A Lugano i ristoranti sembrano carissimi

Le comitive di turisti che da Milano salgono a Como e si spingono fino a Lugano pagano di rado il conto in franchi. Spesso rimangono anche sorpresi di non ricevere il resto in euro.
«Mi capita persino di dover spiegare che il Ceresio non è il lago di Como».
Michele Unternährer gestisce un bar in piazza Manzoni e di turisti ne vede parecchi. Secondo il presidente di GastroLugano è dovuto all’«effetto sorpresa» il fatto che la città sia percepita come costosa, nel confronto internazionale.
In cima alla classifica
Le classifiche sono penalizzanti. Quella stilata dalla piattaforma Numbeo colloca le otto maggiori città svizzere ai primi posti al mondo per costo della vita. Zurigo è al primo posto ma anche Ginevra, Basilea e appunto Lugano rientrano nella «top ten» delle più care assieme a New York e altre capitali economiche americane e non (dalle isole Cayman a Singapore).
È tutta colpa del franco forte? Scorrendo il Cost of living Index relativo al primo semestre di quest’anno s’incontra Lugano in tredicesima posizione tendendo conto del costo degli affitti (senza, sale addirittura alla sesta) ma si scopre che la voce più pesante è proprio quella dei prezzi dei generi alimentari e dei ristoranti. Qui Lugano risulta addirittura prima in classifica.

È necessario però fare una precisazione. Numbeo è il principale database al mondo di comparazione del costo della vita ma le sue classifiche- spesso riprese dalla stampa, anche in Svizzera - sono basate sul contributo degli utenti. Come avviene per altre piattaforme, ad esempio Tripadvisor, nelle località più piccole bastano pochi contributi per generare risultati eclatanti. Nel caso di Lugano la piattaforma ha registrato 341 contributi da parte di 32 utenti nell’arco di un anno: un piccolo campione che risulta «poco rappresentativo» per le associazioni di categoria.
«Sono statistiche da prendere con le pinze» sottilinea il presidente della Società dei Commercianti di Lugano Rupen Nacaroglu. «Possono fornire un’indicazione ma non un risultato rappresentativo, e soprattutto fotografano il livello attuale dei prezzi ma non la loro evoluzione nel tempo».
«Recensioni ingenerose»
I costi dei generi alimentari registrati sul Ceresio, va anche detto, sono in linea con quelli di Losanna e Ginevra e inferiori a Zurigo e Basilea. Il dato sui ristoranti invece «è più marcato e merita più attenzione» ammette Nacaroglu. «Può tuttavia risentire molto del campione e dal tipo di esercizi considerati».
Da buon esercente, Unternäher è abituato ad avere a che fare con le recensioni dei clienti. «Non bisogna mai prenderle per oro colato» dice tranquillo. «Sia in negativo sia in positivo c’è sempre il rischio di distorsioni». Il rappresentante dei ristoratori luganesi ammette, poi, di avere un’allergia per i commenti anonimi. «Un cliente può riempirti di complimenti alla cassa e appena uscito scrivere su internet le cose peggiori».
Cosa c’è dietro al menù
GastroTicino ha sottolineato più volte come in realtà la differenza dei prezzi alla clientela si sia assottigliata negli anni tra la ristorazione in Ticino e la concorrenza nelle città turistiche più gettonate oltre confine, ad esempio. come Como o Cannobio. «Il carovita esiste per tutti. Eppure i costi del personale e degli affitti inTicino sono notevolmente più alti, senza contare i generi alimentari e le materie prime con cui lavoriamo, per l’appunto. La vita a Lugano è cara anche per i ristoratori» rileva Unternäher . «Non conosco la situazione delle altre città nel mondo, ma mi piacerebbe che chi si fa una certa impressione di Lugano tenesse conto anche di questi aspetti».
Spiegare ai turisti i contratti collettivi e il mercato degli affitti, per non parlare del franco forte, è certamente più complicato che non la differenza tra il Ceresio e il Lago di Como. E la reazione potrebbe essere indispettita, come per il resto in franchi. Secondo il presidente di GastroLugano nella ristorazione la conflittualità tra esercenti e clienti è già di per sé in aumento, siano questi ultimi turisti oppure del posto. Le piattaforme di recensioni e anche le classifiche «aperte» all’utenza potrebbero avere avuto un ruolo nell’esacerbare gli animi. «I toni spesso sono fuori controllo».
Secondo Nacaroglu anche il carovita ha un ruolo da non sottovalutare. «È importante tenere conto della percezione dei consumatori. A Lugano la pressione sul potere d’acquisto è reale». Lo stesso vale però per chi è dall’altra parte del bancone. «Anche i commercianti e i ristoratori hanno subito l’aumento delle materie prime, dei salari, dell’energia e degli affitti, spesso comprimendo i propri margini».
