Senza Limiti

Pensavo che Asia volesse trascorrere questa fine settimana con leggerezza, stasera a una cena romantica per San Valentino nel suo giro di influenzatori single che si divertono a sognare l’amore digitale e domani a dimenarsi al corteo del Rabadan. Invece no: la mia amica microinfluencer del lago e content creator vuole accompagnarmi sul battellino a trasportare il Barbera fatto col mulo nella tranquillità del Ceresio perché deve prepararsi per partecipare a un concorso pubblico. Intende infatti rispondere all’annuncio pubblicato dalla Confederazione che cerca la nuova guida della Divisione degli affari spaziali. Sono rimasto a bocca aperta. È vero che da tempo progetta di andare sulla Luna e addirittura su Marte con Elon Musk, tuttavia è un po’ poco per avere le necessarie competenze. Ma lei insiste e dice che non è obbligatorio rispettare tutte le condizioni del bando, dando per scontato che a Berna in materia di nomine agiscano come in Ticino dove la direttrice socialista del DECS Marina Carobbio Guscetti e il Governo hanno avviato una creativa stagione giuridico-istituzionale: strasbattersene delle sentenze dei tribunali. Un anno fa il Tribunale cantonale amministrativo aveva censurato la nomina di due capi a tempo parziale (cioè in job sharing, che magari vi fa strano ma è up to date) per la Sezione dell’insegnamento medio superiore, perché non tutti i requisiti stabiliti nel bando di concorso erano rispettati. Ergo, nomine da annullare e concorso da rifare, salvo che la capa del DECS e il Governo sono andati avanti fregandosene della sentenza, «un atto di aperta sfida istituzionale» ha commentato il Movimento per il socialismo. Adesso è arrivata la seconda bastonata del Tribunale amministrativo con le medesime conclusioni della prima. Forse è un po’ troppo per andare avanti a impiparsene. Dal Governo dicono che prendono atto e faranno sapere, mentre si scopre che i due capisezione in job sharing, che certo non hanno colpe per i pasticci governativi (mica si sono autonominati), sono stati affiancati da un consulente. Asia, che sta cercando dei coach per la sua candidatura spaziale, sostiene che non c’è nulla di male ad affidarsi ai consulenti. A Lugano il Municipio, con il sindaco leghista Michele Foletti e il responsabile delle finanze democentrista Marco Chiesa, ne ha arruolati addirittura tre (triplo uella!) con il compito di dare una mano nel risanamento finanziario della Città che deve vedersela anche con la Banda Bassotti che comanda a Palazzo delle Orsoline. Lo scorso autunno il sindaco accusò la suddetta combriccola di rapinare gli enti locali per risanare le casse cantonali (giacché, fra l’altro, la mega riforma di Super Norman per rivedere i rapporti tra Cantone e Comuni è da tempo inumata nella cappella di famiglia e in sua memoria si attende ancora una cerimonia funebre, anche se è diffusa la pratica di metter via senza prete); recentemente Foletti ha riparlato di rapina in merito al prezzo giudicato troppo basso che il Cantone è disposto a pagare per acquistare il terreno a Viganello dove traslocare la Giustizia. Da leghista a leghista, il consigliere di Stato Claudio Zali ha replicato che Lugano sta solo cercando di farci la cresta, freddando gli sbroja con il veleno di un taipan: «Pensavo che la Città puntasse sulle criptovalute per fare soldi, ma vige ancora la speculazione edilizia». Strepitoso! Ma perché la mia amica pensa allo spazio quando qui ci si diverte come matti?


