Tra civiltà eliminate e oscurità eterna

Dopo il rinvio di due settimane dell’ultimatum dai toni inediti («Aprite quel fottuto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all'inferno…») lanciato da Donald Trump al regime iraniano, e l'annuncio dell’avvio, da venerdì prossimo in Pakistan, di negoziati tra Washington e Teheran, nel mondo degli allibratori vi sarà probabilmente chi ha già iniziato a raccogliere scommesse su quanto durerà la tregua concessa dal presidente statunitense.
Una tregua e un negoziato che potrebbero offrire a The Donald una via d’uscita dall’ingarbugliata situazione in cui si è ritrovato, dopo essersi illuso che con il suo amico e alleato Netanyahu avrebbe potuto liberarsi in poco tempo, a suon di bombe, del famigerato regime iraniano e delle temibili armi di cui si è dotato. In cambio della sospensione delle ostilità, i vertici iraniani si sono impegnati a riaprire la navigazione lungo lo Stretto di Hormuz. Un'importante via di comunicazione attraverso la quale prima dell’avvio del conflitto transitavano navi cariche di petrolio, gas e altri beni per un valore annuale di decine di miliardi di dollari. L'annuncio della riapertura dell'importante via marittima ha fatto calare subito il prezzo dell’oro nero e del gas.
Ma la situazione nella regione resta altamente instabile, anche perché Israele intende rispettare la tregua concordata da Trump solo per quanto riguarda i bombardamenti sull’Iran. Mentre gli attacchi delle forze armate dello Stato ebraico contro il Libano ieri sono addirittura aumentati con il massiccio bombardamento contro i miliziani Hezbollah che Tel Aviv ha battezzato «Oscurità eterna». Un'operazione militare, che ha causato decine di morti e centinaia di feriti, criticata dall'ONU per l'elevato numero di civili colpiti. Secondo l'agenzia iraniana Fars, legata ai Pasdaran, Teheran ha risposto al bombardamento israeliano in Libano chiudendo nuovamente lo Stretto di Hormuz.
La fase negoziale tra USA e Iran si annuncia pertanto molto problematica. Washington e Teheran hanno entrambe annunciato come una vittoria la tregua scattata ieri, ma è evidente che i leader dei due Paesi sono in difficoltà. Il tycoon, con parole degne di un gerarca nazista, negli scorsi giorni aveva minacciato di distruggere un'intera civiltà se gli iraniani non si fossero piegati alle sue richieste. Ma la nuova dirigenza iraniana, subentrata al potere dopo gli omicidi mirati da parte dell'alleanza USA-Israele dei principali dirigenti religiosi e militari della Repubblica islamica, non sembra disposta ad arrendersi facilmente, nonostante le ampie distruzioni subite dall'apparato difensivo e offensivo iraniano.
Il blocco dello Stretto di Hormuz, da parte dei pasdaran, si è dimostrata un'arma efficace in grado di mettere sotto pressione l'intera economia mondiale, compresa dunque quella americana. Con pochi mezzi militari Teheran potrebbe dunque continuare a tenere in scacco Washington sulle acque dello Stretto. Ma ultimamente sull'Iran i sta facendo sentire anche la pressione di importanti alleati, a cominciare dalla Cina, le cui attività economiche stanno subendo pesanti ripercussioni dall'aumento dei prezzi di petrolio e gas.
La fine delle ostilità nella regione appare dunque nell'interesse di tutti, o quasi. Anche se è chiaro che far convivere i diversi interessi in campo non sarà per nulla semplice. A rendere la situazione ulteriormente ostica vi è l'odio profondo esistente tra i belligeranti. Il regime iraniano è da decenni che non perde occasione per mostrare il suo odio nei confronti dello Stato ebraico e, di riflesso, nei confronti degli Stati Uniti, principale alleato di Tel Aviv nella regione. Teheran ha tra i suoi obiettivi fondamentali la distruzione di Israele, e da anni sta armando diversi gruppi terroristici impegnati nel portare micidiali attacchi contro il popolo israeliano. Il più devastante è stato quello portato a termine da Hamas il 7 ottobre del 2023 con il massacro di oltre mille civili inermi. Esiste un rimedio contro questo odio secolare? Difficile dirlo, ma soluzioni credibili e accettabili non arriveranno certo con l'eliminazione di una civiltà o con bombe che non risparmiano i civili e mirano a creare una «oscurità eterna».


