Il reportage

La vacanza vietata ai minori: «Così è molto meglio»

Dal campeggio di Interlaken ai ristoranti child-free - Diario di un viaggio (con figlio) nella Svizzera per adulti
Una coppia di turisti olandesi nel campeggio Lazy Rancho per soli adulti, a Interlaken © CdT/ Chiara Zocchetti
Davide Illarietti
23.08.2026 10:46

Papà, quando arriviamo al campeggio?». Il viaggio in camper attraverso i passi - prima il Sempione, poi il Grimsel, poi giù verso Spiez - è stato lungo e faticoso. Alla domanda di mio figlio, 4 anni, la risposta è altrettanto difficile.

Lui non lo sa, ma il campeggio «Lazy Rancho» di Interlaken è in realtà vietato ai bambini. Lo hanno scritto i giornali a inizio agosto, un piccola polemica estiva. In Svizzera il settore dei campeggi è stato finora un fortino del turismo per famiglie: rumoroso, caotico, ma familiare in tutti i sensi. È quello che mio figlio si aspetta e desidera, ma il «Lazy Rancho» è tutt’altra cosa.

L'ingresso del campeggio per adulti a Interlaken (foto Cdt - Zocchetti)
L'ingresso del campeggio per adulti a Interlaken (foto Cdt - Zocchetti)

«Niente contro i bambini»

All’ingresso quattro cartelli ribadiscono l’esclusività: lo spazio è «adults only» ed è comunque finito. «Complete, ausgebucht». I bambini non sanno leggere ma il concetto in sé è facile da spiegare, non significa niente di sconcio (a scanso di equivoci) ma solo che è un posto per grandi. Come tutte le cose proibite suscita quindi un maggior desiderio e grandi pianti. Ma ha senso lamentarsi?

Cheyenne Blatter accoglie i visitatori nella reception dello storico campeggio di famiglia, un centinaio di metri più avanti. «Non abbiamo niente contro i bambini» assicura, e offre una bevanda fresca per calmare gli animi. Nelle ultime settimane diversi media locali e nazionali hanno visitato il campeggio e lei si è abituata a essere sotto esame. Sfodera un sorriso e una sfilza di ottime motivazioni. «In un certo senso abbiamo rotto un tabù e quindi è normale che ci siano polemiche - dice -. Ma all’inizio devo confessare che le reazioni ci hanno spaventati».

È un paese per vecchi

Il campeggio è il primo in Svizzera ad avere vietato l’ingresso ai minori di 16 anni mentre all’estero strutture simili lo fanno da anni in Francia, Germania, Italia. Ad Aarau una caffetteria che osò fare lo stesso l’anno scorso ha scatenato interventi politici (un’interpellanza in Gran Consiglio) ma nel settore alberghiero in realtà la pratica è già diffusa e accettata: da Lucerna ai Grigioni (molto carino l’hotel Arnica a Scuol) la restrizione non fa nemmeno più notizia. A Interlaken, tra le vie affollate da silenziosi turisti cinesi si contano una ventina tra alberghi e affittacamere solo per adulti. Più difficile è trovare alloggio a costi ragionevoli (un weekend di agosto dai 700 franchi in su in doppia) e questa è forse la barriera più efficace contro le famiglie.

Una veduta aerea del campeggio Lazy Rancho di Interlaken (foto Cdt - Chiara Zocchetti)
Una veduta aerea del campeggio Lazy Rancho di Interlaken (foto Cdt - Chiara Zocchetti)

Per fortuna c’è il campeggio. Alla fine si torna sempre lì, al rifugio estivo della nostra infanzia (non a caso, viene da pensare) con una punta di nostalgia. Ma i tempi cambiano: «In Svizzera l’offerta solo per adulti è in aumento per vari fattori, in primis il calo demografico» osserva l’esperto di turismo Elia Frapolli. Meno bambini in vacanza e meno bambini in generale - le nascite sono calate ancora dello 0,1 per cento l’anno scorso - significa in teoria meno trambusto. In pratica «le esigenze di altre categorie di clienti assumono maggior peso» sottolinea l’ex direttore di Ticino Turismo. «C’è una fetta di mercato che predilige la vacanza in tranquillità e intercettarla diventa interessante. Accontentare tutti spesso vuol dire non accontentare nessuno».

Conflitto generazionale

Per la famiglia Blatter, che gestisce campeggi da quattro generazioni, è stata una piccola rivoluzione: ma sembra in effetti motivata più da solidi calcoli di mercato che dall’insofferenza. E proprio per questo rischia di fare scuola.

