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Il commento

La forza è donna non solo l’8 marzo

Lungo il corso della storia, mentre gli uomini imbracciano le armi per la caccia o per ammazzarsi, le donne si rimboccano le maniche per tenere insieme una casa e proteggere dei figli
Erica Lanzi
08.03.2022 06:00

«Se vuoi dominare gli uomini consigliò il diavolo a Gesù - comincia dalla donna. E impara: dove non riuscirai tu, essa riuscirà. Con lei avrei vinto persino Dio. Perché l’uomo vuole il potere, e dietro a mille delitti ce ne sono novecento almeno che hanno radici nella fame di possesso della donna. O nella volontà di una donna».

Quanti cliché, o forse quanta verità in queste parole (cit. libera dal Poema dell’Uomo-Dio, della mistica del Novecento Maria Valtorta). Ma c’è anche chi è convinto che certe tensioni, ad esempio quelle in corso da anni in Ucraina, se ci fossero le donne sedute al potere forse non sarebbero mai degenerate nel conflitto attuale. Chi può dirlo?

Certo è che lungo il corso della storia, mentre gli uomini imbracciano le armi per la caccia o per ammazzarsi, le donne si rimboccano le maniche per tenere insieme una casa e proteggere dei figli.

Una dinamica che in parte emerge anche nelle immagini di questi giorni, con migliaia di profughe in viaggio cariche di bagagli e bambini. A loro spetta il compito più difficile, quello di tutelare e garantire il futuro stesso del Paese. All’8 marzo in particolare, si riflette sul ruolo

delle donne e su quanto siano ancora lontane dall’aver ottenuto la «parità », nonostante decenni di lotte contro soprusi di ogni genere. Tra virgolette, perché in Svizzera per parità si intende principalmente quella salariale e di carriera. Pure da questo punto di vista, lo sappiamo bene, la strada resta molto lunga. Secondo le statistiche invece di migliorare la situazione negli ultimi anni è addirittura peggiorata, sia nel pubblico sia nel privato, anche e soprattutto in Ticino.

Cosa significa essere pari in generale? La saggezza un po’ contadina delle nonne diceva che ciascuna donna non deve mai dimenticarsi di dire ad alta voce: «Lui è il capo ma io sono il collo. E fo girare il capo dove voglio». L’8 marzo è anche un’ottima data per ricordarsi quanto a volte siano ancora lontane le donne dall’essere consapevoli dell’immenso valore che ha proprio il fatto di essere donne. Di essere diverse dagli uomini per struttura, istinto, potenzialità ed esigenze. Di quanto (per tutti) sia necessario essere fieri di questa ricchezza. Perché? «È bella la donna sai, non c’è nulla di più bello nel mondo. L’uomo ha il pensiero e la forza, ma la donna... il suo pensiero è un profumo, il suo contatto è carezza di fiori, la sua grazia è come vino che scende. La sua debolezza è come matassa di seta, la sua carezza è forza che si rovescia sulla nostra e l’accende. Si annulla il dolore, la fatica e il cruccio quando essa è tra le nostre braccia come un fascio di fiori». Il diavolo lo ha spiegato benissimo.