L’importanza dello stile

La prima volta che ha avuto a che fare con il Locarno Film Festival risale all’agosto di 14 anni fa. Tra una messa in piega e l’altra, Rosi Dafond - Campisi riceve una telefonata allarmata nel suo salone di Minusio da una delle responsabili degli ospiti VIP della manifestazione cinematografica. «Rosi, abbiamo bisogno del tuo aiuto!», le dicono. Le spiegano che stava per arrivare a Locarno una grande attrice americana e che c’era bisogno urgente di «trucco e parrucco», come si diceva una volta. Senza un professionista del look, la star non avrebbe mai affrontato il pubblico di piazza Grande.
«Pensavano che si sarebbe portata la sua truccatrice di fiducia, invece era da sola. Erano nel panico. Presi spazzole e pennelli e partii senza esitare. Mi occupai subito dell’artista, e l’allarme rientrò» ricorda la titolare del salone.
Da quel giorno, la collaborazione del suo team con il Film Festival di Locarno non si è più interrotta. All’inizio, Rosi lavorava da sola. Poi, essendo diventata la stylist ufficiale del festival, ha dovuto potenziare la sua squadra, introducendo alcune sue dipendenti alle tecniche di trucco e acconciatura. Ha dovuto inventarsi ogni cosa, perché il festival di 14 anni fa non è quello, più imponente, di oggi. Attualmente conta una decina di specialisti, tra freelance e dipendenti. Un piccolo esercito di professionisti che lo scorso anno ha truccato e pettinato, durante i dieci giorni della manifestazione locarnese, oltre 200 persone.
Siccome ci vuole un’organizzazione impeccabile affinché tutto fili liscio, Rosi si prepara con grande anticipo. «Non possiamo permetterci né ritardi né look sbagliati» spiega. Per evitare che la macchina si inceppi, inizia a pianificare il lavoro almeno un mese prima, non appena riceve in via confidenziale i nomi degli ospiti della nuova edizione.
«A quel punto - dice - abbino il personaggio a un truccatore e a un parrucchiere. I due hanno il compito di studiare il look dell’artista, senza trascurare né i cambi di taglio né di immagine avvenuti nel corso degli anni. Quando inizia il festival, devono conoscere a memoria i volti e i tagli dell’ artista». Poi ci sono gli imprevisti, che Rosi affronta di giorno in giorno, come i rendez-vous cancellati oppure le location modificate. Allora si attiva immediatamente, dirottando il suo personale altrove. «Le mie giornate - racconta - iniziano alle 8 del mattino e finiscono a mezzanotte».
Questa attenzione a ogni particolare piace allo star system. Se, in un primo momento, alcune attrici arrivavano a Locarno con il loro stylist, con il passare del tempo, dice Rosi, «quando ci vedono all’opera si lasciano fare anche da noi».
Pure i mostri sacri del cinema come Jackie Chan, la superstar che nella scorsa edizione ha ricevuto il Pardo alla carriera del Locarno Film Festival, non si muovevano senza la squadra incaricata da Rosi di rinfrescare loro il look. «Tra noi e loro si instaura un rapporto di fiducia, sono persone famose e capiscono che non vogliamo sopraffarli. L’immagine è fondamentale per qualsiasi artista, e noi abbiamo un grande rispetto della loro persona e di come vogliono apparire. Il mondo del cinema non esisterebbe senza luci e paillettes», aggiunge.
Nel corso degli anni, la manifestazione cinematografica locarnese ha affiancato alle proiezioni un calendario di eventi mondani, e pian piano il glamour ha contagiato anche i ticinesi.
«Noto con piacere la voglia di vestirsi bene, di lanciarsi con un look atipico, pensato proprio per una serata speciale del festival. È un momento magico, anche se Locarno preferisce da sempre il contenuto all’apparenza».


