Cent'anni fa

Ci si abitua a tutto, anche alle donne candidate per le elezioni

Le notizie del 14 marzo 1926
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Nicola Bottani
Nicola Bottani
14.03.2026 06:00

La Nota
Per la iscrizione alle liste elettorali amministrative, a Milano si sono presentate cinquemila donne. Su quasi un milione di abitanti, cinquemila donne elettrici sono pochine. Evidentemente la donna non ha ancora fatta l’abitudine all’esercizio del diritto elettorale e considera ancora la politica come una di quelle case di malaffare davanti alle quali la gente per bene affretta il passo.

Ma siccome ci si fa l’abitudine a tutto, al caffè amaro, alle scarpe strette, agli odori malsani, così vedrete che l donne faranno, come si dice, il callo anche alla politica ed andranno a votare.

Fino a ieri si è discusso della capacità della donna all’esercizio del diritto di voto. È poi stato dimostrato che la donna – dai tempi in cui Eva giuocava quel po’ po’ di scherzo al marito, facendolo licenziare sui due piedi dal padrone di casa, e metterlo come si direbbe sul lastrico – è capace di tutto.

Del resto quando si pensa che per il …anta per cento degli elettori maschi l’esercizio del diritto di voto si riduce al gesto di un fattorino che depone la lettera del padrone nella buca della posta, è facile convincersi che per esercitare il diritto di voto basta possedere la capacità che occorre per imbucare una lettera.

Del resto (bis) la differenza fra i pantaloni e la gonna oggi è ridotta a così poca cosa che non si riesce quasi più a distinguere chi porti i pantaloni e chi la gonna, se la donna o l’uomo.

Il solo inconveniente che io trovo nella ammissione della donna alla politica militante è di carattere, dirò così, sentimentale. Supponiamo un caso di gelosia. Il candidato politico è un bell’uomo, un uomo dal fiero aspetto, baffetti assassini, occhi lanciafiamme, parola a rullo di tamburo. Come potrà esercitare liberamente il suo diritto di voto una donna che abbia il marito geloso?

In famiglia non si potranno tenere comizi politici perchè il marito, geloso come un Otello, non vuol sentir parlare del candidato dal fiero aspetto; la moglie non potrà votare per questo candidato perchè il marito geloso le farebbe chissà che scenate. Conclusione: la moglie elettrice sarebbe costretta a votare sempre per i candidati brutti, antipatici; e così, rovesciando la situazione, se la candidatessa è bella, piacevole, stuzzichevole, il marito che abbia una moglie gelosa non potrà mai darle il suo voto, e sarà obbligato a votare sempre per la candidatessa più brutta della lista.

Ed ecco uno dei lati deboli del suffragio femminile, direi anzi l’unico lato debole, poichè per il resto, come ho detto, davanti alle urne elettorali la sottana ha gli stessi diritti dei pantalone, precisamente come nel cassetto di un guardaroba.

Gavroche

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