Grandi passi o piccoli passi?

Optiamo per i grandi passi. A Lugano sono tre da fare. Non impossibile. Ma richiedono un ripensamento del concetto politico: non primo realizzare i progetti che non renderanno mai, come lo stadio per cui ci sono interessi solo oltre mare - e solo dopo dedicarsi alle infrastrutture portanti per l’economia e lo sviluppo della Città: Palazzo dei congressi e terminus del tram-treno in piazza Ex-scuole. Se mai si procede vice versa. Per la promozione del turismo abbiamo bisogno un centro culturale (LAC) di faro - non uno realizzato solo a due terzi, i.e senza sala espositiva con luce zenitale e una ristorazione improvisata. Certo, vuol dire costi in aumento, ma anche più entrate. E poi ci saranno considerevoli: con la rinuncia a una costosa direzione generale (processo in corso) e l’integrazione della collezione Olgiati nel MASI. Secondo: un palazzo congressi realizzato da uno dei grandi architetti internazionali (nuovo concorso) e ripianificazione del Campo Marzio sud. E, terzo, l’edificazione della Piazza Ex-scuole: un complesso prestigioso e multifunzionale realizzato come PPP. Sotterraneo: stazione tram-treno, shopville e parking (pubblico) – e in superficie: negozi, uffici, appartamenti, due, tre cinema - e un forse albergo (privato) - un complesso che rida a questa piazza la sua funzione e fascino come punto di referenza per chi viene a vivere o a lavorare a Lugano. Solo una Città che ha perso la fiducia in se e nel proprio futuro può pensare a realizzare nel posto più prestigioso in centro un parcheggio sotterraneo per biciclette(!) e un bosco che produce legno da ardere per il prossimo secolo. Complimenti agli architetti (e la giuria!) per la loro lungimiranza!
Tutti tre progetti sono realizzabili e da finanziare fino al fine del decennio (o poco dopo). E questo senza rischi insormontabile: La sala espositiva al LAC e il ristorante nel Ex-Palace tramite una ipoteca ammortizzabile (su 15 anni) alla Fondazione MASI (utente principale) con garanzia cantonale: contributo dal Cantone, sponsor e lasciti; il Palazzo congressuale tramite imposte e un fondo pubblico a cui può partecipare la popolazione, rispettivamente una fondazione che si occupa non solo della vendita degli appartamenti (alto e medio alto standing) - proprietà in piani e affitti. Anziché con la partecipazione di una catena alberghiera e una società che gestisce il parking (V2G) che intercetta il traffico da Menaggio/Italia. E il complesso in piazza Ex-scuole si finanzia tramite un PPP con un grande investitore (internazionale) il cui contributo al diritto di superficie viene reinvestito nella costruzione della sottostruttura (stazione tram-treno, shopville, parching). Tutto alla fine una questione di grande architettura. Dobbiamo avere il coraggio d’incaricare per questi progetti grandi architetti internazionali, i migliori del nostro tempo e darle liberta di pianificazione. Se riusciamo a realizzare questi due (tre) progetti di faro in centro città, progetti che cambieranno poi anche la faccia della città, non dobbiamo più essere gelosi di Como. I turisti verranno poi al Ceresio non solo perché vi trovano teatro, concerti e mostre di spicco, ma anche un architettura che farà parlare.