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Il commento

L’intelligenza artificiale e tutto quanto spaventa

C’è l’incognita del potenziale esercito di geni creati da queste macchine
Alfonso Tuor
25.02.2026 06:00

Negli Stati Uniti sta crescendo l’opposizione nei confronti dell’Intelligenza artificiale (IA) che accomuna gli esponenti del movimento trumpiano MAGA e quelli della sinistra radicale sotto il motto «Resistere e non sottoscrivere». Si tratta di una forma contemporanea di sciopero che ha già provocato l’adozione di leggi in diversi Stati dell’Unione per la difesa contro l’intrusione di queste macchine nella sfera privata delle persone e la formazione di gruppi che contestano lo spreco di elettricità e di acqua che provocherà la costruzione degli enormi centri di raccolta e di elaborazione dati che stanno costruendo i «giganti dell’IA». Questa protesta è fortemente osteggiata dall’amministrazione Trump che si oppone in primo luogo al varo di leggi statali che, a suo dire, frenerebbero lo sviluppo di una tecnologia che potrà continuare ad assicurare la leadership americana e a promuovere un grande balzo dell’economia. Non sorprende quindi che al vertice sull’IA organizzato dall’ONU e tenutosi la settimana scorsa a New Delhi si è usciti solo con la formazione di un gruppo di scienziati chiamati a valutare i rischi di questa nuova tecnologia, che sta in mano a monopoli detenuti in gran parte da imprenditori privati statunitensi. A rovinare il gioco, come talvolta accade, è stato proprio uno di questi ultimi, più precisamente Dario Amodei, numero uno di Anthropic, con un documento dal titolo «Affrontare e superare i rischi dell’intelligenza artificiale generativa». Lo scienziato prevede l’avvento di macchine in grado di superare le capacità intellettuali umane (paragonabili a un vero e proprio genio) sia più vicino di quanto si creda: al massimo tra uno e due anni. Ciò deve spingere l’umanità ad attrezzarsi a evitarne i rischi. Il primo rischio è paradossalmente costituito dal fatto che queste macchine sono imprevedibili e difficili da controllare. Infatti, come moderni alchimisti, gli scienziati sanno cosa entra e cosa esce, ma non sanno cosa succede all’interno di queste macchine che addirittura hanno comportamenti umani e sono psicologicamente complesse. Quindi un esercito di questi geni potrebbe avere comportamenti pericolosi per l’umanità e potrebbe copiare i modelli appresi nella lettura di romanzi o di altri testi, come decidere di sterminare l’umanità per ragioni morali, ad esempio, perché gli umani mangiano gli animali e/o hanno provocato l’estinzione di alcune specie animali. Per evitare questi rischi, secondo Dario Amodei, bisogna creare una Costituzione per l’IA che impegni tutti a studiare il comportamento di queste macchine, diagnosticare i problemi e risolverli. Solamente con l’impegno di tutte le società IA si potranno evitare catastrofi causate da questi potenziali eserciti di geni creati da queste macchine. Il secondo grande problema evocato da Amodei riguarda le conseguenze economiche. Esse possono essere riassunte in questo modo: esplosione della produttività, aumento esponenziale della crescita economica e nel contempo aumento della disoccupazione ed esplosione delle diseguaglianze all’interno dei Paesi e tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Insomma occorrerà inventare un nuovo contratto sociale che permetta ai perdenti di avere una vita dignitosa. Al di là della bontà delle previsioni di Dario Amodei, quello che deve spaventare è che di tutto ciò non si abbia consapevolezza e che non si discuta nemmeno nel mondo scientifico e in quello politico. È un altro sintomo del declino dell’Occidente e della povertà intellettuale delle nostre élite.