Il ricordo

Chuck Norris e i Facts, il mito immortale delle iperboli ironiche

Attore, maestro di arti marziali, produttore televisivo e sceneggiatore, ma anche primo, vero meme globale grazie a un'ondata scatenatasi sul web anni e anni fa
©MARTON MONUS
Marcello Pelizzari
20.03.2026 19:16

C'è chi, oggi, con la mente è andato a ripescare i set polverosi di Walker, Texas Ranger e chi, invece, ha rivissuto il combattimento al Colosseo con Bruce Lee nel seminale L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente. Per tacere dei picchiaduro anni Ottanta grazie ai quali Carlos Ray Norris, per tutti semplicemente Chuck Norris, ha assunto il ruolo di eroe d'azione per eccellenza. Silenzioso. Letale. Con un senso del dovere e un patriottismo fuori dal comune. La morte, a 86 anni, dell'attore, artista marziale, produttore televisivo e sceneggiatore statunitense, come recita la biografia su Wikipedia, ha scosso chiunque sia cresciuto fra gli anni Settanta, i citati Ottanta e i Novanta. Chiunque, davvero.

Un collega, fra il serio e il faceto, visti i tempi che corrono si è azzardato ad affermare che «adesso nessuno ci difenderà più» e, ancora, che «noi crediamo a tutto ma lui era reale». Il cinema di Chuck Norris è un continuo tira e molla fra machismo, muscolarità e giustizia stoica. Una sorta di sottogenere a sé stante, con la trama a fare da banale, spesso banalissimo pretesto per trascinare l'eroe – lo stereotipato uomo tutto d'un pezzo, solitario e dai valori granitici – verso il confronto finale con il male. Risolto, puntualmente, con precisione e attraverso l'uso delle arti marziali. Di qui il senso di invulnerabilità. Tanto fisica quanto morale. E noi, spettatori, a chiederci non tanto se vincerà, ma in che modo ristabilirà l'ordine a suon di calci rotanti.

Ma Chuck Norris, incredibile a dirsi, è stato anche, quasi soprattutto, un personaggio 2.0, forse il primo, vero meme globale. Quando Internet era ancora una terra selvaggia fra blog e forum, diciamo attorno alla metà degli anni Duemila, hanno fatto la loro apparizione i cosiddetti Chuck Norris Facts, una serie di iperboli ironiche, pungenti e tremendamente efficaci che trasformavano di volta in volta l'attore in una divinità. Per dire: «Il cellulare di Chuck Norris ha la custodia cautelare»; «Otto von Bismarck faceva colazione con le uova alla Chuck Norris»; «Il monolocale di Chuck Norris ha l'angolo tortura»; «Chuck Norris può farti morire di rendita»; «Chuck Norris ha vinto la 24 ore di Le Mans. In mezz'ora». E via discorrendo. I tenutari di Roundhouse Kicks, il blog italiano dedicato ai Facts, oggi hanno ricordato l'attore così: «Grazie per averci ispirato. Grazie per i calci rotanti. Grazie per non averci mai denunciato. Riccardo e Massimo». Ah, ovviamente i due hanno inserito una dedica: «Chuck Norris può insegnare agli angeli a volare».

A proposito di denunce, Chuck Norris non si è mai arrabbiato per queste citazioni esagerate. Al contrario, ha abbracciato questa follia collettiva dando vita a una carriera nella carriera fra spot pubblicitari e cameo, come nei Mercenari, a tema Facts. Se tutto ciò ha un senso, e ce l'ha, credeteci, Chuck Norris non è morto. Facts alla mano, «Chuck Norris in realtà è morto vent'anni fa ma la morte non ha avuto ancora il coraggio di dirglielo». Fino a ora...