Cent'anni fa

È festa per i 25 anni di vita dell’Ospedale italiano di Lugano

Le notizie del 28 agosto 1926
Lugano memoriale ai soldati italiani. © CdT/Chiara Zocchetti
Red. Online
28.08.2026 06:00

Domani, 29, le colonie italiane di Lugano e del Ticino, con invito esteso alle autorità, celebreranno con semplice solennità la ricorrenza del XXV di vita del loro importante e benefico Istituto ospitaliero. Importante e benefico, non soltanto dal punto di vista della assistenza fra gli emigrati regnicoli e quella solidarietà nazionale che, quando si sposa alla carità umana diventa la più bella fra le virtù civili ed universali, ma anche dal punto di vista della economia ticinese perché - a parte tutti i trattati e le convenzioni sulla assistenza di cittadini immigrati - l’opera esplicata dall’Ospedale Italiano di Lugano rappresenta un sensibile sollievo per i nostri istituti ospitalieri cantonali e per le finanze del Cantone. Sono centinaia e centinaia di ammalati che l’Ospedale Italiano cura ogni anno e che, altrimenti, dovrebbero essere ricoverati dagli istituti nostri, salvo l’incertezza del ricupero delle spese o l’odiosità di pronte consegne oltre confine che, se urtano contro la dignità delle colonie italiane, offendono spesso anche il nostro sentimento di uomini e di fratelli di lingua e di stirpe. A illustrare le origini e gli sviluppi raggiunti dall’Ospedale Italiano, attraverso 25 anni di vita fatta di sacrifici e, talvolta di veri eroismi, l’attuale Consiglio direttivo dell’Ospedale stesso, per cura del prof. Ottino, pubblica una tanto breve quanto chiara ed istruttiva monografia, che consigliamo all’attenzione di tutti i cittadini. La monografia è dedicata a Benito Mussolini, «dalle dure vie dell’emigrazione, per virtù del suo genio e per fortuna d’Italia, assurto al potere supremo», e chiude con la riproduzione della scritta lapidaria che, domani, verrà scoperta a segnare la prima tappa raggiunta. L’idea della fondazione di un Ospedale Italiano è nata, in un gruppo di coloniali italiani in Lugano, nel 1900, idea che fu precisamente lanciata sotto forma di preciso programma, dai dottori e medici Basilio Bonardi, Giuseppe Amerio, Vittorio Ceretti e Nino Cicardi, in una prima riunione del 16 ottobre di quell’anno. Penoso è stato il lavoro di raccolta dei primi fondi, per la quale raccolta si dà inizio, nel 1901, a quella festa dell’Ospedale che rimarrà poi nelle tradizioni d’ogni inizio di stagione invernale al nostro Apollo. L’atto d’acquisto della Villa Blanche in territorio di Viganello, viene finalmente redatto il 10 ottobre 1901, mentre il 17 novembre susseguente si riuniva la prima assemblea generale dei soci. Si era fatto il primo passo, ma non il definitivo; bisognava dar mano agli adattamenti, all’acquisto dei letti, del materiale di medicina e di chirurgia. È nell’agosto del 1902 che l’Ospedale apre i suoi battenti e che vi entrano i primi ammalati; medici curanti il dott. Bonardi e il dott. Amerio; personale: suore di Ottolengo.
[…] Or è da questi inizi di nuova e più rigogliosa vita che il benemerito Istituto trae auspici per entrare nel suo secondo venticinquesimo, lanciando una grande lotteria destinata a procurare fondi per altri perfezionamenti ed ampliamenti. La lotteria verrà iniziata domani con la cerimonia di scopertura della lapide ricordo.

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