L'editoriale

Un doveroso giro di vite sul lupo

Dopo il Parlamento, anche il Consiglio federale ha proposto di allentare le disposizioni che regolano l’abbattimento dei grandi predatori
Paride Pelli
Paride Pelli
11.11.2022 06:00

Il lupo è ormai accerchiato: dopo il Parlamento, anche il Consiglio federale ha infatti deciso un giro di vite sui grandi predatori e proposto di allentare le disposizioni che ne regolano l’abbattimento. E quasi nelle stesse ore in cui il Governo poneva in consultazione la revisione parziale dell’ordinanza sulla caccia, un esemplare già «segnalato» – per il quale era autorizzata l’uccisione – è stato abbattuto da un guardiacaccia nei Grigioni. Un lupo adulto, forse il famigerato maschio alfa M92, appartenente al branco del Beverin, nella Valle di Safien, teatro dell’ultima di una lunga serie di attacchi contro sventurate greggi di pecore. Berna ha avuto dunque buon tempismo (o per alcuni colpevole ritardo) nel chinarsi su un dossier che potrebbe sembrare non emergenziale (in tutta la Svizzera vivono «solo» 180 lupi), ma che la rabbia di allevatori e alpigiani ha portato a una visibilità mediatica che stava ormai colonizzando le notti e gli incubi pure degli abitanti delle grandi città. Con ragioni fondate: 300 predazioni in undici mesi sono un danno economico che si deve attenuare. Numeri che dicono come mettere finalmente il lupo in gabbia – contenerne cioè l’espansione dannosa – sia una mossa quasi obbligata, in un momento in cui altri e ben più gravi problemi incombono sulla nostra società e richiedono la completa attenzione del Governo: la congiuntura economica difficile, per esempio, con i rincari a più livelli che iniziano a pesare sui nuclei domestici e sull’imprenditoria, senza dimenticare l’ansia per possibili riflussi pandemici. No, non era proprio il caso di avere anche il lupo a funestare le nostre cronache, senza prendere provvedimenti. Con tutto il rispetto dovuto ai grandi predatori e alla loro complicata sopravvivenza, e a coloro che vorrebbero non fossero in nessun modo toccati, sarebbe meglio vedere i lupi solo nelle favole, nei disegni dei bambini, nelle leggende raccontate intorno al fuoco. Le predazioni non si fermeranno di botto, la convivenza in quota tra allevatori e lupi non si farà più amichevole, ma il deciso passo avanti di Berna era doveroso.