Il reportage

Con la siccità, tutti vogliono il rabdomante

Bänz Ramseier è un contadino, figlio di contadini dell'Emmental - Ha ereditato dal padre un'antica tradizione e nell'ultimo periodo è sempre più richiesto
Bänz Ramseier alla ricerca di acqua nelle campagne dell'Emmental © CdT/ Chiara Zocchetti
Davide Illarietti
23.08.2026 06:00

Il telefonino di Bänz Ramseier in queste settimane suona di continuo. Ieri tre chiamate. Oggi due già a colazione. Lui sale in auto e passa le giornate a girare l’Emmental e l’Oberland Bernese. La moglie Eliane lo incrocia appena.

«Non so come trovino il suo numero» dice. «Credo sia semplicemente il passaparola».

Cosa fa? Dov’è? Oggi per fortuna è in un campo non lontano da casa sua, una tipica cascina bernese del 1740, ricoperta di legno e grande come un supermercato. Aspetta in mezzo al prato tagliato di fresco con un ramoscello di salice in mano.

«Ae meter, zwöi meter, drü meter».

Un metro, due metri, tre metri.

Ramseier durante la dimostrazione, in un campo vicino alla sua fattoria a Eggiwil (foto Cdt-Zocchetti)
Ramseier durante la dimostrazione, in un campo vicino alla sua fattoria a Eggiwil (foto Cdt-Zocchetti)

In Ticino una scena del genere sarebbe quantomeno strana, perché la tradizione contadina della rabdomanzia, la ricerca di acqua nel terreno tramite strumenti naturali o pendoli, si è esaurita da tempo. Ne resta solo qualche testimonianza nella memoria collettiva o nei racconti dei nonni.

Bisogna andare oltre Gottardo, nella Svizzera più rurale e intatta, per osservare l’esercizio di quest’arte antica le cui radici affondano nell’antichità ma che in futuro - chissà - potrebbe tornare utile. I contadini bernesi non l’hanno dimenticata e la stanno riscoprendo in tempo di crescente siccità.

Il fiume prosciugato

Ramseier, 66 anni, è cresciuto in una famiglia contadina e coltiva ancora le colline che furono dei suoi avi a Eggiwil: i terreni corrono proprio lungo la sponda dell’Emme. Il fiume si è ridotto a un rigagnolo durante gran parte di quest’estate.

«Da piccoli siamo cresciuti facendo il bagno nella pozza- ricorda - adesso è praticamente impossibile».

Secondo sua moglie Eliane l’acqua del fiume è «malata» e si sente dall’odore. La sera prima dell’intervista, un gruppo di volontari del paese hanno percorso la sassaia in cerca di pesci da salvare. Nella regione sono morti migliaia di pesci in poche settimane «perché l’acqua era calda come un brodo» mi ha spiegato una volontaria che trasportava un secchio d’acqua pieno di pesci moribondi.

Il pozzo della fattoria, ricostruito di recente (foto Cdt-Zocchetti)
Il pozzo della fattoria, ricostruito di recente (foto Cdt-Zocchetti)

Alla fattoria dei Ramseier in compenso l’acqua non manca. Sgorga freschissima in un grande lavatoio, uno dei tre punti di raccolta da cui, quando è in eccesso, defluisce nel fiume di cui abbassa la temperatura in misura non sufficiente a salvare i pesci. «Siamo noi ad alimentare il fiume e non il contrario» precisa la signora Eliane. Il merito è del ramoscello di salice che tiene in mano Bänz.

Il ramoscello miracoloso

Dopo aver compiuto quattro passi sotto il sole cocente, improvvisamente il fuscello - piegato a forma di Y - si rivolge verso il basso. Ramseier si ferma e conficca nel terreno un cacciavite come segna-posto. Ancora quattro passi e il ramoscello si flette di nuovo.

«Non ho idea di quale forza esattamente produca questo effetto, ma credo che abbia a che fare con l’elettricità» dice il 66.enne che - da buon contadino con i «piedi per terra» - non crede nel paranormale. Eppure ogni volta il suo corpo è percorso da un brivido: i peli delle braccia si drizzano, come se effettivamente fossero investiti da una corrente invisibile. «Dopo ogni ricerca devo immergere gli arti nell’acqua fredda, per togliermi di dosso questa sensazione. È molto provante: non posso fare più di due-tre ricerche al giorno».

Di padre in figlio

Le prime attestazioni della rabdomanzia in Svizzera risalgono al Medioevo, quando la pratica era condannata come «superstiziosa» o addirittura «diabolica» dalla Chiesa, ma le sue tracce risalgono ancora più indietro nel tempo e nelle profondità della cultura contadina (era praticata nell’antico Egitto e nell’antica Grecia, dove il termineindicava l’arte divinatoria «mantheia» praticata attraverso una verga di legno, «rabdos»). È difficile dire come sia arrivata fino al giorno d’oggi: negli archivi della SRF sono conservate testimonianze audiovisive (interviste, filmati) di come ancora negli anni ‘50 e ‘60 l’arte fosse esercitata da anziani contadini, i «Wasserschmöcker», nella Svizzera più rurale.

Il padre di Ramseier era uno di questi. Contadino figlio di contadini, per ricercare la preziosa acqua nel sottosuolo dell’Emmental non utilizzava rami di salice ma un vecchio orologio da taschino, di quelli in voga agli inizi del Novecento. Il figlio oggi lo conserva ancora come ricordo: lo estrae da un cassetto in un angolo della cascina, e lo fa penzolare con cautela.

