Per Merz battaglia con armi spuntate

In Germania Friedrich Merz è schiacciato dall’avanzata dei due partiti più estremisti, l’AfD (Alternative für Deutschland) a destra e Die Linke (la sinistra) sull’estremo opposto. E ora ci si chiede fino a quando il capo del Governo federale rimarrà ancora in sella dopo la nuova batosta elettorale incassata domenica scorsa. La sconfitta più umiliante per i cristiano democratici è arrivata nelle elezioni in Meclemburgo Pomerania Anteriore, dove non solo l’AfD si è imposta come primo partito, ma la CDU ha pure registrato il tonfo peggiore della sua storia, rimanendo per la prima volta esclusa da un Parlamento regionale, non avendo raggiunto la soglia di sbarramento del 5% dei voti. Nella città Stato di Berlino il partito di Merz è uscito meno massacrato dalle urne, ma il Paese ha assistito a una nuova svolta politica e Die Linke ha conquistato il primo posto nella battaglia elettorale.
Uno stravolgimento politico già conosciuto da altri Paesi, come la Francia, dove i partiti tradizionali faticano sempre più a rimanere al potere tra le bordate che giungono dalle formazioni politiche di estrema destra e di estrema sinistra. I cavalli di battaglia delle opposizioni estremiste sono spesso gli stessi: lotta contro l’immigrazione di massa e lotta contro i burocrati di Bruxelles. In Germania l’AfD è nata proprio con slogan contro l’euro e a favore del ritorno del marco. Nel recente passato il rallentamento dell’economia e la forte presenza di immigrati hanno fatto crescere il malcontento popolare e ha favorito l’ascesa di un’opposizione estremista.
Dal canto suo il cancelliere tedesco, al potere da soli 16 mesi, ha ieri reagito alla nuova debacle elettorale, che si aggiunge all’esito catastrofico del voto in Sassonia-Anhalt dello scorso 6 settembre, con gli estremisti di AfD andati vicini alla conquista della maggioranza assoluta nel Parlamento regionale. Merz ha ammesso che la politica federale ha avuto un ruolo importante sull’esito delle ultime consultazioni elettorali. Tuttavia il cancelliere ha voluto rimarcare che le ragioni degli ultimi risultati negativi per la CDU vanno ben oltre la sua persona. Quindi il leader del Governo federale non ne vuole sapere di passi indietro. Intende invece proseguire sulla via delle riforme (che per ora non sembra soddisfare molti tedeschi) continuando a far parte della coalizione con i socialdemocratici (SPD).
I vertici della SPD dal canto loro hanno ieri ribadito di voler proseguire la collaborazione con la CDU a livello federale, ma allo stesso tempo sottolineando che non si può andare avanti senza prendere in seria considerazione i messaggi di insoddisfazione di molti tedeschi nei confronti dell’operato dei partiti tradizionali. Le previste riforme in ambito sociale (pensioni e sanità) e in ambito economico sono il difficile terreno su cui dovrà ora muoversi l’attuale coalizione di governo a livello federale. Le visioni di SPD e CDU sulle politiche sociali non sempre combaciano, e ora sulla spinta del crescente malcontento popolare potrebbero mettere a dura prova la tenuta dello stesso Esecutivo. Ci vorrebbe un leader carismatico per tenere unito il Governo. Purtroppo in questo momento Friedrich Merz non sembra proprio un condottiero impavido. Le armi dell’avversario più temibile, AfD, sono efficaci e infiammano i risentimenti di molti tedeschi. L’estrema destra insiste sullo smantellamento in atto dell’industria tedesca, sui soldi spesi per sostenere l’Ucraina e i migranti presenti in Germania; denaro che potrebbe essere destinato ai tedeschi in difficoltà. In questa dura battaglia il cancelliere si presenta decisamente con armi spuntate.


