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Ventisei Cantoni

Zurigo è avvertita

Se i grandi contribuenti cominciano a scappare, poi diminuiscono anche le risorse disponibili
Moreno Bernasconi
08.09.2026 06:00

La banca Vontobel, che da cent’anni è uno degli emblemi della piazza finanziaria zurighese, lascerà Zurigo per Baar, nel Canton Zugo. Una decisione su cui la boriosa città sulla Limmat farebbe bene a riflettere attentamente, anziché scrollare le spalle come ha altezzosamente fatto il Municipio commentando la notizia. La notizia ha avuto l’effetto di una bomba, anche perché è giunta come un fulmine a ciel sereno. Nel 2030 l’istituto bancario sposterà la propria sede in un campus appositamente progettato di 15.000 m2 nel quartiere Lindenpark di Baar, in posizione strategica per i trasporti, al confine fra i due Cantoni e a un tiro di schioppo da Zurigo. Nel nuovo campus, Vontobel riunirà più di 1.500 dipendenti attualmente sparsi in sette stabili diversi.

Trecento collaboratori resteranno nella City in Bleicherweg, ma la sede centrale e legale sarà ormai nel Canton Zugo. La banca ha indicato i vantaggi di Zugo rispetto a Zurigo, affermando che i benefici fiscali specifici per la società non sono la sola ragione del trasferimento. Il tasso d’imposta sull’utile dell’azienda scenderà, è vero, al 15% (dal 19% di Zurigo) con un risparmio stimato di 10 milioni di franchi all’anno, ma visti i suoi ricavi miliardari la cifra non basta a motivare un trasloco tanto clamoroso (che mina l’immagine della piazza finanziaria zurighese). La società ha sottolineato ad esempio la grande attrattiva del Canton Zugo e del comune di Baar per top manager e giovani talenti, molto ricercati a livello internazionale. Per le persone fisiche, le aliquote d’imposta sul reddito e sulla sostanza del Canton Zugo sono molto inferiori rispetto a quelle di Zurigo. A Zugo - realtà a misura d’uomo che non ha gli svantaggi della metropoli - si è inoltre sviluppata una comunità imprenditoriale in forte crescita e un terreno fertile per le società di investimento. Ciò che la banca non dice ad alta voce (ma che conta, non solo per Vontobel ma per altre aziende leader storicamente presenti sulle rive della Limmat che potrebbero seguirne l’esempio) è un fenomeno che riguarda non tanto il Cantone ma in particolare la Città di Zurigo. La radicalizzazione della politica del Municipio zurighese sta infatti producendo effetti collaterali spiacevoli e potrebbe rivelarsi un boomerang per la competitività della piazza economico-finanziaria zurighese rispetto alla vicina Svizzera centrale. Edilizia e imprenditoria private sono infatti confrontate con una pesante lentezza dell’apparato burocratico cittadino. Per ottenere una licenza edilizia ci vuole un anno (a Zugo 3 mesi) e le opposizioni popolari allungano ancor di più i tempi. Traffico intenso e cantieri ovunque, posteggi carenti e mobilità lenta rendono gli spostamenti inefficienti per le attività commerciali. Molte aziende deplorano inoltre un orientamento della città vieppiù ostile all’economia privata e a quelle stesse società e grandi contribuenti che producono la ricchezza di cui il comune approfitta. La strategia di Zurigo è espressione coerente della politica sociale e ambientale della coalizione rossoverde dominante (quattro PS, 3 Verdi, un Verde liberale e un Liberale): investimenti miliardari nell’acquisto di terreni e immobili sottraendoli al privato per incrementare la quota di alloggi sociali e cooperativi, ampliamento delle scuole, potenziamento dei trasporti pubblici e progetti rispondenti all’obiettivo climatico Zero netto. Questa politica coerente ha tuttavia comportato la crescita esponenziale della macchina amministrativa che pesa sulle spese. Le conseguenze spiacevoli di questa politica si sono manifestati alla chiusura dei conti 2025: dopo dieci anni in cui aveva registrato utili miliardari, Zurigo ha chiuso con un deficit di 23 milioni. Il finanziamento dei progetti pubblici e il crescente peso dei costi amministrativi hanno portato ad un’impennata del debito lordo a più di 7 miliardi (nel solo 2025 è aumentato di 700 milioni). A meno di seguire il trend della finanza allegra degli USA e dei Paesi europei paurosamente indebitati (esempio che la Confederazione non segue anche a causa del freno all’indebitamento approvato dal popolo a grande maggioranza nel 2001), si possono spendere i soldi che si hanno. E se i grandi contribuenti cominciano a scappare, poi diminuiscono anche le risorse disponibili per la politica sociale e l’ambiente. Zurigo è avvertita.