Per il futuro dell’OSI un dibattito sereno

In un articolo pubblicato dal Corriere il 18 marzo 2026 la signora Raffaella Castagnola, membro del Consiglio della Fondazione per l’Orchestra della Svizzera italiana (FOSI) tra il 2017 e il 2025, ha espresso alcune sue riflessioni sul futuro dell’Orchestra. L’articolo contiene alcune inesattezze fattuali che il Consiglio di Fondazione ritiene opportuno rettificare. 1. Innanzitutto non è vero che la FOSI registrerebbe «da tempo» un «deficit annuale che si aggira intorno al milione di franchi». Nel periodo 2019-2025 sono stati registrati unicamente due anni in deficit - il 2021 e il 2022 - mai per importi superiori a CHF 465.000. Nel periodo 2023-2025 i conti hanno sempre chiuso con un piccolo utile. I conti annuali della FOSI, anche in ossequio alla trasparenza dovuta ai propri sostenitori pubblici e privati, sono peraltro liberamente consultabili sul sito internet dell’OSI. 2. La separazione degli incarichi tra direzione artistica e direzione amministrativa, avvenuta nel 2022, non ha «raddoppiato i costi». Questa scelta ha portato a un nuovo assetto organizzativo e a uno snellimento della struttura, con l’aggiunta di un settore di raccolta fondi (fundraising) a supporto della sostenibilità finanziaria. Il Consiglio di Fondazione, anche in questo senso, ribadisce la sua fiducia nei confronti della Direzione, per la serietà e per il rigore con cui opera. È vero che la FOSI, come molte istituzioni culturali di questa valenza, è confrontata a notevoli sfide per assicurare la sostenibilità finanziaria in un contesto sempre più difficile. Il Consiglio di Fondazione, consapevole di questa esigenza, ha già avviato una riflessione su possibili sinergie future, ferma restando la salvaguardia dell’identità e dell’indipendenza artistiche dell’Orchestra. A questo proposito ci conforta e ci incoraggia il riscontro che il pubblico - ticinese, ma non solo - tributa regolarmente alle esibizioni dell’OSI. In questi giorni si è conclusa una serie di concerti in Spagna, vissuta al fianco di due figure straordinarie del panorama musicale internazionale quali Martha Argerich e Charles Dutoit, dove l’OSI è stata accolta da sale gremite e da un pubblico entusiasta e a cui sono seguite critiche di grande rilievo, a dimostrazione della sua riconosciuta eccellenza nel panorama internazionale. Confidiamo che queste riflessioni possano continuare con la necessaria serenità, senza prese di posizione o dibattiti prematuri che non fanno il bene dell’Orchestra.

