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Pensieri dal battellino

Speranze nel cielo

Asia non vede l’ora di sfrecciare su un drone per aumentare i suoi follower: mi auguro che questa sua passione per l’advanced air mobility ci garantisca l’accesso a qualche public board of directors
Bruno Costantini
17.10.2026 06:00

Io e Asia siamo scornati perché nessuno ha raccolto la nostra proposta di farci nominare in un consiglio d’amministrazione di un’azienda pubblica o parapubblica. A navigare con il battellino trasportando il Barbera fatto col mulo verso Caprino non si incassa granché (magari le cose cambieranno quando arriverà la gente danarosa che ci porterà Christian Constantin fra Capo San Martino e Gandria) e nemmeno la mia amica microinfluencer del lago e content creator, navigando nei vasti mari dei social, ricava grandi guadagni (a meno che non si metta a vendere su OnlyFans contenuti per porcellini). Una poltrona in un CdA ci darebbe un sostentamento più dignitoso, adeguato al lifestyle luganese. Non siamo mica dei «nulli», come aveva bollato i deputati democentristi in Gran Consiglio l’allora capo del Dipartimento del territorio Claudio Zali durante il dibattito sul tram-treno dello scorso dicembre.

La smodata esaltazione del potere personale e governativo ha però prodotto una nemesi storica atroce: il ministro leghista si è autodistrutto anzitempo nel peggiore dei modi e i «nulli» con Piero Marchesi sono entrati in Consiglio di Stato al posto suo. Non so perché m’è venuto in mente che quattro anni fa, di questi tempi, avvicinandosi le elezioni cantonali del 2023, Zali, sentendo un certo ribollire di busecche con il fiato sul collo sia del collega di partito e di Governo Gobbi sia dell’ambizioso Marchesi allora presidente dell’UDC, si era fatto promotore del progetto di funivia tra Fusio e Ambrì pensando forse – semplice sospetto e valga la presunzione d’innocenza, ché non voglio finire in tribunale – di raccogliere consensi elettorali nei pascoli presidiati da Super Norman, leghista in Ticino e democentrista oltre San Gottardo.

Asia si era entusiasmata all’idea della teleferica transvalligiana con smisurati intenti di politica economica regionale, ma l’investimento non era roba da niente: almeno 33 milioni, più circa un milione  e mezzo di franchi l’anno per i costi di gestione. Ci sarebbe voluto Constantin. E comunque, in un periodo di ristrettezze, le priorità di spesa è ovvio che siano altre, tant’è vero che nel giugno del 2024 il Governo ha ritirato il messaggio per il progetto di massima. Sarebbe ben curioso se Piero Marchesi, con la sua attenzione sparagnina alle finanze pubbliche, volesse scongelarlo, anche perché nel frattempo è piovuta un’altra idea ancor più visionaria della quale, ça va sans dire, la mia amica s’è invaghita: un collegamento rapido tra Lavizzara e Leventina con dei droni passeggeri che costerebbe solo 4,8 milioni per sei velivoli. Una SkyVia, come dicono gli alpigiani su in valle.

La proposta è stata lanciata quasi un anno fa da Avanti con Ticino&Lavoro con l’idea di estendere la sperimentazione della SkyVia anche altrove. Le strade sarebbero liberate dalle auto, dall’inquinamento e dai cantieri infiniti senza giustificazioni (se non quelle degli appetiti sugli appalti milionari per aprire e chiudere buchi) e potremmo sbarazzarci di progetti esosi e discutibili come MeMe e PoLuMe, sgradevoli già negli acronimi, però il cielo sarebbe intasato. Una grana paradossale. Sia come sia, Asia non vede l’ora di sfrecciare su un drone per aumentare i suoi follower. Mi auguro che questa sua passione per l’advanced air mobility ci garantisca l’accesso a qualche public board of directors. Altrimenti ciao Pep, resteremo sul battellino a sperare nei riccastri di Constantin che magari arriveranno con l’auto volante di Musk.