Politica

Il Tessin che vota per l'ultra-destra

L'avanzata dell'Afd vista da un paesino dal nome familiare, nel Mecklenburgo, dove domenica si tengono le elezioni
Un gazebo elettorale della Afd a Tessin
Davide Illarietti
20.09.2026 10:30

Nella più grande piazza ticinese, l’Alter Markt, la famigerata «onda nera» non si vede. I ticinesi sono gente tranquilla: amano la pulizia e i fiori (la piazza è piena di fioriere), si ritrovano alla Skt. Johannes Kirche, la più antica chiesa ticinese, o a feste di paese dove si conoscono tutti. Oggi ad esempio in piazza c’è un festival di yoga.

«Nessuno parla volentieri di politica qui, è una specie di tabù».

Messa e yoga a parte, le elezioni sono l’altro evento che si terrà questa domenica a Tessin, non il Cantone ma l’omonimo comune dell’ex Germania dell’Est. Nel Land di Mecklenburg-Vorpommern l’Afd punta a replicare il trionfo di due settimane fa in Sassonia-Anhalt: i sondaggi lo danno al 35 per cento. Anche a Tessin 3.300 elettori (su 4.200 anime) sono chiamati alle urne allestite nel municipio che dà proprio sull’Alter Markt.

La piazza principale di Tessin 
La piazza principale di Tessin 

Quattro su dieci

«Cosa mi aspetto? Un’altra batosta, certamente» ammette il sindaco Maik Ritter. «C’è un malcontento strisciante e la gente vuole una rottura».

Nessuno ne parla, ma i ticinesi di recente hanno cambiato partito. Alle ultime federali nel 2025 l’Afd ha già raccolto il 40 per cento dei voti in questo piccolo comune tradizionalmente legato al passato socialista e all’Spd. In collegamento dal suo ufficio, da cui sventola sulla piazza la bandiera ticinese (giallo-rossa), il sindaco socialista non nasconde la sua preoccupazione. Ma ci tiene a tranquillizzare il mondo là fuori: la provincia tedesca non è diventata improvvisamente filo-nazista.

«Qui ci conosciamo tutti, siamo sempre gli stessi. È la situazione intorno a noi a essere cambiata».

Il sindaco Maik Ritter
Il sindaco Maik Ritter

In fondo non c’è posto migliore di un paesino di campagna per capire la trasformazione socio-politica che stanno attraversando la Germania, un grande Paese fatto di piccoli paesi, di tante piccole Tessin.

I ticinesi del Mecklenburgo hanno vissuto il nazismo e l’ex DDR: quando nel 1945 l’Armata Rossa entrò in città 107 persone si tolsero la vita. Diversi anziani «ricordano ancora bene quel periodo» spiegano le infermiere della casa anziani del paese (la «Tessinum») che si trova in una via intitolata a Karl Marx.Nella memoria le ferite del passato sono vivide come quelle del presente: molti hanno già votato per posta e alcuni andranno alle urne di persona, oggi. «Le elezioni sono un argomento sentito tra gli ospiti, le discussioni non mancano».

Il rimpianto della DDR

L’invecchiamento della popolazione è del resto un problema concreto a Tessin. La natalità è in calo da decenni: senza l’immigrazione di famiglie dalla vicina Rostock (capoluogo del Land) il bilancio demografico sarebbe in negativo. Dopo il crollo dell’URSS nel comune sono arrivati investimenti e servizi (la stazione, gli autobus), ai palazzoni sovietici si è sostituita l’edilizia eco-sostenibile, ma dopo anni di crescita è iniziata la de-industrializzazione. La fabbrica più grande è la vecchia Zuckerfabrik sovietica, convertita in un centro per la gioventù.

«Le vecchie generazioni rimpiangono l’epoca socialista» spiega il sindaco Ritter. «C’era povertà e poca libertà, ma anche più senso di comunità. Le nuove, invece, hanno altre idee».

La scuola elementare-media del paese è dedicata ad Anna Frank. I circa 400 allievi studiano gli orrori del nazismo e i ventaggi della democrazia, ma rispetto alle elezioni (a cui partecipano anche i 16.enni in Meclenburgo) hanno aspettative concrete. Buona parte sono figli di pendolari: le famiglie si trasferiscono a Tessin dal capoluogo per gli affitti più bassi, e pendolare sarà il destino di molti studenti già a partire dalle superiori (a Tessin non ci sono). «I tagli ai servizi nelle zone periferiche sono un tema che interessa i giovani, così come l’offerta di lavoro e intrattenimento - osserva ancora Ritter -. Poi, naturalmente, ci sono anche le ideologie».

Immigrati non pervenuti

I cavalli di battaglia dell’estrema destra, la sicurezza e l’immigrazione, non sono certamente i problemi più concreti almeno a Tessin. Meno dello 0,5 per cento dei residenti ha origini straniere, spiegano dal Municipio. Nel comune non ci sono richiedenti asilo né immigrazione dai paesi dell’Est, tanto meno problemi di ordine pubblico.

«È un posto molto tranquillo in cui sinceramente gli stranieri sono fin troppo pochi» conferma Cengiz Bindal, gestore di un ristorante kebab sull’Alter Markt (uno dei tre del paese). Origini curde, è arrivato 20 anni fa dalla Turchia come richiedente asilo e si è sempre trovato bene. «Non mi interessa la politica ma un po’ di preoccupazione c’è, è innegabile».

Un gazebo della Afd a Tessin 
Un gazebo della Afd a Tessin 

«Non parliamo con i giornalisti»

A pochi passi dal kebabbaro, nella piazza, il mese scorso l’Afd ha organizzato un gazebo elettorale. La scarsa affluenza - «una decina di persone»- non deve trarre in inganno: è la prova che a Tessin il tema è davvero un tabù. Vale anche per i militanti: alla sezione locale del partito (contattata) nessuno ha voglia di parlare. Stessa musica al caffé-biliardo «Zur Daisy», fuori città, il luogo di ritrovo dei sostenitori dell’Afd nel circondario: «Non parliamo con i giornalisti e per favore non chiamate più».

Non resta che vedere come voteranno i ticinesi tedeschi. Secondo molti analisti è improbabile che nel Land il partito replichi i numeri della Sassonia-Anhalt. L’ipotesi più accreditata è che i socialisti, storicamente radicati nel Mecklenburg-Vorpommern, formino una coalizione con i Verdi e Die Linke. In ogni caso i problemi a Tessin rimarrano probabilmente gli stessi. Per quelli, dopo le urne, per fortuna c’è lo yoga.

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