Il dato

Sommersi (dai debiti) e salvati

Le richieste d'aiuto a SOS Debiti a Mendrisio e Bellinzona sono in aumento - «Negli ultimi due mesi un'impennata» - Intanto a Berna si vota sulla legge-paracadute
©Chiara Zocchetti
Davide Illarietti
22.03.2026 06:00

Il Ticino resta uno dei cantoni con il maggior tasso d’indebitamento privato, e le richieste d’aiuto da parte di persone sovraindebitante continuano ad aumentare, mentre a Berna si discute una modifica di legge che, secondo le associazioni attive nel contrasto alla povertà, potrebbe portare «un po’ di sollievo» alle famiglie in difficoltà dopo anni di attesa.

Nei primi mesi di quest’anno l’associazione SOS Debiti, con sportelli a Mendrisio e Bellinzona, ha registrato un sensibile aumento delle prese a carico rispetto agli anni scorsi, fa sapere la coordinatrice del servizio Simona Bernasconi. «Se il trend dovesse confermarsi nei prossimi mesi, ci troveremmo di fronte a un’impennata. Ma chiaramente è difficile prevederlo».

Numeri in crescita

Dalla metà di gennaio a metà marzo 120 persone in difficoltà si sono rivolte al servizio di consulenza gestito in collaborazione con Caritas Ticino, a causa di situazione debitorie «ormai diventate fuori controllo». L’anno scorso gli sportelli avevano registrato in totale 395 nuovi contatti - «che si vanno a sommare quindi alle persone che seguiamo da diversi anni o mesi» - in linea con il 2024 il cui dato (390 contatti) era comunque considerato già elevato.

Il mercato del lavoro affaticato, l’inflazione e i rincari dell’energia e delle bollette non consentono di prevedere un miglioramento - «staremo a vedere» - nell’immediato futuro. La congiuntura pesa del resto anche oltre Gottardo, dove gli indicatori sull’indebitamento individuale sono in peggioramento da anni: secondo l’Ufficio federale di statistica il 12 per cento degli svizzeri vive in una famiglia con almeno un arretrato di pagamento, e includendo tutti i tipi di debito (ipoteche comprese) la cifra sfiora il 41 per cento. La diffusione dei crediti al consumo (i nuovi prestiti concessi ogni anno sfiorano gli 8,4 miliardi di franchi secondo uno studio di UBS) è tra le più alte al mondo.

La legge «paracadute»

Non a caso questa settimana, dopo il voto favorevole del Nazionale, è passato di misura al Consiglio degli Stati (32 voti contro 7) il progetto di legge che mira a introdurre la possibilità di fallimento personale, proprio per arginare le conseguenze negative del sovra-indebitamento. In precedenza sempre gli Stati avevano respinto con numeri analoghi una proposta di non entrata in materia dell’UDC.

Ora il dossier torna al Nazionale per appianare le divergenze, che non mancano: secondo i contrari, le persone interessate sono responsabili della propria situazione finanziaria, il «paracadute» rischia di lasciare i creditori di terza fascia «con un palmo di naso» ha sottolineato ad esempio Fabio Regazzi (Centro) anche a nome dell’Unione svizzera delle arti e mestieri, di cui è presidente. «Si tratta di un progetto di politica sociale e non economica».

Il consigliere federale Beat Jans ha sostenuto invece la bontà del progetto governativo, approvato dal plenum e dalla commissione, sottolineando come in questi casi le autorità pagano un doppio prezzo: perdono gettito fiscale e pagano l’assistenza sociale. Anche le casse malattia ne escono perdenti. «Non si tratta di un regalo a chi è sovraindebitato, ma di un mezzo per fare sì che queste persone possano risollevarsi e tornare a contribuire alla società».

Per Simona Bernasconi è un passo nella giusta direzione. Lavora a Sos Debiti dal 2012 e in tanti anni, racconta, ha visto pochissime persone sovraindebitate riuscire a salvarsi da sole. «Nessuno si trova in questa situazione perché l’ha voluto» conclude. «Capisco i creditori , ma portare queste persone ad affondare non serve a niente».

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