Cinema

E se un giorno ci svegliassimo senza le canzoni dei Beatles?

È quel che accade al protagonista di «Yesterday» di Danny Boyle
Il protagonista Himesh Patel. © Universal Pictures
Antonio Mariotti
26.09.2019 06:00

Immaginatevi di vivere un incubo: cercate nelle biblioteche, negli archivi (cartacei e virtuali) e non v’è più traccia di un dettaglio fondamentale del vostro passato che conta però ancora molto nel vostro presente. Forse vi siete sbagliati, chiedete agli amici più fidati, quelli che condividono con voi gli stessi gusti e le stesse passioni, ma niente: nessuno si ricorda più nulla. La cosa potrebbe anche non turbarvi più di tanto, se non foste un musicista, dilettante, ma pur sempre musicista, e quella piccola tessera dell’immenso puzzle della storia del mondo scordata da tutti non fossero... i Beatles! Questa allucinante disavventura capita a Jack Malik (Himesh Patel), il protagonista di Yesterday, il nuovo film del regista inglese Danny Boyle magistralmente sceneggiato da Richard Curtis, già autore di copioni di successo come Quattro matrimoni e un funerale e Notting Hill. Jack è un giovane cantautore da strapazzo, nato e cresciuto in un paesino del Suffolk, che gira per locali e piccoli festival senza riuscire ad attirare l’attenzione di nessuno con le proprie canzoni, tranne quella dei pochi amici che lo prendono perlopiù in giro e di Ellie (Lily James), la maestrina dinamica ed entusiasta che gli fa da manager e di cui Jack si scoprirà, alla fine, segretamente innamorato.

Un black out di pochi secondi

Ma cos’è accaduto affinché la memoria (e l’intera opera) di una pietra miliare della cultura pop mondiale come i Beatles possa essere stata cancellata per sempre? Nessun cataclisma, nessuna guerra nucleare ma un improvviso quanto misterioso black out globale della durata di pochi secondi che ha spento tutte le memorie digitali che dovrebbero servire a conservare i fatti salienti e i personaggi significativi del nostro passato. Jack ha il «privilegio» di vivere questa panne da incosciente, essendo stato investito da un autobus proprio in quel momento, e al suo risveglio non è lui ad aver perso la memoria, come capita spesso in questi casi, ma tutti gli altri. Quando Jack intona la beatlesiana Yesterday, per verificare che Ellie e gli altri non lo stiano prendendo in giro, tutti rimangono a bocca aperta e gli confessano che la sua nuova canzone è davvero la migliore che abbia mai scritto. La stessa cosa capita con tutta una serie di indimenticabili hit firmati Lennon-McCartney che spingono una tv locale a dedicare un breve servizio a Jack.

Arriva Ed Sheeran

L’eco della fama nascente di questo sconosciuto quanto prolifico songwriter giunge alle orecchie di Ed Sheeran (il vero Ed Sheeran, che interpreta se stesso con grande autoironia) e la carriera di Jack è lanciata. Gli si schiudono davanti le porte dello showbiz musicale, con tutti i suoi privilegi ma anche le sue ipocrisie, dominato dal marketing molto più che dall’amore per la musica. Il giovane provinciale viene Catapultato a Los Angeles, tra ville di lusso, donne bellissime e manager dispotici che non accettano le sue idee per il lancio del suo primo album che dovrebbe essere in grado di consacrarlo come nuova star della musica a livello planetario. Basti pensare che i possibili titoli che propone per il disco, ovvero quelli di alcuni dei più celebri LP dei Beatles vengono bocciati con motivazioni ben poco serie. Jack ha però sempre dentro di sé la cattiva coscienza di aver usurpato l’opera altrui e nemmeno un incontro con un anziano e serenissimo John Lennon, che ammette di aver vissuto una bellissima vita lontano dai riflettori della fama, riuscirà a placarlo.

La nostra memoria in pericolo

Al di là delle imprevedibili peripezie che coinvolgeranno Jack ed Ellie e del piacere di gustarsi una bella serie di capolavori beatlesiani spesso in versione riarrangiata, Yesterday offre anche l’opportunità di riflettere sulla fragilità della nostra memoria. Quella digitale i cui contenuti, apparentemente al sicuro, possono essere cancellati per sempre nel giro di pochi secondi: tra l’altro Jack scopre poco a poco che nel mondo post black out non v’è più traccia neppure della Coca Cola, degli Oasis, delle sigarette e di Harry Potter. Ma anche quella umana: senza l’aiuto di Google neppure un fan dei Beatles com Jack riesce infatti a ricordarsi tutte le parole dei testi delle canzoni più celebri dei quattro di Liverpool. Chi potrebbe fare meglio di lui?