Cent'anni fa

Ancora latitante l'esperto della truffa matrimoniale

Le notizie del 17 giugno 1926
Anche in Ticino più di una vittima ha riposto vane speranze nel malfattore ©Alex Urezkov
Red. Online
17.06.2026 06:00

Le imprese d’un falso veterinario
Il matrimonio. Si potrebbe scrivere un capitolo su questo sacramento, ma rimandiamo i lettori a una qualsiasi delle molte antologie sulla quale troveranno tutto quanto dovrebbe tirar giù il cronista occupandosi di una ingarbugliata matassa, nella quale ha fatto le spese il settimo sacramento. Veramente le spese sono state fatte dalle damigelle in cerca del damo, ma preferiamo riassumere i fatti come si sono svolti. Dicevamo dunque che al matrimonio tendono con forza tutte le damigelle del mondo. Lo cercano quasi affannosamente quelle zitelle, maturotte anzi che no, che hanno consumato parte dei loro anni migliori in un lavoro da cane, sparagnando su tutto pur di poter mettere da parte un gruzzolo da presentare poi al pretendente. E in questo vasto campo si trova purtroppo l’erba migliore che uomini senza scrupoli non esitano a falciare favoriti dalla speranza che rende e sorde e cieche le damigelle. Uno di questi artisti della truffa matrimoniale è indubbiamente il turgoviese Beerhli Johan Alosche che ne ha fatto di cotte e di crude. La sua carriera, crediamo, deve perdersi nella notte dei tempi, almeno a giudicare dalle condanne riportate e da quelle da riportare, non appena la polizia riuscirà a riacciuffarlo una volta ancora. Per stornare ogni probabilità di smascheramento il turgoviese non esitò a cambiare di nome, ed eccolo sotto le mentite ma allettanti spoglie di Zweifel Hans, veterinario di San Gallo. Perché diavolo il turgoviese è andato a scegliere fra le molte professioni quella del veterinario, non è dato sapere, ma forse presentandosi come esperto di malattie delle bestie egli sapeva di ispirare completa fiducia per la guarigione di malattie in campo cristiano. Fatto sta che il turgoviese – uomo sulla quarantina, occhiali cerchiati d’oro, modi sostenuti, viso bonario - capitò anche nella nostra città ove fece la conoscenza di una signorina non sulle fatidiche venti primavere di sua vita ma in compenso munita di qualche biglietto da mille. Il resto si comprende. La donna non desiderava che di metter fine alla sua vita di lavoro negli alberghi e nei ristoranti per iniziare quella del lavoro casalingo. A sentir «lui» non restava che di cercare una occupazione che servisse per tutti e due e qui venivano molto a proposito i soldi della fidanzata. Le ricerche non furono lunghe. Una gitarella in Italia ed ecco il Beerhli scrivere da Torino che si trovava in vendita un bar il quale si prestava allo scopo. I 7 o 8 biglietti da mille della donna passavano nelle mani dell’altro, che parte all’acquisto del bar. L’attesa della donna è stata lunga. Tanto lunga che si decise a far visita al Delegato di Polizia il quale non esitò a riconoscere nelle manovre del turgoviese le tipiche caratteristiche della truffa matrimoniale. [...] La polizia è sguinzagliata e un giorno o l’altro anche il prestinaio-veterinario finirà per trovarsi le manette ai polsi. E se non saranno le catene del matrimonio che lo stringeranno per tutta la vita, quelle meno simboliche di qualche cella finiranno per dar soddisfazione a tutte quelle donne deluse che da lui speravano il matrimonio e non ebbero che beffe.

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