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L'opinione

Lista forte, progetto comune

Al Ticino serve una proposta politica credibile, chiaramente alternativa all’impostazione della maggioranza di destra, che punti a una maggiore redistribuzione della ricchezza a chi ne ha davvero bisogno
Marina Carobbio Guscetti
Marina Carobbio Guscetti
18.04.2026 06:00

Nel suo editoriale apparso qualche giorno fa, il vicedirettore di questo quotidiano, Gianni Righinetti, ha scritto che vorrei una rielezione possibilmente senza scossoni, lasciando intendere che non vi sarebbe la volontà da parte mia di costruire una lista rossoverde o socialista con cinque candidature forti, con donne e uomini pronti a entrare in Governo. È il contrario. Per quanto mi riguarda, prima delle persone, contano le idee. Proprio per questo considero imprescindibile andare nella direzione di una lista forte e unitaria, con chiari valori e proposte di sinistra, capace di raccogliere ampi consensi e di contrastare le politiche di destra e centrodestra, politiche che nel tempo hanno aumentato le disuguaglianze, indebolito il servizio pubblico e minato la coesione sociale nel nostro Cantone.

Al Ticino serve una proposta politica credibile, chiaramente alternativa all’impostazione della maggioranza di destra, che punti a una maggiore redistribuzione della ricchezza a chi ne ha davvero bisogno: anziani, persone sole, famiglie in difficoltà, lavoratori precari, solo per menzionarne alcuni. Ciò si esprime anche nella costruzione di una lista forte e competitiva per le elezioni del Consiglio di Stato: una lista composta da persone pronte ad assumersi fino in fondo la responsabilità di governare, lavorando per il bene comune. Una lista forte non è solo una somma di candidature solide: è uno strumento che rafforza insieme le persone e il progetto che le unisce. Crea sinergie e uno stimolo reciproco a dare di più, permettendo a ciascuno di incidere maggiormente dentro un percorso comune.

Impostare questa politica, significa lavorare per una fiscalità più equa, capace di ridurre il divario crescente tra grandi redditi e patrimoni e chi fatica ad arrivare a fine mese. Significa difendere e rafforzare il servizio pubblico, a partire da scuola e sanità, contrastando una visione che tende a indebolirlo. Significa dare voce a chi ne ha meno. Vuol dire costruire una società più paritaria, riconoscendo il ruolo centrale dell’impegno femminista e delle lotte per la tutela dei diritti. Vuol dire proteggere il lavoro dignitoso e il potere d’acquisto, oggi fortemente sotto pressione.

Si deve avanzare in questa direzione in seno alle istituzioni, ma anche fuori, insieme alle associazioni, ai movimenti e alla società civile. È da questa collaborazione che nasce una politica capace di rappresentare davvero i bisogni delle persone e di contrastare un modello che concentra ricchezza e potere.

L’alleanza rossoverde avviata tre anni fa per il Consiglio di Stato ha aperto un primo varco, dimostrando che un’altra strada è possibile. In prospettiva occorre continuare a lavorare su questa via, perché è l’unico modo per costruire un’alternativa solida alle politiche di centrodestra.

Per questo, accanto al lavoro concreto e quotidiano su temi comuni, a sinistra per le elezioni cantonali del 2027 serviranno visioni, proposte e persone all’altezza della sfida, capaci di esserci e di incidere davvero. Per dare al nostro Cantone una direzione più giusta, più rispettosa, più equa e più democratica.