Audace furto ai danni dell'oreficeria Brunel di Lugano

Lugano
Colpo
ladresco
in un’oreficeria di Via Nassa
Poco dopo le 13,30 di ieri, mentre Via Nassa era percorsa da molta gente che si recava a riprendere il lavoro nelle officine e negli uffici, l’agitarsi di persone davanti ad un’oreficeria provocò in pochi secondi un assembramento notevole. Si trattava della scoperta di un audacissimo colpo ladresco commesso a danno dell’oreficeria gerita dal signor Maire Brunel Edoardo, sita nel caseggiato N. 60 di Via Nassa. Il proprietario recandosi a riaprire il negozio constatava con spavento che qualcuno aveva già provveduto a farlo. E siccome simili servizi oggigiorno sono dovuti non a persone mosse unicamente da spirito caritatevole, era facile al signor Brunel prevedere che il negozio aveva ricevuto la visita di ladri. Varcata la porta trovata socchiusa, l’orefice gettò un grido di rabbia: una delle vetrine, lasciata alle dodici in ordine perfetto, carica di gioielli, appariva manomessa e quasi vuota. Le gioie del signor Brunel si erano involate lasciandolo coi dolori.
La polizia sul
posto
Pochi minuti
prima delle 14 la polizia veniva edotta della faccenda e subito dopo si portava
sul posto il delegato signor Bernasconi, accompagnato dal Giudice di Pace
signor Antognini e dai detectives Mariotti e Valli. Una prima inchiesta venne
rapidamente iniziata e si poterono stabilire il danno, i connotati del ladro e
il modo da questi impiegato per effettuare il colpo.
Riavutosi dalla prima impressione, che come si può immaginare non era stata
gradevole, il signor Maire Brunel aveva provveduto all’inventario degli oggetti
rimasti per stabilire il numero di quelli scomparsi ed il loro valore. Il ladro
si era diretto verso la vetrina, aveva radunato orologi, braccialetti e catene,
aveva fatto ritorno sui suoi passi e se ne era andato indisturbato. Nulla era
stato toccato di quanto si trovava sui banchi e su di uno scrittoio; infatti
vennero trovati dodici braccialetti d’oro del valore complessivo di circa
cinquemila franchi.
Gli oggetti
rubati
Dall’elenco
redatto dall’orefice si potè stabilire che il furfante si era appropriato di 15
orologi d’oro, di 8 catene pure d’oro, di 15 collier e di 4 braccialetti, il
tutto per un valore di 3700 franchi.
Evidentemente il ladro non aveva avuto grandi pretese e non aveva “lavorato”
colla calma necessaria per rendere il colpo veramente completo. Una volta
entrato in negozio, era stato colto dal timore di venir scoperto e dopo aver
fatto scomparire nelle tasche gli oggetti della vetrina, si era allontanato più
che in fretta.
L’inchiesta condotta dai rappresentanti della legge potè difatti assodare
diversi particolari che indubbiamente potranno servire per la ricerca del
ladro. La signora Luigia Taglioretti, che tiene negozio immediate vicinanze
dell’oreficeria, notò verso le 12,50 un individuo dall’apparente età di 35-40
anni, tarchiato, statura media, rasato di fresco, che portava pantaloni color
grigio, soprabito corto con collo di pelo che stazionava davanti alla bottega
del signor Maire Brunel. Non vi fece gran caso poichè capita sovente di trovare
clienti forastieri davanti al negozio in attesa del ritorno del proprietario.
Il signor Natale Morenzoni, che rincasava verso quell’ora, notò pure lui
l’individuo in questione mentre usciva dal negozio.
A passo di corsa
verso Calprino
L’inchiesta della
polizia andava raccogliendo preziosi elementi e dopo i precisi connotati del
ladro, forniti come abbiamo visto dalla signora Taglioretti, si potè stabilire
la direzione da costui presa a colpo compiuto. Lo chauffeur Moioli incontrò
l’individuo in parola che si dirigeva a passo di corsa verso il Paradiso e
vedendo con quale fretta procedeva, si credette in obbligo di offrire i suoi
serviti. L’altro fece cenno di no e continuò la sua corsa, senza tassametro ma
certamente in quarta velocità.
I connotati del ladro sono stati immediatamente comunicati a tutti i posti di
gendarmeria e a tutti i posti della vicina frontiera, ma fino al momento di
mettere il giornale in macchina nessuna novità è pervenuta alla polizia. Deve
trattarsi indubbiamente di persona rotta a simili avventure e per il fatto che
agì di pieno giorno, in una via delle più frequentate e più centrali della
città, e per la facilità colla quale potè aprire la porta d’entrata del
negozio. Vero è che la porta offriva nessuna seria difficoltà al lavoro di un
esperto del grimaldello e la serratura cedette quasi subito. Il ladro non aveva
con sè nè valigia, nè borsetta, altrimenti si suppone che il numero degli
oggetti rubati sarebbe stato notevolmente superiore. Il signor Marie Brunel non
è assicurato contro i furti.
In città l’impressione provocata dal colpo ladresco è stata vivissima. Bisogna
risalire al colpo tentato a danno della Banca di Stato e dell’oreficeria Nessi,
anche quello in pieno giorno, per trovare nella cronaca locale un colpo così
audace. Quello di ieri servirà di dura lezione a tutti i nostri commercianti e
negozianti, buona parte dei quali procede con sistemi che andavano bene sì e no
all’epoca dell’idilliaca vita di mezzo secolo fa, quando le porte degli
appartamenti e dei negozi restavano aperte anche durante l’assenza dei
proprietari e quando serrature a catenaccio e chiavistelli erano più che
sufficienti a proteggere la merce, addirittura inutili.
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