Lo sconosciuto che cambiò la vita a Joey

Quando Beni Lukumu vide quel ragazzo steso a terra, capì subito che non si trattava di una corsa come le altre. Joey Romano era ferito, pallido, immobilizzato dal dolore dopo una caduta con lo skateboard nei dintorni dell’università. Non c’erano amici con lui, né familiari a cui chiedere aiuto. Joey aveva deciso di chiamare un Uber invece di un’ambulanza, perché «non avevo una buona assicurazione e mi preoccupavano i costi», spiega oggi Romano, 29 anni, a TODAY.com, un portale di notizie americano. Pur avendo davanti a sé una giornata piena di corse, Lukumu non ebbe un attimo di esitazione: guardò quel giovane solo e sofferente e agì.
«Non ho avuto dubbio alcuno», racconta l’autista, che oggi lavora nel settore assicurativo. «Quel giorno decisi di rimanere con Joey perché sentivo che aveva bisogno che qualcuno gli stesse accanto. Cancellai tutte le corse e mi occupai del ragazzo». Dapprima lo aiutò con estrema cautela a salire in macchina, reclinando il sedile per limitare i movimenti del giovane ferito. Poi lo accompagnò in un centro di assistenza medica, ma la gravità della frattura era tale da renderne necessario il trasferimento immediato al pronto soccorso. Lukumu non si limitò ad accompagnarlo. Rifiutò qualsiasi pagamento e scelse di restare tutto il tempo con il ragazzo. Scoprì che Joey non aveva nessuno nelle vicinanze e riconobbe in quella solitudine qualcosa di familiare. Anche lui aveva vissuto lontano dai propri cari dopo essere sbarcato negli Stati Uniti dal Congo. Sapeva cosa significasse affrontare momenti difficili senza una persona amica accanto. Nonostante gli impegni lavorativi, Lukumu rimase con Joey, lo aiutò con le pratiche di accettazione e si sedette al suo fianco mentre il dolore veniva finalmente attenuato dai farmaci. Per Joey, confuso e sofferente, quella presenza fu un sollievo inatteso. Era come se quell’uomo così gentile e premuroso facesse parte della sua vita da sempre.
Quando una parente di Joey riuscì a raggiungere l’ospedale, cercò di ringraziare Lukumu con un compenso, ma lui declinò con gentilezza. Accettò invece un invito a cena, un gesto semplice che trasformò l’incontro casuale in una amicizia profonda. Tra un manicaretto e l’altro, Lukumu venne a sapere che Joey stava attraversando uno dei periodi più neri della sua esistenza. La perdita del fratello e una lunga scia di dolore lo avevano reso incapace di prendersi cura non solo degli altri, ma anche di sé stesso. La sofferenza lo aveva spinto a isolarsi dal resto del mondo.
La gentilezza di Lukumu aveva infranto quel muro di dolore, restituendogli fiducia in sé stesso e nel prossimo. «Quel singolo atto di gentilezza mi ha fatto tornare a vedere il bene nel mondo», spiega Romano al portale americano. «Il fatto che un perfetto sconosciuto abbia passato l’intera giornata con me, senza alcun motivo se non la bontà del suo cuore, mi ha aiutato a rimettere tutto in una prospettiva diversa. Beni mi ha davvero cambiato la vita». Da allora entrambi hanno proseguito le loro vite, restando in contatto e sostenendosi a distanza. Lukumu, cantante gospel e professionista nel settore assicurativo, continua a credere nella forza delle relazioni umane. Joey, impegnato nello sviluppo delle energie rinnovabili, cerca a sua volta di offrire agli altri lo stesso aiuto ricevuto in passato. A differenza di quanto molti pensano, a volte anche il gesto più piccolo, può cambiare una vita
