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In positivo

La sfida dei racconti erotici su Whatsapp

La storia di Oum Hairan e la letteratura rosa che in Nigeria non teme i guardiani della Sharia
Prisca Dindo
26.04.2026 07:31

Nome d’arte: Oum Hairan. Anni: 31. Paese d’origine: Nigeria. Particolari: coraggio da vendere. Fauziyya Tasiu Umar è una giovane musulmana autrice di racconti erotici pubblicati a puntate in gruppi WhatsApp riservati alle donne. Scrive sfidando i guardiani della Sharia, che considerano le sue opere una minaccia all’ordine morale. Fauziyya non è soltanto un’audace scrittrice; è anche un’astuta imprenditrice. Per aumentare i suoi guadagni, ha ideato un modello di business innovativo: inizia pubblicando i primi capitoli gratis sul suo gruppo Whatsapp.

E così attira l’attenzione e crea man mano suspence con innumerevoli colpi di scena. Successivamente, offre contenuti a pagamento per le lettrici desiderose di conoscere i capitoli successivi. Le lettrici nigeriane, impazienti di ricevere aggiornamenti, possono scegliere un livello «Special Women» per aggiudicarsi i nuovi capitoli tramite messaggi privati, garantendo la massima discrezione. Quando lei pubblica da casa, migliaia di telefonini squillano in tutto il Paese.

«Dicono che stiamo contribuendo a rovinare la cultura e la religione nella società, ma io sono convinta che la scrittura erotica sia il modo migliore per catturare l’attenzione dei lettori. Se vuoi trasmettere un messaggio, usa contenuti erotici e metti il messaggio alla fine del libro», ha dichiarato in una intervista al New York Times.

Come sottolinea il prestigioso quotidiano statunitense, la Nigeria settentrionale è stata la patria di una fiorente industria di romanzi rosa; storie per donne nigeriane scritte nella loro lingua, l’hausa. Almeno fino al 2009, quando nella metropoli di Kano, che si trova a nord del paese, finirono al rogo pile di romanzi rosa.

I tascabili bruciarono tra le fiamme alimentate da funzionari zelanti. Il messaggio che certi tipi di fantasie non avessero posto nella letteratura nigeriana arrivò forte e chiaro. Poi giunsero i romanzi whatsapp della generazione di Fauziyya Tasiu Umar.

Fauziyya non ha mai temuto l’Hidbah, la polizia morale locale. A differenza di altre scrittrici più timorose, si è sempre presentata con orgoglio come scrittrice erotica, accettando interviste senza esitazione. Il suo successo editoriale l’ha resa una celebrità a Garun Malam, il suo tranquillo villaggio nella campagna a sud di Kano.

Dopo la pubblicazione di «Gidan Uncle» o «La casa dello zio», che affronta temi di abusi sessuali e uomini in cerca di donne benestanti, nel 2021 è stata convocata dall’Hisbah.

Tre funzionarie le suggerirono di ammorbidire i contenuti dei suoi romanzi. «Mi hanno detto che stavo commettendo un peccato gravissimo», ha spiegato al NYT, aggiungendo di aver replicato: «Come potete saperlo, se non avete letto i miei libri?».

Quando le rappresentanti della polizia morale ammisero di averne letti alcuni, lei spiegò la sua filosofia: i suoi libri erano destinati alle donne sposate e avevano l’intento di trasmettere messaggi utili per la società.

Era una madre, aggiunse, che cercava di crescere i figli con valori morali, quindi non avrebbe fatto nulla per deviare dalla retta via i giovani. Anzi, nella prefazione a ciascun libro, Fauziyya proibiva alle giovani donne non sposate di leggerli. «Ho detto loro che non potevo promettere di smettere, e mi hanno lasciata andare», ha ricordato al New York Times.

Da quel momento, la sua fama è cresciuta. Oggi in Nigeria è diventata un’icona per un’intera generazione di giovani scrittrici, che pubblicano come lei, contenuti ancor più audaci su Whatsapp, sfuggendo così alla censura religiosa e governativa, ancora concentrata sui libri cartacei. La repressione non tiene (fortunatamente) ancora conto delle nuove tecnologie.

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