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Più lo Stato è rapido, più ha valore

Quale dovrebbe essere il ruolo dell'ente pubblico in una liberaldemocrazia? Tante domande e alcune risposte, partendo da un libro
Giò Rezzonico
25.10.2026 12:33

Quale dovrebbe essere il ruolo dello Stato in una moderna liberaldemocrazia? I due giornalisti americani Ezra Klein e Derek Thompson cercano di dare una risposta a questa domanda cruciale nel loro saggio Come costruire un futuro migliore, pubblicato recentemente da Mondadori. «Una lettura imprescindibile - ha scritto l’ex presidente Usa Barak Obama - per i progressisti alla ricerca di un modello concreto per riformare lo Stato e restituirgli la capacità di aiutare davvero i lavoratori».

Gli autori si soffermano dapprima sulla capacità dell’ente pubblico di possedere le visioni necessarie per individuare obiettivi, a lungo temine, che possono richiedere un minore o maggiore intervento del governo, a seconda del risultato che si intende ottenere e degli ostacoli che si dovranno superare per conseguirli. La priorità, per rendere possibile ciò che altrimenti non lo sarebbe, va comunque riservata a quegli interventi che non sono alla portata dei privati. Il problema non è quindi tanto quello del più o meno stato, su cui si accaniscono destra e sinistra, quanto di quale ruolo lo stato debba assumere per ottenere i migliori risultati nel minor tempo possibile. Le tempistiche diventano infatti fondamentali data l’urgenza della crisi ambientale che stiamo vivendo.

Troppo spesso la realizzazione di progetti di interesse pubblico viene rallentata e realizzata con tempi inaccettabili a causa di leggi, regolamenti, eccessive possibilità di ricorsi. Le attuali legislazioni non sono infatti state pensate per situazioni di urgenza come quelle che stiamo vivendo e si dimostrano pertanto eccessivamente garantiste. Molte leggi, sebbene siano state varate in buona fede e seguendo una logica corretta, finiscono per produrre effetti negativi. Così che anche iniziative lodevoli si arenano perché costrette a rispettare disposizioni decise in passato e non più adeguate all’urgenza dei tempi contemporanei. Gli esiti diventano invece più positivi quando vengono concesse autonomie ai responsabili di importanti progetti pubblici, sollevandoli talvolta dall’obbligo di rispettare tutte le prescrizioni.

Un esempio eclatante e virtuoso è quello del vaccino anti Covid. È stato realizzato in tempi record grazie all’eccezionalità della situazione, che ha permesso di mettere sul mercato, nel giro di pochi mesi, medicinali che in tempi normali avrebbero richiesto anni. E non era la prima volta nella storia americana che risultati eccellenti scaturivano da situazioni difficili, per non dire drammatiche. Sarebbe comunque triste se per ottenere risultati rapidi fossero necessarie situazioni catastrofiche. D’altra parte, la continua polarizzazione negli Stati Uniti tra progressisti, che temono la crescita, e conservatori, allergici all’intervento statale, produce sempre più spesso preoccupanti paralisi politiche.

Ezra Klein e Derek Thompson, pur schierandosi apertamente nel campo progressista, non lesinano critiche alla sinistra, troppo legalista e sovente più attenta ai procedimenti che non ai risultati concreti. Convinta che lo Stato acquisisca maggiore credibilità ottemperando a un interminabile catalogo di norme e restrizioni piuttosto che realizzando progetti nell’interesse dei cittadini: un atteggiamento, concludono i due autori, che ha fatto la fortuna dei repubblicani e favorito l’ascesa al potere di Donald Trump.

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