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Storie di cinema

I libri e i film

Il ritratto di Daniela Lehmann
Prisca Dindo
14.08.2026 05:59

Dice di aver chiamato la sua libreria «Stregatto» per tre motivi: per il suo amore per Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll; per il richiamo al mondo di chi adulto non lo è ancora; e, non da ultimo, «perché ci vuole un pizzico della lucida follia dello Stregatto per fare il mestiere che mi sono scelta». Quel gatto, in fondo, sa di essere un po’ matto ma non se ne preoccupa. «Come me», aggiunge sorridendo Daniela Lehmann, che nel 2014 ha aperto in via San Francesco, in Città vecchia, una libreria specializzata in letteratura per bambini e ragazzi.

Moltissimi film e serie televisive nascono dalle pagine di un libro, e alcuni appoggiati sugli scaffali dello Stregatto ne sono la prova. La saga di Harry Potter di J. K. Rowling, Stuart Little di E.B. White, Piccole donne di Louisa May Alcott, Hunger Gamesdi Suzanne Collins, Il Signore degli Anellidi J. R. R. Tolkien . «Il cinema e i libri condividono lo stesso cuore pulsante: l’arte di raccontare storie - spiega la titolare della libreria locarnese mentre ci offre il caffé - entrambi aprono finestre su vite e mondi alternativi; il Film Festival di Locarno ti permette di fare il giro del mondo stando seduto su una delle sedie di piazza Grande, esattamente come i libri».

L’aria che si respira in questo periodo agostano, dice, è magica. Il festival è una manifestazione che porta vita, colori, musica, allegria.

Le sere sono lunghe e la gente ne approfitta per uscire. Il Locarnese si anima e si carica dell’energia di piazza Grande.

Il pubblico festivaliero, osserva, è composto soprattutto da adulti. Eppure, per undici giorni all’anno, il viavai nella libreria per ragazzi si intensifica. «È vero, accanto agli habitué, registro un aumento di presenze. Si tratta di persone che vengono a Locarno apposi-tamente per lamanifestazione. Li si riconosce al volo perché portano il classico laccetto al collo giallo e nero con, appesa, la tessera d’abbonamento, oppure qualche gadget con i colori del pardo. Entrano nel negozio e mi chiedono spiegazioni sui libri».

Si tratta di una clientela molto variegata, spesso di lingua tedesca, di tutte le età. Un pubblico molto interessato all’arte, alla cultura e alla grafica, gente che, per un attimo, si sottrae ai ritmi frenetici del festival per concentrarsi sui libri. «Entrano perché sono attratti dagli albi illustrati dai grandi nomi che metto in esposizione, ci sono alcune firme prestigiose anche tra gli illustratori: uno su tutti, l’italiano Marco Somà, premio Andersen 2019 come miglior illustratore. Si tratta di libri quasi più per adulti che per ragazzi, molto amati dal pubblico festivaliero».

A farle particolarmente piacere è la fedeltà di chi arriva d’Oltralpe. «Noto che spesso ritornano, li riconosco perché con molti mi succede di intavolare piccole discussioni sui libri; altre volte mi chiedono ragguagli sugli autori che avevo consigliato loro l’anno prima, e ciò mi stimola a proseguire», racconta ancora Daniela Lehmann.

Approfittiamo dell’arrivo di due clienti, per dare un’occhiata alla vetrina. A ricordare il festival, sono soprattutto i colori delle copertine, che richiamano quelli del pardo, non titoli cinematografici specifici. «Tra due settimane c’è il rientro a scuola e io devo proporre anche libri didattici», puntualizza mentre impacchetta due albi per bambini con una meravigliosa carta regalo colma di leopardi che corrono liberi in una foresta. «Questo è il mio omaggio decorativo al festival», commenta orgogliosa.

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