Cent'anni fa

Audace furto ai danni dell'oreficeria Brunel di Lugano

Le notizie del 9 marzo 1926
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Nicola Bottani
Nicola Bottani
09.03.2026 06:00

Lugano
Colpo ladresco in un’oreficeria di Via Nassa

Poco dopo le 13,30 di ieri, mentre Via Nassa era percorsa da molta gente che si recava a riprendere il lavoro nelle officine e negli uffici, l’agitarsi di persone davanti ad un’oreficeria provocò in pochi secondi un assembramento notevole. Si trattava della scoperta di un audacissimo colpo ladresco commesso a danno dell’oreficeria gerita dal signor Maire Brunel Edoardo, sita nel caseggiato N. 60 di Via Nassa. Il proprietario recandosi a riaprire il negozio constatava con spavento che qualcuno aveva già provveduto a farlo. E siccome simili servizi oggigiorno sono dovuti non a persone mosse unicamente da spirito caritatevole, era facile al signor Brunel prevedere che il negozio aveva ricevuto la visita di ladri. Varcata la porta trovata socchiusa, l’orefice gettò un grido di rabbia: una delle vetrine, lasciata alle dodici in ordine perfetto, carica di gioielli, appariva manomessa e quasi vuota. Le gioie del signor Brunel si erano involate lasciandolo coi dolori.

La polizia sul posto
Pochi minuti prima delle 14 la polizia veniva edotta della faccenda e subito dopo si portava sul posto il delegato signor Bernasconi, accompagnato dal Giudice di Pace signor Antognini e dai detectives Mariotti e Valli. Una prima inchiesta venne rapidamente iniziata e si poterono stabilire il danno, i connotati del ladro e il modo da questi impiegato per effettuare il colpo. Riavutosi dalla prima impressione, che come si può immaginare non era stata gradevole, il signor Maire Brunel aveva provveduto all’inventario degli oggetti rimasti per stabilire il numero di quelli scomparsi ed il loro valore. Il ladro si era diretto verso la vetrina, aveva radunato orologi, braccialetti e catene, aveva fatto ritorno sui suoi passi e se ne era andato indisturbato. Nulla era stato toccato di quanto si trovava sui banchi e su di uno scrittoio; infatti vennero trovati dodici braccialetti d’oro del valore complessivo di circa cinquemila franchi.

Gli oggetti rubati
Dall’elenco redatto dall’orefice si potè stabilire che il furfante si era appropriato di 15 orologi d’oro, di 8 catene pure d’oro, di 15 collier e di 4 braccialetti, il tutto per un valore di 3700 franchi. Evidentemente il ladro non aveva avuto grandi pretese e non aveva “lavorato” colla calma necessaria per rendere il colpo veramente completo. Una volta entrato in negozio, era stato colto dal timore di venir scoperto e dopo aver fatto scomparire nelle tasche gli oggetti della vetrina, si era allontanato più che in fretta. L’inchiesta condotta dai rappresentanti della legge potè difatti assodare diversi particolari che indubbiamente potranno servire per la ricerca del ladro. La signora Luigia Taglioretti, che tiene negozio immediate vicinanze dell’oreficeria, notò verso le 12,50 un individuo dall’apparente età di 35-40 anni, tarchiato, statura media, rasato di fresco, che portava pantaloni color grigio, soprabito corto con collo di pelo che stazionava davanti alla bottega del signor Maire Brunel. Non vi fece gran caso poichè capita sovente di trovare clienti forastieri davanti al negozio in attesa del ritorno del proprietario. Il signor Natale Morenzoni, che rincasava verso quell’ora, notò pure lui l’individuo in questione mentre usciva dal negozio.

A passo di corsa verso Calprino
L’inchiesta della polizia andava raccogliendo preziosi elementi e dopo i precisi connotati del ladro, forniti come abbiamo visto dalla signora Taglioretti, si potè stabilire la direzione da costui presa a colpo compiuto. Lo chauffeur Moioli incontrò l’individuo in parola che si dirigeva a passo di corsa verso il Paradiso e vedendo con quale fretta procedeva, si credette in obbligo di offrire i suoi serviti. L’altro fece cenno di no e continuò la sua corsa, senza tassametro ma certamente in quarta velocità. I connotati del ladro sono stati immediatamente comunicati a tutti i posti di gendarmeria e a tutti i posti della vicina frontiera, ma fino al momento di mettere il giornale in macchina nessuna novità è pervenuta alla polizia. Deve trattarsi indubbiamente di persona rotta a simili avventure e per il fatto che agì di pieno giorno, in una via delle più frequentate e più centrali della città, e per la facilità colla quale potè aprire la porta d’entrata del negozio. Vero è che la porta offriva nessuna seria difficoltà al lavoro di un esperto del grimaldello e la serratura cedette quasi subito. Il ladro non aveva con sè nè valigia, nè borsetta, altrimenti si suppone che il numero degli oggetti rubati sarebbe stato notevolmente superiore. Il signor Marie Brunel non è assicurato contro i furti. In città l’impressione provocata dal colpo ladresco è stata vivissima. Bisogna risalire al colpo tentato a danno della Banca di Stato e dell’oreficeria Nessi, anche quello in pieno giorno, per trovare nella cronaca locale un colpo così audace. Quello di ieri servirà di dura lezione a tutti i nostri commercianti e negozianti, buona parte dei quali procede con sistemi che andavano bene sì e no all’epoca dell’idilliaca vita di mezzo secolo fa, quando le porte degli appartamenti e dei negozi restavano aperte anche durante l’assenza dei proprietari e quando serrature a catenaccio e chiavistelli erano più che sufficienti a proteggere la merce, addirittura inutili.

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