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Il commento

Presidenziali USA, la vera vittoria sarà simbolica

Quali sono le ragioni del sensazionale voto americano e cosa dobbiamo aspettarci, soprattutto, dai prossimi quattro anni?
Elisa Volpi
10.11.2024 06:00

Non succedeva dal 1892 che un candidato vincesse due mandati non consecutivi, ma non basta questo dato per capire la portata della seconda vittoria di Donald Trump. Quello che le urne gli hanno regalato è un successo clamoroso che The Economist ha definito «il più straordinario ritorno politico della storia americana». Quali sono le ragioni di questo sensazionale risultato? Cosa dobbiamo aspettarci da Trump nei prossimi quattro anni?

Già ad aprile 2024 Trump aveva dichiarato che la sua potenziale seconda volta alla Casa Bianca sarebbe stata più incisiva perchè ora conosce le regole del gioco. Un Trump svincolato significa che probabilmente il nuovo mandato sarà ancora più guidato dai suoi istinti. Se dovesse veramente rispettare le promesse fatte in campagna elettorale, possiamo aspettarci un aumento dei dazi e - quindi - una possibile guerra commerciale con la Cina, in cui l’Europa e la Svizzera veranno schiacciate. Una guerra commerciale che Trump vuole accompagnare ad una deportazione di massa degli immigrati irregolari. Assumendo che sia possibile, ridurre la manodopera straniera mentre si rende più difficoltoso l’ingresso di beni dall’estero è la ricetta perfetta per aumentare l’inflazione.

All’Occidente converrebbe quasi sperare che Trump porti avanti i suoi piani commerciali al punto da creare un’impennata dei prezzi, costringendolo poi a ridurre le restrizioni per contenere l’inflazione.

I rapporti tra Europa e gli Stati Uniti di Trump saranno molto probabilmente tesi non solo per le questioni economiche, ma soprattutto per il problema della sicurezza. Trump non ha mai nascosto di considerare gli alleati degli approfittatori incapaci di guardarsi le spalle, è quindi plausibile che l’Europa dovrà cominciare a prepararsi a spendere di più per la propria difesa e magari far ripartire la corsa agli armamenti nucleari. In generale l’atmosfera nelle relazioni internazionali potrebbe cambiare notevolmente. La cooperazione tra Stati su questioni globali come l’ambiente e il rispetto del diritto internazionale rischia di bloccarsi. E i deboli del mondo saranno più esposti ai capricci dei vicini più (pre)potenti senza poter contare sul potere di deterrenza americano.

Alla fine, il vero impatto della clamorosa vittoria di Trump si vedrà, con ogni probabilità, soprattutto sul piano simbolico, che è l’essenza stessa della politica. Il Trumpismo è infatti un movimento culturale che mobilita le persone su un piano profondo e immateriale, facendo leva su paure, risentimenti e orgoglio identitario. Nei prossimi quattro anni Trump avrà l’opportunità di legittimare ulteriormente questa visione del mondo, incoraggiando tutti quelli che la condividono a mettere in discussione principi come l’uguaglianza e il rispetto reciproco, su cui si fonda la democrazia. Questa normalizzazione dell’intolleranza e della polarizzazione rischia di erodere i valori democratici, ne è un esempio il fatto che Trump non abbia mai ammesso la sconfitta contro Biden nel 2020. E anche se le istituzioni americane dovessero essere resilienti, resistendo ad eventuali progretti di riforma costituzionale per magari ottenere un terzo mandato, potrebbero non bastare da sole a limitare la diffusione e il radicamento della cultura trumpista.

In questo senso, il vero lascito di Trump potrebbe non essere nelle politiche che implementerà, ma nelle mentalità collettive che consoliderà.