«Una volta la nostra clientela aveva molti più figli, arrivavano famiglie anche con tre-quattro bambini» ricorda Aline rieder-Blatter, 66 anni, madre di Cheyenne. «Oggi le cose sono diverse, vedevamo sempre più famiglie con uno o due figli, spesso senza». L’anno scorso Aline è andata in pensione e ha ceduto l’attività alla figlia, che ha rilevato anche un campeggio adiacente da un’anziana zia paterna.

La piscina aperta ai bambini, nella sezione del campeggio riservata alle famiglie  (foto Cdt - Chiara Zocchetti)
La piscina aperta ai bambini, nella sezione del campeggio riservata alle famiglie  (foto Cdt - Chiara Zocchetti)

L’accentramento ereditario - a ben vedere - è un altro effetto collaterale del calo demografico. Nel campeggio di famiglia Cheyenne è stata una bambina felice (la casa è proprio sopra la reception) ed è cresciuta giocando assieme ai figli dei turisti. Proprio come hanno fatto i suoi genitori, nati in due storiche famiglie di campeggiatori della zona: una bella storia d’amore che supera le barriere della concorrenza.

«Un anno fa è venuto il mio turno di portare avanti tutto questo e ho pensato che era il momento di fare una scelta» dice Cheyenne.

In una metà del campeggio - quella che era appartenuta alla zia - l’ingresso ai bambini è stato vietato. L’altra metà è rimasta aperta alle famiglie: nella piscina schiamazzano ancora bambini e adolescenti e il parcogiochi è pieno di mamme ansiose e ginocchia sbucciate. Il luogo ideale per mio figlio.

«Negli ultimi anni i clienti eramo diventati sempre più esigenti» spiegano madre e figlia. «Dividendo le due categorie di ospiti, le lamentele reciproche sono molto diminuite».

Tutto esaurito

L’effetto è di una pacifica apartheid. Protetti da un recinto, oltre un corridoio di erba lasciato volutamente vuoto, ci sono gli altri. Gli adulti soli, soltanto adulti. Sotto la veranda del camper due ciclisti olandesi si godono una delle ultime estati senza figli («ci piacerebbe averne ma più avanti») e il meritato riposo. Il campeggio è pieno di escursionisti e amanti del parapendio che «si svegliano molto presto e vogliono dormire bene» per sfondarsi di sport il giorno dopo. Le piazzole sono tutte esaurite da giugno, al contrario della sezione per famiglie che si riempie solo durante le ferie scolastiche. «Abbiamo dovuto prenotare con mesi d’anticipo, e alla fine avremmo voluto aggiungere un giorno ma ci è stato detto che era impossibile: tutto pieno» racconta una coppia di escursionisti in pensione.

Due ciclisti olandesi davanti al loro camper, senza figli  (foto Cdt - Chiara Zocchetti)
Due ciclisti olandesi davanti al loro camper, senza figli  (foto Cdt - Chiara Zocchetti)

Eppure nel viale alberato regna un silenzio spettrale. L’unico 14enne a passeggio è il cane della signora Beate, una 72enne di Bonn. «Ha paura dei bambini» dice la padrona, che passa qui le estati da quarant’anni assieme alla compagna, la signora Ute. «Il problema - concordano - sono i genitori di oggi che non sanno più tenerli a freno».

Meglio gli animali allora. Anche una 53.enne ungherese è in viaggio con il suo cane - «è il figlio che non ho avuto» - ed è molto contenta del fatto che sia ammesso al campeggio e anche alla vicina spiaggia. Elenca tutti divieti che incontrano in viaggio gli amici a quattro zampe - «spesso gli alberghi non li accettano, ma nessuno fa polemica» - e se per una volta tocca ai bambini, quasi sembra esserne ripagata. Da oltre il recinto arrivano lontane voci di fanciulli in piscina ma subito si zittiscono. Per mio figlio è troppo: si è spazientito, vuole andare anche lui a fare il bagno. Il tour è finito.

Dopotutto è questione di scelte e ogni generazione deve assumersi le proprie, concorda Cheyenne. Mentre fa strada verso il vociare dell’infanzia, confida che anche lei vorrebbe avere figli prima o poi.

Ute, Beate e il loro cagnolino  (foto Cdt - Chiara Zocchetti)
Ute, Beate e il loro cagnolino  (foto Cdt - Chiara Zocchetti)

«Dopotutto qualcuno dovrà pur portare avanti l’attività» chiosa la madre Alina, aspirante nonna. «Un nipotino ci vuole».

Ci saranno comunque tanti altri posti in cui portarlo in vacanza, nelle estati del futuro, eventualmente.

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