Ticino

L'ultima messa

Il vescovo di Lugano Valerio Lazzeri si congeda, successione forse in tempi brevi: «Attenzione perché il Papa ama sorprendere»
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
09.10.2022 07:00

In Vaticano la voce, insistente, delle dimissioni da vescovo di Monsignor Valerio Lazzeri circolava da qualche giorno. E ieri mattina, quando puntuale come sempre a mezzogiorno è uscito online l’ultimo bollettino della Santa Sede alcuni vaticanisti - che nel frattempo avevano chiamato in Ticino per informarsi - scommettano che la notizia fosse subito ufficializzata. Invece bisognerà attendere domani, lunedì, o forse martedì, quando si svolgerà una conferenza dove Monsignor Lazzeri probabilmente annuncerà le sue dimissioni. Una «questione di garbo», spiegano in Vaticano.

Ieri sera intanto il Vescovo di Lugano era atteso a Mendrisio. Un appuntamento importante per celebrare la cresima ai ragazzi che in questi mesi hanno seguito i corsi in chiesa, ma dall’auto nera partita dalla Curia che si è fermata davanti ai fedeli, sono scesi solo l’addetto stampa della Diocesi, Luca Montagner, e il vicario generale, don Nicola Zanini. «Monsignor Lazzeri non se l’è sentita di distogliere l’attenzione ai cresimandi con la sua presenza che inevitabilmente avrebbe attratto su di sè tutti gli sguardi», ha spiegato Montagner.

L’ultima messa perciò non c’è stata, anche se tutti a Mendrisio un po’ se l’aspettavano, a iniziare dai parenti e dagli stessi giovani arrivati nella chiesa Santi Cosma e Damiano, che era pronta e in gran festa con lo stendardo rosso davanti al portone, i cantanti e i musicisti che provavano le ultime note e un certo clima di attesa visibile negli sguardi dei presenti.

Le voci di bambini e genitori

«È già arrivato?», si sentiva domandare tra i capannelli di persone. «Scusa devo attaccare il telefono che vado all’ultima messa del Vescovo», ha detto un papà che ancora non sapeva che invece non ci sarebbe stata. «Eh ma hanno fatto male a comunicare venerdì che avrebbe lasciato, dovevano aspettare lunedì», è stato invece il commento di un nonno che come tutti ha saputo della rinuncia di Monsignor Lazzeri dai media e che in cuor suo sperava di assistere alla forse ultima apparizione pubblica del Vescovo nell’esercizio delle sue funzioni.

Nell’attesa dell’ufficialità, sempre i vaticanisti che ogni giorno frequentano la sala stampa della Santa Sede, spiegano che come è accaduto in altre realtà, mentre il nunzio apostolico potrebbe già essere al lavoro per individuare un ventaglio di nomi da sottoporre a Papa Francesco, potrebbe essere già stato individuato il «traghettatore». Si tratta di capire soltanto se Monsignor Lazzeri darà le dimissioni con effetto immediato, oppure se vorrà continuare sino alla fine dell’anno. Nel primo caso la Diocesi verrebbe affidata a un amministratore apostolico.

Le sorprese dell’ultima ora

Quello che si capisce da chi in questi anni a Roma ha seguito da vicino come cronista gli avvicendamenti nelle diverse diocesi è che con Papa Francesco non c’è mai nulla di scontato. E che il Pontefice alla fine decide sempre di testa sua e soprattutto «è allergico ad appartenenze di associazioni o gruppi cattolici. Per lui conta soprattutto la persona e quello che ha fatto per la Chiesa. E ogni volta mentre tutti scommettevano su un nome, lui ci sorprendeva scegliendo un profilo che non era nella rosa dei candidati vescovi». L’unico vincolo che Bergoglio si troverà ad affrontare sono le radici ticinesi che per stauto dovrà avere la nuova guida della Diocesi di Lugano.