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L'editoriale

Se la cassa malati pesa più delle tasse

Tutti i prelievi obbligatori, imposte, oneri sociali e premi LAMal fanno somigliare il sistema fiscale svizzero a una flat tax - Quasi tutte le fasce di reddito hanno un'aliquota virtuale del 45%, tranne l'1% della popolazione
Generoso Chiaradonna
09.10.2026 06:00

La progressività fiscale, in Svizzera, rischia di essere più un principio scritto nella Costituzione che una realtà percepita dai cittadini. Secondo un recentissimo working paper redatto da quattro ricercatori del Politecnico di Zurigo, considerando l’insieme degli oneri di natura fiscale o parafiscale, quasi tutte le fasce di reddito subiscono un prelievo sul proprio reddito lordo pari a circa il 45%. Insomma, le imposte sul reddito e sulla sostanza, gli oneri sociali, i contributi previdenziali e i premi della cassa malati assorbono quasi la metà delle proprie entrate lorde. A fare eccezione sarebbe soltanto l’1% più ricco della popolazione, che contribuisce con un onere pari a circa il 30% del reddito lordo.

L’analisi, è bene precisarlo, non è ancora uno studio pubblicato su una rivista scientifica con revisione tra pari. Ha però il pregio di mettere in risalto il fatto che il prelievo obbligatorio, non necessariamente interamente di natura fiscale, somiglia sostanzialmente a una flat tax, una tassa piatta. Un’evidenza che contraddice il principio di progressività del prelievo fiscale e stabilisce semplicemente che chi guadagna di più e possiede di più contribuisce in misura maggiore al funzionamento dello Stato e al mantenimento della fondamentale coesione sociale. È un principio di equità omune a tutti i Paesi democratici.

È un risultato che dovrebbe riaprire una discussione finora spesso confinata agli slogan. L’imposta sul reddito e quella sulla sostanza sono progressive: chi guadagna di più paga di più. Ma il sistema fiscale non si esaurisce lì. L’IVA pesa proporzionalmente di più sui redditi bassi, perché incide sui consumi quotidiani. I premi dell’assicurazione malattia, invece, sono in larga misura indipendenti dal reddito e rappresentano un onere particolarmente gravoso per le famiglie del ceto medio che non rientrano nella fascia di reddito che permetterebbe di usufruire dei sussidi di cassa malati.

L’aumento dei premi per il prossimo anno, in particolare in Ticino, spingerà ancora più in alto la già salata fattura della cassa malati. Una famiglia di quattro persone - due adulti e due giovani studenti liceali - con una franchigia di 2.500 franchi, senza sussidi e con un reddito, diciamo, normale, paga più di cassa malati che di imposte federali, cantonali e comunali. Un sistema, quello del finanziamento dei costi della salute, che dovrebbe essere ripensato radicalmente.

Anche il sistema dei sussidi di cassa malati mostra da tempo i suoi limiti e andrebbe riformato. Pur comprendendo sempre più persone tra i beneficiari dei sussidi - in Ticino circa 115.000 persone hanno ottenuto una riduzione del premio di cassa malati - la spesa per finanziarli supera i 500 milioni di franchi l’anno. Con il risultato di prelevare attraverso le imposte quanto viene poi restituito tramite i sussidi, che attenuano il problema senza però risolverlo.

Rimanendo alla ricerca del Politecnico di Zurigo, essa ha il pregio di introdurre una prospettiva più ampia quando si parla di fiscalità. Non considera soltanto i redditi imponibili e i patrimoni dichiarati, ma l’intero reddito nazionale: imposte, trasferimenti, prestazioni pubbliche, utili non distribuiti e dividendi fiscalmente agevolati, per calcolare la pressione fiscale, quella vera. La proposta dei ricercatori per quanto riguarda i premi della cassa malati è radicale e non ha, al momento, una maggioranza politica. E forse non l’avrà mai. I quattro studiosi suggeriscono di finanziare integralmente i premi della cassa malati attraverso la fiscalità generale. Se questi venissero pagati tramite l’imposta sul reddito, teoricamente i più poveri dovrebbero versare meno e i più benestanti di più. Per loro, quindi, non è una questione di statalizzare la sanità, ma di rendere più equo il peso dei premi della cassa malati - attualmente distorsivi nonostante i sussidi - e, in generale, quello del prelievo fiscale, tenendo conto anche della funzione redistributiva dell’ente pubblico.

Insomma, è l’eterno dibattito attorno al ruolo dello Stato e a come finanziare la spesa sanitaria e sociale, che sarà - questo è sicuro, a meno di miracolose ricette tecnologiche - sempre più elevata.