L'intervista

«Con Locarno costruiamo pezzi della nostra identità»

Per la prima volta, sarà Swatch a firmare la festa glamour inaugurale della manifestazione, raccogliendo il testimone dei marchi che fino allo scorso anno ne avevano curato l’organizzazione
© Locarno Film Festival / Ti-Press
Mattia Sacchi
05.08.2026 06:00

Esordio alla regia. Non di un film, ma dell’opening party del Locarno Film Festival (LFF). Per la prima volta, infatti, sarà Swatch a firmare la festa glamour inaugurale della manifestazione, raccogliendo il testimone dei marchi che fino allo scorso anno ne avevano curato l’organizzazione.

Un debutto che, da un lato, consolida il ruolo dell’impresa svizzera, partner principale del festival locarnese dal 2023 e, dall’altro lato, coincide con l’inizio di un nuovo capitolo ai vertici dell’azienda.

A guidare oggi la multinazionale di Bienne è Vivian Stauffer, CEO dallo scorso ottobre, la cui nomina segna l’inizio di un nuovo capitolo nella storia del marchio. Il manager è chiamato a imprimere una nuova direzione senza rinunciare a quella miscela di creatività, accessibilità e provocazione che da oltre quarant’anni caratterizza il brand probabilmente più noto - e sicuramente più pop - dell’orologeria elvetica. Per Stauffer, il Locarno Film Festival rappresenta molto più di una sponsorizzazione. È uno degli strumenti con cui il marchio costruisce la propria identità e dialoga con una comunità internazionale di artisti, creativi e appassionati. «L’opening party rappresenta perfettamente i valori di Swatch - dice il CEO dell’azienda del canton Berna al Corriere del Ticino - Vogliamo riunire artisti, registi e persone creative, offrendo loro uno spazio nel quale condividere passioni e idee. È così che nascono nuove connessioni».

Raccontare una storia

Dietro questa scelta c’è una precisa strategia di brand. «L’arte è uno dei pilastri di Swatch. Ogni nostro orologio è come una piccola tela da indossare: non racconta solo l’ora, ma una storia», dice Stauffer. Il quale sottolinea soprattutto il valore di queste collaborazioni, valore che non si misura soltanto in termini di visibilità, ma nella capacità di dare significato ai prodotti. «Le persone non acquistano soltanto un orologio: acquistano anche la storia che porta con sé e qualcosa con cui si identificano». È proprio questo, secondo Stauffer, a giustificare la presenza di multinazionali già fortamente conosciute a eventi come un festival del cinema, a garantire cioè il vantaggio competitivo di Locarno: trasformare un evento culturale in un racconto capace di rafforzare il marchio nel lungo periodo. La conferma arriva anche dai risultati. È noto che, ogni anno, Swatch realizza un unico lotto dell’orologio dedicato al festival e, puntualmente, le scorte si esauriscono entro la fine della manifestazione. «Potremmo produrne di più e fare probabilmente più business - ammette Stauffer - Ma non è questo l’obiettivo. Preferiamo mantenere il prodotto speciale e utilizzare questo progetto per raccontare il Locarno Film Festival nel mondo». Il nuovo Locarno79 Pay, primo modello della collezione a integrare la tecnologia Swatch Pay, incarna proprio questa filosofia: celebrare e rafforzare il legame tra il marchio e il Pardo, trasformando un orologio in un simbolo della partnership con il festival.

Per l’80. si pensa in grande

Il sostegno alla creatività passa quindi dalla sponsorizzazione degli eventi ma anche dallo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai, la residenza che ospita artisti internazionali per soggiorni di tre mesi. Proprio di recente vi è stato accolto anche il regista ticinese Ben Donateo. «È straordinario vedere come gli artisti arrivino con un’idea e ne escano con un’altra, ispirati dalla città e dal confronto continuo con gli altri residenti. È questa libertà creativa che rende il progetto così speciale », commenta Vivian Stauffer. Lo sguardo, infine, è già rivolto al futuro. Nel 2027 il Locarno Film Festival celebrerà l’ 80. edizione e, pur senza sbilanciarsi, il CEO di Swatch lascia intendere che l’azienda potrebbe preparare qualcosa di speciale. «Una ricorrenza così importante merita di andare oltre l’ordinario. Vorremmo creare qualcosa di ancora più grande, mantenendo però quello spirito aperto e accessibile a tutti che rende unico il festival».

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