734 mila franchi - La mediana però riduce questa realtà - La metà ha patrimoni inferiore ai 120 mila franchi
Generoso Chiaradonna
14.07.2026 06:00

Ancora una volta, le classifiche internazionali incoronano la Svizzera come uno dei paesi più ricchi al mondo. Secondo l’ultimo Global Wealth Report di UBS pubblicato alla fine di giugno, un adulto residente nella Confederazione dispone in media di 910.382 dollari di patrimonio netto, pari a circa 734 mila franchi ai cambi attuali: un dato che alimenta l’immagine di un paese prospero e stabile. Ed è così in larga parte, ma come spesso accade quando si maneggiano le cifre delle statistiche che misurano dati quantitativi, la differenza sta nei dettagli. È un po’ come il famoso pollo di Trilussa, pseudonimo di Carlo Alberto Salustri, giornalista romano e autore di satira sociale, morto nel 1950. Nella sua celebre poesia La Statistica diceva semplicemente che se uno mangia due polli e un altro non ne mangia nessuno, la media dice che ne hanno mangiato uno a testa. Ma nella realtà uno ha mangiato due polli e l’altro niente. Trilussa lo usa proprio per prendere in giro l’idea che i numeri medi descrivano bene la vita reale. Vale anche per i patrimoni.

Ed è proprio questa media a raccontare una realtà solo parziale. Dietro il primato degli svizzeri si nasconde infatti una distribuzione diseguale della ricchezza: se si prende come metro di misura il patrimonio mediano, esso si ferma a 145.555 dollari, circa 120 mila franchi ai cambi attuali.

In altre parole, metà degli svizzeri dispone di meno di questa cifra che è composta, lo ricordiamo, da risparmi (bancari e finanziari), capitale previdenziale (non immediatamente disponibile) e la casa di proprietà (al netto del mutuo ipotecario). Il contrasto è evidente anche alla luce della concentrazione del patrimonio. In Svizzera, quasi 944 mila adulti rientrano nella categoria dei milionari in dollari, pari al 13,1% della popolazione adulta, e detengono circa il 69% della ricchezza privata del paese.

A rendere il quadro ancora più significativo è il costo della vita. In Svizzera le spese quotidiane restano tra le più elevate in Europa, con livelli particolarmente elevati per alimentari, abitazione e copertura sanitaria, spese necessarie e obbligatorie che pesano ogni anno sempre di più sul bilancio di individui e famiglie; in questo contesto, un patrimonio mediano di circa 120 mila franchi non dice nulla di una ricchezza diffusa, ma piuttosto di una ricchezza più concentrata. Non è una critica a chi ha il merito di avere di più o di guadagnare di più e che contribuisce in modo progressivo, con le imposte sul reddito e sulla sostanza, alle spese pubbliche e quindi alla coesione di una società democratica. È però un dato di realtà che non si può ignorare.

Il divario, inoltre, emerge anche nel lungo periodo. Tra il 2000 e il 2025, il patrimonio medio reale (al netto dell’inflazione) per adulto in Svizzera è aumentato di poco più dell’11%, mentre il patrimonio reale è sceso di quasi il 15%. Il segnale è chiaro: la ricchezza non si è distribuita in modo più ampio ed è un altro indizio che la famosa classe media, una volta pilastro della società, si sta restringendo e non risparmia più come prima. Una virtù, quella del risparmio privato, che dovrebbe essere ulteriormente incentivata per evitare di dipendere da aiuti pubblici al termine della vita lavorativa. Insomma, uno scudo contro la povertà degli anziani. Ma il rischio di una narrazione da primi della classe è duplice. Sul piano interno, si consolida una lettura edulcorata della realtà economica, che può influenzare il dibattito pubblico e quindi le scelte politiche. Sul piano esterno, si rafforza uno stereotipo – quello della Svizzera «ricca» – che descrive bene le medie, ma molto meno la condizione di una larga parte della popolazione che è composta anche da operai, impiegati e artigiani con redditi e patrimoni modesti. Per concludere: la Svizzera svetta nella classifica dei patrimoni medi, ma è quarta in quella della ricchezza mediana, «battuta» da Lussemburgo (394.005), Belgio (277.166) e Australia (210.783).