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Vista civica

Centro sportivo o area di parcheggio?

Ma come? Il nuovissimo autosilo e la sua ottantina di stalli - e con tanto di immancabile sorpasso dei costi - non bastano già più?
Enrico Carpani
06.09.2026 06:00

Un paio d’anni fa mi capitò di dire al sindaco di Bellinzona Mario Branda che da luganese gli invidiavo più il nuovo semisvincolo che i castelli. O la Fortezza, come si dovrebbe dire adesso. Scherzavo - almeno sino a un certo punto - e spero davvero di non aver offeso la storia della capitale mettendo sullo stesso piano l’unico patrimonio culturale Unesco del Ticino e un’opera ingegneristica di grande utilità e successo che altrove sarebbe stata tuttavia battezzata assai meno pomposamente come entrata o uscita autostradale. Al di là di un certo rammarico che talvolta si manifesta per l’incompiutezza di un progetto che sembra in effetti essere stato lasciato a metà mi immagino quali e quanti complimenti si sarebbero spesi per la miglior realizzazione viaria cantonale dai tempi della Mappo Morettina se si fosse riusciti a togliere di mezzo quel prefisso partitivo che suona quasi come una colpa. E comunque questo non ha impedito all’idea dello svincolo di aggiudicarsi addirittura un premio nazionale. E qui, il cittadino di Lugano che non si è ancora ripreso dalla recente, brutale bocciatura del suo PAL 5 - l’unico dei 41 presentati a essere respinto - non può che ammettere senza vergogna di rosicare, cercando tutt’al più di capire, a modo suo, le cause di un simile fallimento.

La politica, è stato detto, potrebbe decidere di salvarlo a livello federale, com’era già stato il caso in passato: non so se ciò costituirebbe un successo né un motivo di vanto. A naso, per il poco che ne capisco, non credo proprio. Di sicuro non fa… gioco leggere che una città che a quanto pare non ha fatto troppo bene i compiti in merito al suo concetto globale di viabilità stia preventivamente esplorando l’ipotesi di aumentare il numero di posteggi attorno al centro sportivo del Maglio. Ma come? Il nuovissimo autosilo e la sua ottantina di stalli - e con tanto di immancabile sorpasso dei costi - non bastano già più? Per chi e per che cosa? Mi sembra di vederli, i funzionari della Confederazione contenti a fregarsi le mani di fronte all’ulteriore elemento a sostegno della loro decisione offerto dall’inadeguatezza dell’attuale trasporto pubblico al servizio della struttura. Vi parrà strano ma per una volta sono dalla parte di chi, in Municipio, si propone di rivalutare la questione alla luce dei risultati del nuovo orario dei bus. Calma e gesso.

Anche perché è l’approccio globale al problema che non convince: si sta parlando di un comparto privo di traffico di passaggio, scarsamente frequentato nelle ore diurne dei giorni lavorativi a fronte di un movimento più intenso nelle fasce serali e nei fine settimana. Non dovrebbe essere impossibile individuare eventualmente in zona soluzioni del genere kiss and go come quelle introdotte nei pressi di aeroporti e stazioni. Invece di tornare a riflettere su parcheggi per mamme, papà, amici e amiche di giovani e meno giovani la cui attività sportiva è fortemente condizionata dall’imprescindibile necessità di posteggiare. Proprio come per lo stadio, quello vero: dove a qualcuno piacerebbe fosse introdotto il sano e democratico principio «uno spettatore, un posto auto». È un modello ampiamente superato ma al tempo stesso molto… ticinensis che resiste con fermezza. Proprio come la palma. Poi andiamolo a spiegare a Berna che abbiamo bisogno di soldi per progettare una città migliore con più autosili e parcheggi che corse e fermate e dei mezzi pubblici.

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