Dopo la ricerca, Ramseier è solito refrigerarsi nell'acqua fresca "per togliermi la tensione di dosso" (foto Cdt-Zocchetti)
Dopo la ricerca, Ramseier è solito refrigerarsi nell'acqua fresca "per togliermi la tensione di dosso" (foto Cdt-Zocchetti)

«Lui lo usava così, ma non lo faceva per lavoro. Ci si dedicava nel tempo libero o se qualcuno gli chiedeva un favore. Per il resto era sempre molto occupato dalle mucche».

Nella stalla di fianco alla casa oggi muggiscono 16 vacche pezzate nere e rosse, rinfrescate dai ventilatori per sfuggire al caldo. Una volta erano molte di più. Nella valle dell’Emme il numero di mucche da latte è diminuito molto nel corso degli ultimi decenni. Lo stesso vale per la produzione dell’Emmentaler, che dopo una lunga crisi quest’anno ha toccato i minimi storici. In primavera il prezzo è crollato a 73 centesimi al litro e la canicola estiva ha dato il colpo di grazia: secondo le associazioni di categoria, molti produttori del formaggio svizzero per eccellenza potrebbero chiudere i battenti entro fine anno, oppure rassegnarsi a rifornire di latte industriale la Emmi, che ha un lattificio nel capoluogo Langnau.

Squilla il telefono

L’acqua, in tutto questo, ha un ruolo fondamentale. Specie quando manca. La siccità di quest’anno ha seccato i campi e fatto salire il prezzo del foraggio in tutta la Svizzera: gli allevatori hanno portato al macello il triplo dei capi rispetto agli anni scorsi - «nutrire una mucca non conviene più» - e hanno iniziato a cercare nuove fonti d’acqua, inseguendo la falda idrica che si abbassa sempre di più.

I problemi insomma sono tanti e concreti. Le soluzioni poche. Il telefono di Bänz Ramseier squilla per l’ennesima volta. «Oggi ho deciso di prendermi una pausa» dice il 66.enne. «Ho sempre bisogno di riposarmi, dopo ogni ricerca il mio fisico ne risente». La sera, conferma la moglie Eliane, torna a casa nervoso.

Ramseier attribuisce la stanchezza all’energia che attraversa il corpo dalla terra per arrivare al ramoscello, ma anche l’età e il fatto di camminare tante ore sotto il sole potrebbe avere un ruolo.

«Finché le gambe mi reggono - dice - io vado avanti».

L'orologio che padre di Ramseier, anche lui contadino-rabdomante, utilizzava per cercare l'acqua (foto Cdt-Zocchetti)
L'orologio che padre di Ramseier, anche lui contadino-rabdomante, utilizzava per cercare l'acqua (foto Cdt-Zocchetti)

Spesso, oltre a indicare il punto esatto e la profondità, il 66.enne si occupa direttamente anche di eseguire lo scavo. Le sue indicazioni colgono nel segno «praticamente sempre» assicura, a patto che il lavoro sia eseguito in modo corretto. Il merito è del talento naturale, certamente, ma anche di una lunga esperienza. Al contrario di suo padre - per il quale era «semplicemente un hobby» - Bänz si è occupato professionalmente di approvvigionamento idrico nella sua vita lavorativa. Prima di andare in pensione, l’anno scorso, è stato impiegato per quarant’anni in un’azienda specializzata nella costruzione di pozzi, con sede a cinque minuti dalla sua fattoria.

«Costruivamo impianti di captazione delle acque sotterranee per privati, aziende e anche per i comuni» racconta mentre mostra un pozzo davvero impeccabile, che ha scavato di persona a una profondità di tre metri nel campo dietro casa sua. «Per via del lavoro ho avuto molte occasioni di affinare la mia tecnica, non solo nella costruzione dei pozzi ma anche nella ricerca dell’acqua».

L’ultima spiaggia

Mentre gli studi professionali di geologia vengono in genere coinvolti nei progetti pubblici e di grandi dimensioni - «con i geologi non ho mai avuto problemi, anzi, in genere se erano scettici hanno dovuto ricredersi» - per i piccoli contadini dell’Emmental e dell’Oberland Bernese rivolgersi ai «Wasserschmöcker» non è tanto questione di superstizione, ma di risparmio. Bänz cerca l’acqua «per passione» e non certo per diventare ricco: chiede un piccolo rimborso (30 franchi l’ora) e spesso viene pagato con regali e promesse di «pagherò».

«Ieri un contadino mi ha pagato con delle confezioni di miele, ad esempio».

In un periodo di difficoltà collettiva i contadini lo chiamano disperati, e lui non se la sente di rifiutare. Ricorda di avere vissuto situazioni simili durante le siccità del 2003 e nel 2018, ma «questa volta forse è ancora peggio» riflette. A volte si chiede se ci sia ancora un futuro per la campagna svizzera, per cui in vita sua ha fatto tanti sacrifici.

«Ancora oggi mi sveglio prima dell’alba per mungere - racconta - e i miei tre figli hanno visto il mare da grandi per la prima volta».

Dei due che sono rimasti ad aiutarlo con la fattoria, oggi, nessuno si occupa di rabdomanzia. Il «talento» paterno si perderà per sempre? In realtà, sorride Bänz, è stato ereditato dalla sua figlia minore. «È molto brava». Ma per ora ha preferito studiare infermieria, forse saggiamente, ed è andata a lavorare nel canton Vaud.

Ramseier nel letto prosciugato del fiume Emme, di fronte alla sua fattoria (foto Cdt-Zocchetti)
Ramseier nel letto prosciugato del fiume Emme, di fronte alla sua fattoria (foto Cdt-Zocchetti)
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